
Immagino che la stanza in cui scrivo sia simile a come se la immagina chiunque – sempre che gliene freghi qualcosa: le tavole del pavimento segnate dalle ruote, la scrivania gigante, le case popolari che si vedono attraverso la finestra sporca, la mappa di Londra attaccata alla tapparella. Scrivo in questa stanza da un decennio, e nonostante ogni paio d’anni ci sia una severa purga, gli impicci tornano indietro strisciando dalla Siberia del cestino. Miriadi di pipe, umidificatori di sigari, borse per tabacco e carta, tantissima dannata carta. Il grande cuscinetto a sfera di metallo sulla scrivania mi è stato dato da Antony Gormley, la pipa cinese sulla mensola del camino dall’editore Julian Rothestein. Parzialmente coperta dalla lampadina c’è la singolare scultura di Edward Heath in televisione del mio collaboratore di vecchia data Ralph Steadman. L’ho liberato dal giardino di Ralph – stava cercando di buttarlo via. Ah! Il ramo incastrato è solo un ramo. Da qualche parte sulla scrivania c’è un utensile di selce di 400.000 anni fa che mi è stato dato da un donatore anonimo. Forse è la cosa di maggior valore che possiedo.
Il portatile è minuscolo. Detesto sempre di più i computer, così ne ho uno che posso spegnere e riporre come un libro. Sulla destra della scrivania c’è una delle due Olivetti Lettera 22 che posseggo – macchine magnifiche. Su di essa c’è il dattiloscritto del mio prossimo romanzo The Butt. I miei libri prendono vita nei taccuini, poi si spostano sui post-it, i post-it vanno sui muri della stanza. Nella chiazza incolta al centro del muro (sono attaccati ad una mappa della Isle of Grain, la mia casa spirituale) ci sono idee per racconti, tropi, metafore, battute, personaggi, ecc. Quando lavoro a un libro, i post-it scendono dal muro e vanno negli scrapbook, ciò provoca l’alopecia di post-it a sinistra della finestra – dove parte del Book of Dave è era attaccato. Non posso buttare niente. Niente. Finirò come quei vecchi strambi che vivono in gallerie scavate nell’immondizia – eppure ciò non mi spaventa ancora.
Fonte: Guardian
Trad: Antonio Caruso / Rev: Chiara Ginestra
© Guardian News and Media Limited 2010

io adoro la geografia sconnessa eppure inbrigliata e grigliata dei post it.
ma perché a me continuano a staccarsi??! bella l’idea del pc/libro. molto analogica questa room.
Bello.