10
Lug
2010
La stanza dove scrivo da un paio d’anni, e ancora per un paio di mesi, credo, è un tinello, che è una parola che a me sembra un po’ goffa, irrisolta, un finto diminutivo in concorrenza con soggiorno, e con salotto, che anche salotto, mi piacerebbe fare un libro fotografico diviso in tre parti: sale, e le foto delle sale; salotti, e le foto dei salotti; saloni, e le foto dei saloni. Ci ho pensato adesso. Ci sono due quadri, il primo è di Timofej Kostin, il secondo è di Timofej Kostin anche il secondo. Ci sono dei fogli appesi al muro, che è un muro bianco, con tutta la semplicità di un muro bianco, dipinto di bianco, con dei buchi che han lasciato i quadri (o i tegami, forse) che ci son stati appesi, c’è un portacenere, da una parte, con sopra scritto Spirit of St. Louis N-X-211, c’è una lampada in un angolo che non ho usato mai, anzi, l’ho usata qualche volta perché mi dispiaceva di non usarla mai, c’è il disordine che c’è di solito, alla parete c’è la copia di una foto di El Lisickij, che è una foto che ormai sono vent’anni che la copio, non mi è mai venuta bene per davvero.
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Le stanze degli scrittori che scrivono in inglese sono sempre piene di libri. Gli scrittori che scrivono in inglese parlano sempre o quasi dei mobili che hanno messo nelle loro stanze, come se dovessero scrivere un catalogo inglese dei mobili inglesi nelle stanze inglesi degli scrittori inglesi.
Caltari ha deciso di estendere la sua curiosità voyeuristica ai patri confini; un modo come un altro per fare incontrare chi ci legge con chi leggiamo. Un modo per vedere le stanze o i luoghi in cui scrivono i nostri scrittori, attraverso i loro occhi.
Caltari ha deciso di estendere la sua curiosità voyeuristica ai patri confini; un modo come un altro per fare incontrare chi ci legge con chi leggiamo. Un modo per vedere le stanze o i luoghi in cui scrivono i nostri scrittori, attraverso i loro occhi.
10 Comments

io, questa stanza di paolo nori mi sembra che la sua stanza assomiglia abbastanza a come scrive lui, paolo nori. io di paolo nori ho letto due libri, il primo basso tuba, il secondo, non me lo ricordo il secondo, forse però questo secondo che non mi ricordo non era suo, era tipo di ugo cornia che mi chiedevo se ci farete vedere anche la stanza di ugo cornia? basso tuba me lo ricordo che è di paolo nori perché mi piace quello strumento.
sono delle mutande sulla sedia lì didietro?
Io, mi piace Paolo Nori, ma organizzerei una colletta per comprargli qualche quadro (possibilmente non russo).
bravi caltari! grazie
(uh che scambi che faremo quando riapro!)
-beh, voi potete ordinare già ora
ciao
f
che io non lo so mica, ma ci sono di quelle cose che non ce la faccio
anche se mi metto li buono, a pensare, che magari prima o poi qualche cosa la puoi anche iniziare, che forse ce la faccio, poi invece mi dico che deve fare tutta una fatica e smetto subito..
anche la stanza di paolo, non ce la faccio mica, io
mi vien su una nostalgia
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nemmeno una pianta, nemmeno
Che poi la stanza di Paolo Nori io quardando la fotografia io non lo so mica se è proprio la sua, che magari si è sbagliato e per sbaglio ci ha messo quella, che ne so, dello studio medico, che alle volte son cose che capitano, di sbagliare le foto. Ecco.
mi piace questa stanza, da tanto l’idea di un posto da riempire..mi piace l’idea di riempire uno spazio, è confortante.ma c’è una cosa che non capisco (e che non ha nulla a che fare con la stanza): perchè tutti cercano di scrivere imitando lo stile di Paolo Nori?non è meglio scrivere secondo il proprio estro?(non so se riesco a farmi capire)
A me la stanza piace molto, mi piace il suo carattere spoglio , se non fosse per il pc potrebbe essere una stanza degli anni Cinquanta, di quando eravamo poveri e quindi poco volgari.
maria
Sapete che a me invece ‘sta stanza di Paolo Nori pare proprio brutta?
Ma brutta brutta, roba da andarsene il più presto possibile.
perchè tutti cercano di scrivere imitando lo stile di Paolo Nori?
Perché è facilissimo scrivere come Paolo Nori (o come qualunque dei suoi associati, Cornia etc): è proprio alla portata di chiunque, da’ un’occhiata al primo blog che ti capiti a tiro.
Dovresti piuttosto chiederti perché nessuno scriva imitando lo stile (per limitarci a viventi) di Michele Mari, Rosa Matteucci, Vitaliano Trevisan, Cesare De Marchi… forse perché, anche solo per fare una parodia di costoro, è necessario sapre scrivere davvero in italiano. Nori & C. rappresentano la rinuncia alla scrittura e un esempio insiegne del carezzare certo pubblico per il verso del pelo.
è facile anche fare un taglio su una tela