• Cos’è l’Archivio?
  • Chi è Caltari?
  • Collabora!
Archivio Caltari









  • Scritture
  • Psicogeografie
  • Memorie
  • Segni
  • Generi e relazioni
  • Tipografie
  • Letture
    • E-Book
    • Recensioni
    • Web-comic
  • Rubriche
    • Fotobiografie
    • FuoriFuoco
    • Regole di scrittura
    • Stanze degli scrittori
  • Indice
17 mar 2012

Autore

Caltari

Condividi

Articoli correlati

  • Le stanze degli scrittori: Marco Rossari
  • Le stanze degli scrittori: Nadia Terranova
  • Le stanze degli scrittori: Fabio Bartolomei
  • Le stanze degli scrittori: Michael Morpurgo
  • Le stanze degli scrittori: Massimo Vitali
  • Le stanze degli scrittori: Roberto Pazzi
  • Le stanze degli scrittori: Gianni Tetti
  • Le stanze degli scrittori: Giulia Fazzi
  • Le stanze degli scrittori: Fabrizio Gabrielli
  • Le stanze degli scrittori: Francesco Forlani
  • Le stanze degli scrittori: Marco Candida
  • La stanza di Zoltán Kőrösi – Budapest
  • Le stanze degli scrittori: Zeta Kunduri
  • Le stanze degli scrittori: Will Self
  • Le stanze degli scrittori: Chiara Gamberale
  • Le stanze degli scrittori: Sarah Spinazzola
  • Le stanze degli scrittori: Elia Spallanzani (e l’appello degli scrittori contro il rogo)
  • Le stanze degli scrittori: Gianni Solla
  • Le stanze degli scrittori: Alberto Prunetti
  • Le stanze degli scrittori: Paolo Marasca
Le stanze degli scrittori: Luigi Bernardi
Caltari Nessun commento Stanze degli scrittori Condividi

Ovviamente, la stanza di uno scrittore dovrebbe stare tutta nella sua testa, riempire il dedalo di sinapsi, con pulizie periodiche a tentare l’organizzazione di un ordine che non è mai materiale.
Fosse vero, non mi spiegherei la paura di non poter più scrivere, una volta abbandonato lo stanzino di appena due metri per tre nel quale ho composto tutti i libri che ho avuto la fortuna di pubblicare; l’ansia di non essere più capace di accostare una frase all’altra, dopo che mi sono ritrovato in questa grande casa attorniata dai tetti rossi del centro di Bologna.
È andata avanti per diversi mesi, senza scrivere una riga che possedesse non dico dignità letteraria, ma almeno la pretesa della certificazione di esistenza in vita. Le ho provate tutte, persino accompagnandomi con le mie musiche preferite, io che ho sempre scritto nel silenzio e dietro una porta chiusa – la musica semmai l’ascoltavo prima, in quella sorta di stretching mentale, complicato se si comincia a lavorare alle quattro del mattino e mal si sopportano le cuffie infilate nelle orecchie.
Un brutto giorno, mi hanno persino imprigionato la casa per il rifacimento degli esterni. Era sempre buio, e sono passati altri tre mesi, con gli operai che mi martellavano l’anima – o almeno così mi piaceva pensare. Quando hanno finito, è tornata la luce e con lei l’idea prepotente che questa fosse ormai la mia casa dell’essere, questa e nessun’altra.
Scrivere è stato una conseguenza. Un romanzo, poi un altro, dei racconti, dei progetti. Tutto scrive qui dentro e si aggiorna, prima ancora che nella mia testa – dove il dedalo di sinapsi avrebbe bisogno di un corpo severo di vigili urbani a dirigere il traffico – nei diversi computer sui quali lavoro, seduto alla scrivania, stravaccato sul letto, oppure sul divano, nella posizione cara a Paolina Bonaparte. Tutto scrive qui dentro, e io assisto meravigliato alla chimica delle parole che compongono frasi.
Quando mi hanno regalato una versione realizzata solo per me della tavola periodica degli elementi – quasi uno scherzo nato dalla mia passione per la serie televisiva Breaking Bad – ho finalmente capito che l’interazione fra le sinapsi e l’ambiente non è una speranza alchemica, ma una normale reazione chimica che necessita degli elementi giusti, del dosaggio corretto e dei normali tempi di reazione. Prima, quando il processo era in corso, non ottenevo risultati. Adesso mi basta guardare da una delle tante finestre di questa casa, posare gli occhi sull’interminabile distesa di tetti rossi, per trovare la parola che cercavo, quella giusta che non è mai più di una.

Il sito di Luigi Bernardi

[Le altre stanze dei nostri scrittori]

  • Facebook
  • Twitter
  • Tumblr
  • FriendFeed
  • Print
Tags: Breaking Bad, Luigi Bernardi, Stanze dei nostri scrittori
Caltari Nessun commento Stanze degli scrittori Condividi
Cancella risposta
Che ne pensi?

Sezioni

  • Generi e relazioni
  • Memorie
  • Psicogeografie
  • Scritture
  • Segni
  • Tipografie

Rubriche

  • Archivio Altair
  • E-Book
  • Fotobiografie
  • Recensioni
  • Regole di scrittura
  • Stanze degli scrittori

Etichette adesive

  • Bollettini
  • Interviste
  • Racconti
  • Recensioni
  • Scarabocchi

Archivio Caltari – 2009-2011 | Alcuni diritti timidi e riservati, altri no. | Questo sito è aggiornato con frequenza stocastica ed è quindi da ritenersi una testata probabilistica.