• Cos’è l’Archivio?
  • Chi è Caltari?
  • Collabora!
Archivio Caltari











  • Scritture
  • Psicogeografie
  • Memorie
  • Segni
  • Generi e relazioni
  • Tipografie
  • Letture
    • E-Book
    • Recensioni
    • Web-comic
  • Rubriche
    • Fotobiografie
    • FuoriFuoco
    • Regole di scrittura
    • Stanze degli scrittori
  • Indice
  • Gli ambi a sorpresa di Caltari
  • cookie privacy
06 Dic 2010

Autore

Caltari

Condividi

Articoli correlati

  • Le stanze degli scrittori: Marco Rossari
  • Le stanze degli scrittori: Nadia Terranova
  • Le stanze degli scrittori: Luigi Bernardi
  • Le stanze degli scrittori: Fabio Bartolomei
  • Le stanze degli scrittori: Michael Morpurgo
  • Le stanze degli scrittori: Massimo Vitali
  • Le stanze degli scrittori: Roberto Pazzi
  • Le stanze degli scrittori: Gianni Tetti
  • Le stanze degli scrittori: Giulia Fazzi
  • Le stanze degli scrittori: Fabrizio Gabrielli
  • Le stanze degli scrittori: Francesco Forlani
  • Le stanze degli scrittori: Marco Candida
  • La stanza di Zoltán Kőrösi - Budapest
  • Le stanze degli scrittori: Zeta Kunduri
  • Le stanze degli scrittori: Will Self
  • Le stanze degli scrittori: Chiara Gamberale
  • Le stanze degli scrittori: Sarah Spinazzola
  • Le stanze degli scrittori: Elia Spallanzani (e l’appello degli scrittori contro il rogo)
  • Le stanze degli scrittori: Gianni Solla
  • Le stanze degli scrittori: Alberto Prunetti
Le stanze degli scrittori: Paolo Marasca
Caltari 2 commenti Stanze degli scrittori Condividi

di Paolo Marasca

Ci sono due tavoli: su quello circolare scrivo a mano. Quando inizia a dolermi il polso, scivolo sulle ruote della sedia fino all’altro tavolo portandomi dietro i fogli e riscrivo tutto, non senza trasformarlo. Questo lato della casa si affaccia su un giardino che i condomini anziani curano in maniera maniacale: non c’è margherita che gli sopravviva, né lesinano consigli sulle ortensie di mia competenza. Mentre falciano, li accompagna un cane piccolo e marrone, una salsiccia di nome Lulù. I miei gatti la seguono con gli occhi, spocchiosi: se tu fossi un cane decente, sembrano dire, magari fuggiremmo. Lei gli abbaia contro, senza sortire alcun effetto. Falciando e potando questi anziani signori mi dicono buongiorno professore. Buongiorno, dico io, senza discutere il titolo che mi hanno attribuito. Davanti a me, scrivendo, preferisco non avere libri, ma come ovunque nella casa ho molti quadri. Con Federica, la mia ex ragazza, staccammo la carta da parati verde pisello, scartavetrammo tutto e dipingemmo quella parete di celeste, lasciando il resto della stanza bianco. Per lavori del genere il proprietario ci abbonò due mesi di affitto. I quadri li cambio spesso: attingo alla collezione di famiglia. In questo periodo, ho attaccato da poco a un gancio le nuvole di Tano Festa e stampe di Mannucci. Trubbiani è sempre presente, invece, in forma di quadro o di scultura, con qualche suo animale. Lascio un piccolo angolo per alcuni amici cari e lontani: Monica e Marco, cui ho sempre scritto molte lettere, mi mettono a mio agio ancora oggi mentre scrivo. La rendono una cosa familiare e mi ricordano di stare tranquillo, non devo aver paura di dire quel che sento.

 

[Le altre stanze dei nostri scrittori]

Caltari 2 commenti Stanze degli scrittori Condividi
2 Comments
  1. 20-1-2011

    Ciao Paolo. Sono Gabriella Revelli, di “Ti aiutero’ io” (Italic Pequod). Un semplice saluto, fra autori. Abbiamo molte solitudini da condividere…
    Un abbraccio
    Gabri

    Rispondi gabriella revelli
  2. 20-1-2011

    qua abbondiamo di solitudini (pure se non siamo autori)

    Rispondi ctonio

Cancella risposta
Che ne pensi?

Archivio Caltari – 09-14 | Alcuni diritti timidi e riservati, altri no | Testata probabilistica aggiornata con frequenza randomica | Frailespatique modificato da Sim Dawdler a.k.a. Simone Petralia

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.Accept Read More