
di Antonio Caruso
Per l’8 marzo il MIBAC ci regala un’altra perla altamente ispirata di ‘pubblicità progresso’. Con una domanda ammiccante ci chiedono: Cosa sarebbe l’arte senza le donne? Come risposta altrettanto ammiccante ci mostrano una donna barbuta, o una donna con una faccia d’uomo o un uomo dalle forme femminili, ma in fondo chi può dirlo con esattezza?
Chi non dovesse riconoscere La Donna Velata di Raffaello - dipinta tra il 1515 e il 1516 - come dipinto di partenza potrebbe non cogliere il senso al cambio di segno, e potrebbe pensare che possa essere davvero un quadro esistente che raffigura una donna barbuta e non abile fotoritocco. Questo quadro del 1631, ancora photoshop non c’era, raffigura una donna barbuta (qua maggiori informazioni sul quadro) ed è un quadro esistente, esposto a Toledo.

Considerando quanto è usato il fotoritocco nella comunicazione è quasi impossibile pensare che possa essere un quadro vero, ma ciò ci porta ad una prima considerazione sul tipo di persona a cui vuole arrivare questa campagna: persone che riconoscono Raffaello e che sono in grado di capire il giochetto, ovvero non molte.
Si parla di Arte, la campagna dovrebbe comunicare che le donne entrano gratis nei Luoghi della Cultura statali e l’immagine ci fa vedere l’Arte, e nello specifico un ritratto dipinto, riconoscibile come rinascimentale. Per estensione quindi l’Arte è la ritrattistica del Rinascimento. La scelta del quadro di Raffaello risulta azzeccata poiché riesce a veicolare bene quell’insieme di idee e di valori del quale la Cultura vuole che l’Arte, o l’Arte che in quel momento è funzionale al messaggio, sia imbevuta. Finezza, nobiltà, ricchezza, passione, erotismo. Cose alte e sublimi insomma, ma niente di nuovo e come catarsi rispetto alle porcate contemporanee anche ben poco efficace. Quindi l’Arte, che è arte rinascimentale, e di un altro periodo, e quindi sensuale ma distaccata e che aveva le nobildonne come oggetto, cosa sarebbe senza le donne? L’immagine ci fornisce una risposta, forse una risposta definitiva: un Uomo.
L’arte senza le donne sarebbe un uomo.
Non il rapporto con la realtà, con le proprie percezioni, con il lavoro, la religione, il mondo, il linguaggio, le idee, lo spazio o tutte quelle menate che hanno impensierito gli artisti dopo Raffaello, no. Perché l’arte senza le donne non può essere, non so, una barca, un raggiomissile, un cavallo, una chiesa, un tritatutto, un bar, un pistone, un filo, una macchia di colore, un buco? Ma perché non sono cose erotiche e lo dimostra benissimo questa campagna. L’arte senza le donne perde l’erotismo. Cosa c’è di meno erotico di una donna nondonna e quindi all’opposto, di un uomo? Di un uomo con le morbide spalle scoperte? Di un uomo che porta la mano al seno in quel modo, come colto sul momento, che forse vorrebbe abbassare il corpetto, o forse alzarlo chi lo sa? Di un uomo che sarebbe stato erotico, in definitiva, se solo fosse stato una donna?
L’arte senza le donne non sarebbe erotica.
Gira e rigira guarda caso sempre lì si arriva, la chiave è sempre la stessa. La donna è erotica, l’uomo no (o almeno non mentre fa quelle cose). Una campagna che si rivolge alle donne italiane per informarle che possono entrare gratis nei musei l’8 marzo comunica usando la donna come oggetto erotico. Nega l’erotismo femminile virilizzandolo e negandolo ne sottolinea la mancanza e quindi l’imprescindibile importanza nella Cultura. Il risultato più che comico è grottesco. Ma al Ministero non sono così malaccorti come pensate e sul sito aggiungono un breve testo esplicativo.
