di James G. Ballard
La mia stanza è dominata da un enorme dipinto, una copia della Violazione, del surrealista belga Paul Delvaux. L’originale venne distrutto durante il Blitz[1] nel 1940, e io ho commissionato a un artista che conosco, Brigid Marlin, di farne una copia da fotografia. Non ho mai smesso di osservare questo dipinto e le sue misteriose e bellissime donne. A volte penso di esserci andato a vivere dentro e ogni mattina ne esco rinfrescato. È un sogno maschile.
Ci sono foto dei miei quattro nipoti (una, con una foto della mia fidanzata Claire, è fuori da questo scatto). La cartolina è La persistenza della memoria di Dalì, il più grande dipinto del ventesimo secolo, e vicino un dipinto fatto da mia figlia che è il più grande del ventunesimo secolo. Sulla scrivania c’è la mia vecchia macchina da scrivere, che ho recentemente ritrovato nel sottoscala. Sono stato ispirato da una lettera di Will Self, che mi ha scritto con la sua macchina da scrivere manuale. Finora ho solo fissata la vecchia macchina, senza osare toccarla, ma chissà! Le prime stesure dei miei romanzi sono state scritte a mano e poi le ho trascritte con la mia vecchia macchina da scrivere elettrica. Ho resistito al computer perché non ho fiducia in tutta la faccenda dei PC. Penso che un grande libro al computer non sia ancora stato scritto.
Ho lavorato su questa scrivania per gli ultimi 47 anni. Tutti i miei romanzi sono stati scritti qui, e vecchie carte di ogni tipo si sono accumulate come una grande scogliera. La sedia è una vecchia sedia da sala da pranzo che mia madre portò dalla Cina e probabilmente una sulla quale mi ci sono seduto da bambino, così mi conosce da molto tempo. Contro la porta è poggiata una serigrafia di Paolozzi, che durante i mesi estivi serve come barriera per i gatti. I gatti dei vicini sono enormemente affettuosi e d’estate salgono sulla mia scrivania e mi agitano tutte le carte in un grosso turbine. Sono i miei più feroci critici. Lavoro per tre o quattro ore al giorno, nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio. Poi esco per una passeggiata e torno in tempo per un abbondante gin tonic.
Marzo, 2007
[1] Bombardamento del Regno Unito da parte dell’aviazione tedesca, tra il 1940 e 1941 cha causò oltre 43.000 morti.
Trad. di Antonio Caruso
© Guardian News and Media Limited
Fonte: Guardian
