
Ci sono due tavoli: su quello circolare scrivo a mano. Quando inizia a dolermi il polso, scivolo sulle ruote della sedia fino all’altro tavolo portandomi dietro i fogli e riscrivo tutto, non senza trasformarlo. Questo lato della casa si affaccia su un giardino che i condomini anziani curano in maniera maniacale: non c’è margherita che gli sopravviva, né lesinano consigli sulle ortensie di mia competenza. Mentre falciano, li accompagna un cane piccolo e marrone, una salsiccia di nome Lulù. I miei gatti la seguono con gli occhi, spocchiosi: se tu fossi un cane decente, sembrano dire, magari fuggiremmo. Lei gli abbaia contro, senza sortire alcun effetto. Falciando e potando questi anziani signori mi dicono buongiorno professore. Buongiorno, dico io, senza discutere il titolo che mi hanno attribuito. Davanti a me, scrivendo, preferisco non avere libri, ma come ovunque nella casa ho molti quadri. Con Federica, la mia ex ragazza, staccammo la carta da parati verde pisello, scartavetrammo tutto e dipingemmo quella parete di celeste, lasciando il resto della stanza bianco. Per lavori del genere il proprietario ci abbonò due mesi di affitto. I quadri li cambio spesso: attingo alla collezione di famiglia. In questo periodo, ho attaccato da poco a un gancio le nuvole di Tano Festa e stampe di Mannucci. Trubbiani è sempre presente, invece, in forma di quadro o di scultura, con qualche suo animale. Lascio un piccolo angolo per alcuni amici cari e lontani: Monica e Marco, cui ho sempre scritto molte lettere, mi mettono a mio agio ancora oggi mentre scrivo. La rendono una cosa familiare e mi ricordano di stare tranquillo, non devo aver paura di dire quel che sento.
[Le altre stanze dei nostri scrittori]

Ciao Paolo. Sono Gabriella Revelli, di “Ti aiutero’ io” (Italic Pequod). Un semplice saluto, fra autori. Abbiamo molte solitudini da condividere…
Un abbraccio
Gabri
qua abbondiamo di solitudini (pure se non siamo autori)