Da sempre soggetto ispiratore per il linguaggio dell’arte: corpo e spirito, passione e sentimento, amor sacro e amor profano, madre e amante, la Donna è stata nei secoli rappresentata in tutte le sue sfaccettature, passando nei secoli da primigenia musa ispiratrice a protagonista attiva nella stessa produzione e committenza artistica. Basta pensare per un attimo cosa sarebbe l’Arte senza la componente femminile per comprenderne il ruolo assolutamente centrale.
Secondo il Ministero della Cultura ‘tutte le sfaccettature’ della donna sarebbero ‘madre e amante‘, ruoli sociali che esistono solamente in una relazione più o meno familiare e sotto lo sguardo vigile di figli, amanti e artisti. La donna non può esistere al di fuori una relazione amorosa, ma allo stesso tempo è una ‘primigenia musa ispiratrice’. Questo si che è un complimento, aggiungiamolo alle sfaccettature, madre, amante e primigenia musa ispiratrice. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per un testo che vuole celebrare il genio femminile in occasione della festa della donna è un po’ succinto, per non dire, arcaico. Poi però si raddrizza il tiro e il testo continua così: ‘protagonista attiva nella stessa produzione e committenza artistica‘. Belle parole, peccato che il visual comunichi l’opposto. Al solito, l’immagine conta più delle parole, ed è anche più visibile, ma anche una mosca morta fotografata da lontano conterebbe più di queste quattro righe. Le buone intenzioni c’erano ma forse il ministro in questo momento ha altri pensieri.
Arrivati alla fine non possiamo non parlare del regalone che il governo fa alle donne italiane, forse vi era sfuggito ma il governo ci tiene alla cultura delle donne italiane. Possono entrare gratis nei Luoghi della Cultura statali un giorno all’anno. Quest’anno è un martedì. Quel giorno le disoccupate in giro saranno tante e potranno andarci anche di mattina o all’ora di pranzo. E quelle che lavorano? Quelle che hanno figli? Quelle che lavorano e hanno figli? Riusciranno ad entrare prima del tramonto, quando i musei chiudono? Quante saranno le ardite che andranno da sole? Quante riusciranno ad andarci in gruppi? E quante si faranno accompagnare da un compagno pagante?
Bonus: We Can Do It! Storia di un’immagine

Perché il MIBAC non s’impegna piuttosto a promuovere l’opera di artiste sconosciute? O comunque, perché il MIBAC non s’impegna in un’operazione di lungo periodo qualsiasi, che sovvertirebbe anche il non-senso di far entrare le donne gratis oggi?
…”madre e amante”, proprio “tutte le sue sfaccettature”, eh? Ottima osservazione.
La teoria evoluzionista che vuole la donna prima musa, poi “protagonista attiva nella stessa produzione”, ha dell’incredibile: è chiaro che l’estro artistico non ha mai fatto differenze di genere; il sistema dell’arte invece - che è fatto di compratori, galleristi, di chi decide cosa è arte e cosa no, cosa far emergere e cosa no - ne ha fatte eccome, niente di così in controtendenza con qualsiasi altro sistema di potere.
Se volessimo continuare a indagare la questione, basterebbe anche soltanto fare un paio di nomi d’esempio e andarsi a studiare le loro vite. Camille Claudel e Séraphine de Senlis.
E beh, è evidente, se il punto di vista da cui si parte è quello maschile sarà sempre cosí…ci sarà sempre la dicotomia puttana/santa, e la donna sarà sempre oggetto anche quando si vuole “omaggiarla”…ma si sa, alla fine è la solita retorica delle istituzioni nelle date da onarare, niente di nuovo, tutto vecchio come sempre…bel post!
Irriverrente e geniale!
Concordo.
Al di là comunque di quanto si possa dire circa l’origine storica di questa festa, ti invitiamo se vuoi a ricambiare la visita nel nostro blog dove per l’occasione si parla di un chimico, un malato di cuore, un ottico, un gigolò, dio, un serpente e un ermafrodita.Non è una barzelletta. è il nuovo post di Vongole & Merluzzi. Sull’ 8 marzo. Buona lettura.
http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/08/laltra-faccia-della-mela/