Caltari crede o non crede alle sedute spiritiche, alle realtà alternative e ai viaggi nel tempo; Caltari crede a certi viaggi, viaggi che portano alla riscoperta di cose andate perdute.
Prima ancora che Caltari iniziasse la sua indagine sulle stanze degli scrittori, Elia Spallanzani, nella solitudine del suo rifugio, raccontava la sua, di stanza, per poi morire dimenticato mai ricordato nell’ormai lontano 1997.
Noi di Caltari ne siamo venuti in possesso e la offriamo ai nostri affezionati lettori, approfittandone per segnalare loro l’incresciosa ingiustizia che si sta perpetrando nei confronti dello Spallanzani, accusato a torto di avere firmato nel 2004 (!) un appello a favore di Cesare Battisti. In conseguenza di questo, rischia di venire censurato, insieme a decine di altri scrittori, e di finire nell’oblio dal quale era stato salvato grazie al prezioso lavoro della Fondazione a lui intitolata.
La strenua battaglia della Fondazione ha impedito l’irreparabile, ma vogliamo ricordare le stranezze della censura grazie al suo caso.
Oltre a sposare l’intero appello contro la censura degli scrittori che liberamente esprimono la propria opinione, siamo inoltre convint* che le biblioteche pubbliche siano tra le poche istituzioni in cui è ancora possibile trovare del buono, e che vadano difese da ogni attacco. Rappresentano l’ultimo luogo in cui la letteratura, il cinema e non solo rimangono realmente accessibili a tutt*.
[Approfondisci: Carmilla | Wu Ming | Lipperatura]
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Vivo in campagna, sono andato via dal condominio perché era pieno di presenze che servivano il Palazzo. Qui sto molto meglio ma quest’estate (e anche quella prima, e quella prima ancora) ho subito un’invasione di scarafaggi, che ho virilmente debellato da solo, scovando la loro tana (un pozzetto di scarico delle acque reflue) e riempendola di insetticida in polvere.
(“gli scaraffaggi si accoppiano in maniera meccanica e senza gioia apparente: tuttavia lo fanno spesso e contro gli scarafaggi non c’è proprio niente da fare”)
Più difficile è combattere le formiche, che formano nastri intricati sulle pareti e si arrampicano sui miei libri. Innanzitutto fanno meno impressione delle blatte, quindi si è più restii a sterminarle, e in ogni caso sono molto più intelligenti di noi (come in quel film dove progettano di dominare la terra), le loro tane sono ben difese, per cui ho comprato un insetticida speciale che in teoria le formiche dovevano portarsi a casa loro (che è casa mia) come leccornia, per poi morire in massa; ma mentre sbriciolavo quel cubetto azzurrino sulla colonia mi sono sentito strano e ho avuto paura di diventare un Dio.
Può darsi che sia tutto effetto del veleno penetrato attravero la pelle nell’atto di sbriciolare, ma è stato ugualmente brutto e io vi dico state attenti alle formiche.
Elia Spallanzani
[Le altre stanze dei nostri scrittori]


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