
di Hermione Lee
Virginia e Leonard Woolf comprarono la loro casa nel Sussex, la Monk’s House a Rodmell, nel 1919, per 700 £. Due anni dopo a Virginia venne costruito in giardino un piccolo studio, ricavato da un capanno degli attrezzi di legno sotto un solaio.
Aveva ampie finestre e una vista sui Downs attraverso il Monte Caburno. Virginia vi scriveva in estate, le piaceva molto, nonostante non fosse l’ideale per la concentrazione. Veniva continuamente distratta, da Leonard che sistemava mele sul solaio proprio sopra la sua testa, o dalle campane della chiesa in fondo al giardino, oppure dal chiasso dei bambini nella scuola lì vicino, dal cane che le sedeva affianco e si grattava e lasciava le sue impronte sulle pagine dei manoscritti. In inverno c’era così freddo e così tanta umidità che non riusciva a impugnare la penna e doveva rientrare in casa. Nel 1924 introdussero nella stanza una stufa a olio. Dieci anni dopo, la “loggia della scrittura”, come lei la chiamava, venne spostata alla fine del giardino, sotto un castagno, accanto al muro di pietra della chiesa. Scriveva con una tavola di legno appoggiata sulle ginocchia, come faceva suo padre, Leslie Stephen. Davanti alla loggia poi, costruirono una piccola terrazza di mattoni, e nelle sere d’estate gli ospiti in visita potevano sedersi e assistere alle gare di bocce che si giocavano davanti a loro, sul prato.
Nella sua “loggia della scrittura”, la Woolf scrisse parte dei suoi più famosi romanzi, dalla Signora Dalloway a Tra un atto e l’altro, tanti saggi e recensioni, e tante lettere. Fu qui che Leonard nel luglio del 1931, dopo aver finito di leggere il suo ultimo romanzo Le Onde, le disse che era un capolavoro. Fu qui che nel 1934 si affaticò per mesi per terminare Gli Anni, tentando di smettere di fumare, almeno dalle sei o sette di sera alla mattina dopo. Fu qui che, il venerdì del 28 marzo del 1941, in una fredda mattina di primavera, scrisse la sua lettera di addio a Leonard, prima di correre velocemente giù verso il fiume Ouse, lasciando le sue carte in disordine, tutte le revisioni del suo ultimo saggio Mrs Thrale nel cestino, e un immenso numero di fogli scritti a macchina sparse per la stanza. Quella stanza oggi appare di sicuro più ordinata.
Trad. Aelita
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Fonte: Guardian





