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16 Mag 2011

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Caltari

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Le stanze degli scrittori: Zeta Kunduri
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Qualche tempo fa avevamo pubblicato il racconto che sta dietro alla nascita della raccolta Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar?, curato da Herta Elena Rudolph e Tiziana Cavasino. Proprio alle curatrici abbiamo chiesto di estendere l’invito delle Stanze agli scrittori e alle scrittrici antologizzati. Questo è il primo contributo, è di Zeta Kunduri e ci arriva dalla Grecia.

Quando l’aria diventa soffocante

di Zeta Kunduri

Lo spazio in cui scrivo non è sempre lo stesso. Di norma dipende dal genere di scrittura, se si tratta cioè di racconto o di romanzo. Alcuni dei miei racconti – o almeno la loro prima bozza – li ho scritti nel vagone di un treno, percorrendo la provincia greca che cambia aspetto e colori a seconda della stagione. Per altri racconti il primo spunto mi è giunto in aereo, quando qualche tempo fa ero solita viaggiare per andare a trovare le mie figlie e, dopo la paura fugace del decollo, strani pensieri prendevano a frullarmi per la testa. Altri racconti, molto più brevi, sono nati negli autobus urbani di Atene quando nel primo pomeriggio il tragitto dura il doppio o il triplo del tempo normalmente richiesto, soprattutto d’estate quando l’aria diventa soffocante e i volti stanchi dei viaggiatori hanno di per se stessi un gran numero di storie interessanti da raccontare. A questa prima stesura, buttata giù su fogli di carta bianchi, che ho spesso in gran quantità nelle mie borse, segue poi una lunga rielaborazione che ha luogo a casa, dove mi attende, fedele e solido, dacché ho imparato a usarlo, il mio lap top.
Il mio primo romanzo, Η ΛΕΓΑΜΕΝΗ, l’ho scritto da cima a fondo in un appartamentino in campagna, dove trascorro l’estate, che ha una vista meravigliosa sul mare, sul Golfo dell’Eubea. Il mio ultimo romanzo, ΡΩΓΜΕΣ ΣΤΗ ΣΙΟΠΗ, pubblicato recentemente, ma anche molti dei miei racconti, li ho scritti nel mio studio, una stanza che una volta era una piccola camera da letto e in cui ultimamente mi isolo e che utilizzo esclusivamente come luogo di lavoro.

Traduzione dal greco di Tiziana Cavasino

Zeta Kunduri è nata ad Atene dove esercita la professione di avvocato. In passato ha insegnato presso la Facoltà di Economia dell’Università di Atene. Il racconto è la forma letteraria a lei più congeniale e la sua scrittura si contraddistingue per la grazia del discorso pieno e puntuale che tiene inchiodato il lettore. Suoi racconti sono stati pubblicati in antologie e in parecchie riviste di letteratura sia in Grecia che all’estero. Tra le sue opere, tre raccolte di racconti: due pubblicate dalla casa editrice Estia (ΗΠΡΕΜΙΕΡΑ, 1992 e ΣΑΣ ΕΙΔΑ, 1995) e una dalla casa editrice Kedros (ΟΜΟΡΦΗ ΖΩΗ, 2007). Ha inoltre partecipato al volume collettivo Αίσθηση Γυναίκας – Προσεγγίσεις ζωής, pubblicato dalla casa editrice Kastaniotis nel 2000 e nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo, Η ΛΕΓΑΜΕΝΗ, con la casa editrice Kedros (2^ edizione 2006) che ha suscitato reazioni entusiastiche da parte della critica. Nel 2010 è uscito, sempre con la casa editrice Kedros, il suo secondo romanzo, ΡΩΓΜΕΣ ΣΤΗ ΣΙΟΠΗ.

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