• Cos’è l’Archivio?
  • Chi è Caltari?
  • Collabora!
Archivio Caltari











  • Scritture
  • Psicogeografie
  • Memorie
  • Segni
  • Generi e relazioni
  • Tipografie
  • Letture
    • E-Book
    • Recensioni
    • Web-comic
  • Rubriche
    • Fotobiografie
    • FuoriFuoco
    • Regole di scrittura
    • Stanze degli scrittori
  • Indice
  • Gli ambi a sorpresa di Caltari
  • cookie privacy
22 Mar 2010

Autore

Caltari

Condividi

Articoli correlati

  • Le stanze degli scrittori: Marco Rossari
  • Le stanze degli scrittori: Nadia Terranova
  • Le stanze degli scrittori: Luigi Bernardi
  • Le stanze degli scrittori: Fabio Bartolomei
  • Le stanze degli scrittori: Michael Morpurgo
  • Le stanze degli scrittori: Massimo Vitali
  • Le stanze degli scrittori: Roberto Pazzi
  • Le stanze degli scrittori: Gianni Tetti
  • Le stanze degli scrittori: Giulia Fazzi
  • Le stanze degli scrittori: Fabrizio Gabrielli
  • Le stanze degli scrittori: Francesco Forlani
  • Le stanze degli scrittori: Marco Candida
  • La stanza di Zoltán Kőrösi - Budapest
  • Le stanze degli scrittori: Zeta Kunduri
  • Le stanze degli scrittori: Will Self
  • Le stanze degli scrittori: Chiara Gamberale
  • Le stanze degli scrittori: Sarah Spinazzola
  • Le stanze degli scrittori: Elia Spallanzani (e l’appello degli scrittori contro il rogo)
  • Le stanze degli scrittori: Gianni Solla
  • Le stanze degli scrittori: Alberto Prunetti
Le stanze degli scrittori: Geoff Dyer
Caltari Nessun commento Stanze degli scrittori Condividi

Questa è la versione 4.0 dello studio Dyer, lo Studium Scholasticum. Avevo le stesse cose - stessa scrivania, stesso dipinto, stesse mensole - nei tre posti precedenti. È all’ultimo piano di una casa, dove tutti gli studi dovrebbero essere: sai, il centro nevralgico dell’operazione. L’anno scorso il tetto ha cominciato a perdere ed era come avere l’acqua nel cervello, ma è stato aggiustato.

In un saggio, Arthur Koestler dice che ci sono due tipi di scrittori: quelli che dalla scrivania guardano dalla finestra e quelli a cui piace stare davanti al muro. Io sono del secondo tipo, anche se non riesco a ricordare che tipo di scrittore sono nello schema di Koestler. Uno a cui piace avere delle mensole sulla scrivania, suppongo.

Amo l’efficienza. Vorrei avere una scrivania completamente sgombra, ma le cose si accumulano. Ho sempre una foto di Don Cherry attaccata sopra la scrivania (a sinistra), ma non sempre la stessa. Ogni volta che trovo una nuova fotografia di Don, la sostituisco. C’è anche una foto di mio padre di fronte alla casa popolare dov’è cresciuto, sembra un benestante con la sua racchetta da tennis e i vestiti bianchi.

Oltre a questo non c’è nulla di totemico, solo cose che sono finite qua. (Mia moglie scarica sempre delle cose nel mio studio. Una volta sono tornato dall’America per trovarci un’enorme cassettiera che lei aveva lasciato qua.) Oh, penso che la sedia rossa abbia un valore rituale: è l’altare dove celebro quotidianamente il dio della pennichella.
Il mio vero orgoglio e gioia è la tampura elettrica (la piccola scatola a sinistra della scrivania) che genera i droni nella musica classica indiana. L’idea me l’ha data Talvin Singh. Stavamo nello stesso albergo a Varanasi e lui disse che ne teneva una tutto il tempo. Sto scrivendo un libro* per metà ambientato in India, così non è solamente un piccolo lusso. L’idea è che, quando suona, la mia testa voli a Varanasi.

Fonte: Guardian

© Guardian News and Media Limited 2010

*Il libro è Amore a Venezia. Morte a Varanasi.

Caltari Nessun commento Stanze degli scrittori Condividi
Cancella risposta
Che ne pensi?

Archivio Caltari – 09-14 | Alcuni diritti timidi e riservati, altri no | Testata probabilistica aggiornata con frequenza randomica | Frailespatique modificato da Sim Dawdler a.k.a. Simone Petralia

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.Accept Read More