L’ARCHIVIO CALTARI
.
REDAZIONE
.
Antonio Caruso (aka Ctonio), pantofolajo apolide, in parte rassegnato a vivere in una sola linea temporale. Insieme a Giusi ha posto la prima pietra dell’Archivio. Come archivista trova primizie, cincischia alla bruttodio con tumblr, controlla ossessivamente le statistiche e si occupa di comunicazione, storia, urbanistica e fumetti. Come non archivista fa più o meno le stesse cose ma non controlla le statistiche. Tenta di scrivere cose. antonio@archiviocaltari.it
Giusi Palomba (aka Giusiana), sempre disagiata, vagamente teppista, oscilla ogni giorno tra furore e timidezza. Ama le trattorie, le epigrafi e le edizioni Nuovo Politecnico Einaudi di seconda mano. Per l’Archivio legge, rilegge, scrive, risponde, cerca e trova con gioia genuina. Per il resto, s’affanna.
giusi@archiviocaltari.it
Giuseppe D’Antonio vive in una mansarda nell’attesa di una qualsiasi piega degli eventi. Di tanto in tanto prende aria per correggere bozze, editare, impaginare e cose del genere. Per Caltari legge, rilegge, traduce e corregge. Ma non sempre e non necessariamente.
giuseppe@archiviocaltari.it
.
COLLABORATORI
.
Alessandro Ciccarelli «Ho un colorito bruno abbastanza uniforme, fronte eretta di ragionevole ampiezza, occhi chiari e sopracciglia folte ma ben modellate. Mi riescirebbe arduo descrivere la forma del mio naso, perché, a quanto pare, non è né camuso, né grosso né aguzzo. So soltanto che è più grosso che piccolo e scende un po’ troppo in basso. Quanto alla forma del viso, o è quadrata o è ovale, ma mi sarebbe molto difficile dire quale delle due… Per parlare del mio carattere, sono malinconico, e lo sono al punto che negli ultimi tre o quattro anni mi hanno visto ridere tre o quattro volte. Sono intelligente e non ho difficoltà a dirlo, ma di un’intelligenza rovinata dalla malinconia; infatti, sebbene padroneggi piuttosto bene la mia lingua, abbia una buona memoria e non abbia troppa confusione nelle idee, sono sempre così assorto nel mio umore cupo che esprimo piuttosto male ciò che voglio dire». Forse anch’io avrei dovuto adottare la puntigliosa tecnica descrittiva di questo gentiluomo del XVII secolo. Abbondare nei particolari, visto che l’insieme è inafferrabile. (Servabo, Luigi Pintor)
Stefano Scalich vive e lavora a Milano, dove è nato nel 1972. LinkedIn
Simone Petralia (aka Sim Dawdler) è una vecchina che viene scippata, un rabbino confuso, una scrittrice di gialli, un bambino di sei mesi che ciuccia beatamente, una ragazza di 15 anni con l’apparecchio ai denti, un hippy, uno yuppie, un nerd, una cuoca cicciona, un gaffeur miliardario, un entomologo cocainomane. Fondamentalmente una contraffazione made in Taiwan. Anni fa è impazzito cercando di capire cosa cavolo è tutto quanto. Come archivista fa il Mastro di Chiavi e si occupa di filosofia pelosa, antropologia selvaggia e fantascienza d’antan. Come non archivista cerca l’atarassia e trova lo Sturm und Drang.
.
CONTATTI
.
Per proposte, contributi, raduni, reclami e cene in trattoria scrivere a:
.

Navigando fra le onde del web mi sono piacevolmente incagliato in questo bel blog.
Scrivo per passione con lo pseudonimo di Josè Pascal (figlio del fu Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).
Ti invito a visitare la mia scatola ed eventualmente collaborare.
Se un giorno vorrai una lettera mi invierai a inparolesemplici@gmail.com
buona vita e a presto spero
io invece vi ho trovato perché ascolto Pagina Tre in macchina andando al lavoro. Questa mattina sono uscita all’ora giusta per sentire Vittorio Giacopini che parlava di voi. Adoro le coincidenze: ora giusta, traffico della giusta intensità= archivio caltari. Grazie per la bellissima raccolta che mettete a disposizione dei “viandanti”.
buona continuazione
..e io vi ho trovati grazie a FNall che a sua volta ho trovato grazie a quell’uccellino chiacchierino di twitter. felice di avervi incontrati sulla mia strada!
Vi ho trovati sul profilo facebook di un amico. Una bella scoperta
scoperti oggi pomeriggio, non riesco già più a ricordare come
ottimi
Vi ho scovati oggi pomeriggio, mentre sfogliavo distrattamente un vecchio “Venerdì” di “Repubblica”, e mi ha preso questa fregola di venirvi a cercare per scoprire quali fossero mai i trenta migliori insulti tra scrittori: esilarante! Siete fantastici!
Come vi amiamo !
Siamo incappati in questo posto grazie ad una storia troppo lunga e adesso chissà quanto tempo per recuperare, leggendo dal vostro archivio. Alchimia, anatomia, psicogeografie tra i nostri batticuori.
Grazie.
Studio Fludd, molta stima e molta gioia. Ci si potrebbe contaminare un po’, anche. Scriviamoci!
O H Y E S.
Io non vi conoscevo. Adesso che vi conosco, non smetterò di conoscervi.
Fantastici!!! Ho letto e apprezzato il bellissimo e delicato articolo di Eleonora Marangoni su Rebecca West.
Trasportata in quelle pagine ho sentito l’odore del “libro”, quello che solo chi ama leggere sa riconoscere come appunto il gusto della ciliegia che si mangia dopo averla levata da una torta.
Ho iniziato la mia giornata con un buon sapore. Grazie.
Non vi abbandonerò!!!