
Una famiglia al telefono promuove una tariffa telefonica di poste mobile che permette di telefonare verso gli altri che hanno poste mobile al costo di un ramino.
Hanno tutti un telefono in mano, molto probabile che non stiano parlando tra di loro. Anzi c’è una certa distanza che li separa. La figlia sembra che stia chiamando le amiche o il ragazzo, forse sta per andare a un aperitivo o a un compleanno, sono chiaramente chiacchiere futili. Il padre sorride ma potrebbe stare chiamando il customer care perché non capisce come funzione il tablet. Il figlio manda un messaggio perché lui non ha bisogno di parlare, il suo cuore è indomito. La madre non si sa, sorride.
I vari membri della famiglia sono incastonati in una composizione circolare.
La madre è una donna in carriera, non più casalinga, non prepara da mangiare e non è sporca di farina, lavora sicuramente in azienda. Potrebbe anche non essere la madre, ma per esclusione lo è, rimane comunque la figura portante del gruppo. L’hanno messa al centro come una madonna e sorride, consapevole della sua forza gentile e del tacco a spillo che non si vede perché troppo aggressivo e non fa molto famiglia ed è l’unica che guarda in camera, ma è chiusa, anche posturalmente, forse discreta.
Il padre guarda un tablet, ma potrebbe essere anche uno specchio. Indossa anche un gilet che lo fa sembrare un barman o un libero professonista. Non è il padre che legge il giornale mentre fuma la pipa, ma è il padre che s’informa via rss. Il fatto che sia seduto a terra a gambe incrociate ai piedi della madre lo fa apparire un po’ un minchione, e rafforza l’idea che se non è proprio lei che tiene in mano la famiglia, di sicuro non è lui. Il padre gioca. La figlia è a modino, ha l’aria di una in salute che va anche bene a scuola, ama fare shopping come si vede dalle tre buste colorate in tinta con la sciarpetta, è vivace e allegra, ma quanta strada deve fare ancora per diventare come la madre! Il figlio è un po’ ribelle, studia da bello e tenebroso, se ne sta in disparte, ha la camicia fuori, il cappelluccio e il tascapane militare, i rayban e le cuffione.
In conclusione: il padre è tecnologico e un po’ immaturo, la figlia è allegra ed estroversa, il figlio è uno scapestrato ma in fondo tenero e la madre veglia su di loro, da dietro, come un angelo aziendale.
Seppur aggiornata la famiglia italiana è sempre la stessa.



ahahah…… Simpatico, analitico e brillante! Uno sguardo lucido e divertente sulla famiglia italiana e sulla pubblicità che ne è suo specchio.
La famiglia italiana è sempre la stessa…
e gli italiani?
Pure?
Non è apprezzabile almeno il tentativo, certo appena abbozzato, di fare fuori il vecchio nonnino con il naso rubizzo?
Proporrei alcune piccole varianti all’ekfrasis eccellente:
1) padre tecnologico che non capisce assolutamente niente, non si arrende all’evidenza e considera le telefonate al centro assistenza l’equivalente delle virili dimostrazioni di “faccio-tutto-da-me” subite e riprodotte generazione dopo generazione.
2) la figlia indossa uno stereotipo (un po’ figlia, un po’ acquirente di cose consigliate dalla pubblicità) non esattamente un essere umano.
3) il figlio non è un essere umano / non ha un’individualità e non ci si aspetta che voglia qualcosa. È. (in quanto “è” di troppo per quasi tutti i genitori… lo si affida alla tutela legale di un brand qualsiasi). Per intenderci, un tempo c’erano i manichini Stefanel… ma stavano solo dietro le vetrine… adesso i ragazzi Diesel o qualcos’altro stanno in mezzo alle balle.
4) la signora: finge. Qualsiasi cosa stia facendo da anni è finzione. In questo momento sta al telefono con la madre ma come se stesse parlando in codice con l’amante… che non sa come l’è capitato, ma si sa, ormai si fanno le cose per scoprirne il significato in seguito (ma anche questa è una giustificazione per tirare a… procrastinare).
Ma… avranno poi qualcosa da dirsi questi quattro?
rospe in frantumi