
Lavoro al quarto piano della nostra casa, affacciata a ovest oltre Londra e lavoro con la finestra spalancata sia d’inverno che d’estate. È un bellissimo panorama urbano, spesso migliorato dai tramonti, che non sono visibili da nessun altro luogo della casa; così posso pensare che siano stati creati solo per me (nella foto si vedono soltanto le case vicine, che cerco di ignorare quando mi siedo alla scrivania). Vivo in questa casa dal 1959 e questa è stata la cameretta dei miei sei figli. Quando il più piccolo è uscito di casa, ho chiamato i muratori e fatto montare varie librerie. Poi ho ridecorato la stanza come immaginavo potesse essere una camera da letto country vecchio stile, con arcate blu, chintz e rose. Mi piace il contrasto con la sedia nera e gli schedari in metallo. Lo stesso vale per l’amarillo bianco (Mont Blanc), che ho coltivato io. È un po’ tutto caotico, ma mi dà un senso di sicurezza. Voglio che la mia testa sia l’unica cosa in ordine nella stanza.
La mia macchina da scrivere è elettrica, ed è talmente vecchia che quando c’è bisogno di ripararne un pezzo le altre macchine da scrivere devono essere cannibalizzate. (Il computer vive un’esistenza separata al piano di sotto). Uso anche forbici e nastro adesivo per le correzioni e le inserzioni: è una questione tattile. Sulla scrivania si trova un fermacarte di vetro rosso, che mi è stato regalato per il mio decimo compleanno dal mio prozio, il poeta irlandese Lord Dunsany; oltre a un set di dizionari in miniatura che mi sono stati dati da Tom Stoppard sessant’anni dopo. Gli altri indispensabili complementi da studioso includono: profumo (Miss Dior), smalto per le unghie (rosa tenue, chiamato Melon of Troy) e una candela profumata (Manuel Canovas: Bois de Lune). Poi ci sono i quaderni decorati su cui annoto a mano le ricerche. Credo di averne riempiti più di duecento. Se ne vedono tre sulla scrivania, per il mio progetto attuale, sulla Regina Elisabetta I, e, sullo scaffale a sinistra ce ne sono altri su Marie Antoinette. All’inizio venivano da Firenze, ma adesso li riesco a ordinare dal sempresialodato Compton Marbling nel Wiltshire. Le rilegature variegate sono così graziose che riescono a tenermi su di morale quando il lavoro mi sommerge.
Fonte: Guardian
© Guardian News and Media Limited 2010
Rev: Luca Mogini

un altro caso di cameretta convertita a studio e di studiosa che ritrova giovinezza nello spazio della propria prole. è una stanza che profuma di passione intellettuale, imbarazzo scherzoso e gioco demiurgico.
ps. voglio anch’io il poggia libri con le rotelle a sinistra della scrivania!
R.
Caltari sorride alle tue riflessioni