
Avevo sempre pensato che, col passare del tempo, le mie abitazioni avrebbero avuto la possibilità di diventare sempre più ordinate ed eleganti. In generale, ciò è stato vero nel periodo tra la fine dei miei studi e il 24 settembre 2004. Mi sono costruito un vero e proprio studio, fornendolo di una scrivania di quercia pregiata e comprando delle tende carine per non farmi accecare dal sole. Ero così felice nel mio studio che mi sembrava un peccato rovinare il divertimento mettendo le dita sulla tastiera. Ma da quel giorno di settembre, le mie abitudini di vita sono entrate in una turbinosa spirale dalla quale devo ancora emergere. La scrivania di quercia pregiata è stata trasformata in un una pista d’atterraggio per pannolini e salviette per bambini. Ci sono macchie di vomito sul tappeto. Ho dovuto spostare i miei libri per fare posto a macchinine e trenini. Lo studio è una stanzetta da bambino e quella che una volta era una casa tranquilla ora è come l’Amazon Cafe di Londra a mezzogiorno.
Ho dovuto quindi spostare la mia attività dall’altro lato della strada, affittando una stanza all’ultimo piano della casa dei vicini. All’inizio lì mi sono sentito depresso. Tutto è funzionale e senza fascino. Mi mancava la mia bellissima scrivania. C’è uno strano odore proveniente dagli scarichi idraulici. La vista dà sui palazzoni della rotonda di Shepherd’s Bush. Tuttavia la mia nuova postazione ha una serie di vantaggi imprevisti. Per cominciare, ha stimolato in me un tale desiderio di bellezza che mi ha ispirato a scrivere un intero libro sull’architettura. Così come il presupposto migliore per scrivere d’amore è avere il cuore spezzato, non c’è migliore ispirazione per pensare all’architettura della vista da una finestra in PVC su alcuni tristi palazzoni.
Ma soprattutto, il mio studio è così brutto da non lasciarmi altra scelta se non quella di cercare di dimenticarlo rifugiandomi nel lavoro. Non ho più incentivi a sedermi ad ammirare le apparenze dellavita da scrittore. I miei occhi restano fissi sullo schermo del computer. La bellezza potrà anche portare alla felicità, ma sembra che una dose calcolata di bruttezza possa fare meraviglie per la produttività.
Fonte: Guardian
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