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18 nov 2011

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Caltari

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Donne barbute
Caltari 1 commento Generi e relazioni Condividi

James G. Mundie è un artista americano appassionato di bizzarro. Con la sua benedizione proponiamo un suo articolo sulle donne barbute.

Annie Jones, biglietto da visita, 10,16 x 6,35 cm, 1880 circa; logo del fotografo stampato sul retro; scritta a mano a matita: "Miss Annie Jones Age 18yrs" (Sig.na Annie Jones 18 anni); fotografia: Charles Eisenmann, 229 Bowery, New York.

In questo scatto la celebre Annie Jones, regina delle donne barbute dell’epoca, si adagia su una chaise longue in atteggiamento piuttosto provocante. È la prima foto in cui vedo Annie Jones posare così. In altri ritratti, forse successivi, Annie è in abito lungo, in piedi, di solito appoggiata a un pilastro o a qualche altro supporto, lo sguardo malinconico e distante. Qui, invece, gioca con l’obiettivo, sfacciata e sensuale come una gattina – forse più pelosa del dovuto. Alle sue prime apparizioni al museo di Barnum, “La piccola Esaù” era ancora una bambina. Il tempo passava e gli affari andavano a gonfie vele; la bambina crebbe fino a diventare “La ragazza barbuta”. All’epoca di questo ritratto, Annie era una giovane donna barbuta appena sbocciata. Le ambizioni della signorina Jones andavano ben oltre la vita da palcoscenico. Annie studiò da autodidatta, divenne una discreta musicista, si sposò due volte e si ritirò infine dalle scene dopo aver accumulato un patrimonio. Fu uno dei più fulgidi esempi di successo nella storia dei fenomeni da baraccone.

Biglietto da visita, 10,16 x 6,35 cm, 1880 circa; logo del fotografo stampato sul retro; scritta a mano a matita: "Mrs. A. … Elk County PA Age 24" (Sig.ra A. … Contea di Elk PA 24 anni); fotografia: I.W. Taber & Co., Yosemite Art Gallery, 26 Montgomery Street, San Francisco, California.

Non sono del tutto sicuro dell’identità di questa donna. Potrebbe essere Annie Jones, sposatasi due volte, oppure la performer nota come “Mrs. Meyers”. Il cognome scritto a matita sul retro, pressoché illeggibile, potrebbe essere “Myers”, o forse “Ingram”.  La terza possibilità è che questa donna sia Jane Devere, nativa del Kentucky e comparsa in diversi spettacoli, tra cui quello dei fratelli Sells. La barba della signora Devere, misurata nel 1884, superava di poco i 35 centimetri: un record rimasto presumibilmente imbattuto, almeno nella categoria femminile.

Madame Delait, ciclista, fotografia stampata su cartolina, 13,97 x 8,89 cm, 1906; riporta sul retro un timbro postale personale ("Mme. DELAIT – 28 DEC 1906 – THAON-Vosges") e un messaggio scritto a mano ad inchiostro (in lingua francese), probabilmente della stessa Delait; fotografia: Homeyer et Ehret, Epinal.

Ecco un pezzo interessante: un ritratto di Madame Delait (chiamata curiosamente, nell’intestazione, “Delay”), donna barbuta francese iscritta alla società ciclistica Cycle Thaonnais. Un passatempo forse insolito per una donna francese dell’epoca, ma probabilmente ben più insolito per una ciclista con la barba.

Ancora più interessante è il retro della cartolina, sul quale appare un timbro, a prima vista un annullo postale. Osservandolo più attentamente, si nota che il timbro riporta chiaramente il nome della donna, “Mme. DELAIT”, e la data, 28 dicembre 1906. Sembra che Madame Delait apponesse questo timbro su tutte le sue cartoline promozionali. Stando a quanto riesco a decifrare del messaggio che segue, sembra che la Delait scriva di avere qualche giorno libero e annunci al destinatario il suo arrivo “martedì sul treno di mezzogiorno”, concludendo teneramente con un “Ti bacio”. Benché non possa esserne assolutamente certo, questa cartolina potrebbe appartenere alla corrispondenza privata di Madame Delait, da lei vergata sulla sua carta da lettere personale. A quanto pare, il timbro dell’affabile signora superò i controlli postali senza problemi.

Baronessa Sidonia de Barcsy, cartolina, 15,88 x 8,26 cm, 1900; fotografia di autore ignoto.

La Baronessa Sidonia de Barcsy non fu certo una donna barbuta qualunque, come dimostrano le sue credenziali. Il testo in calce alla cartolina recita:

Baronessa Sidonia de Barcsy SIGNORA UNGHERESE CON FOLTA BARBA NATURALE

INSIGNITA DELLA CROCE D’ONORE E DEL TITOLO DI REGINA DEGLI SCHERZI DI NATURA DAI DOCENTI UNIVERSITARI BARBA CRESCIUTA DOPO LA NASCITA DEL FIGLIO

L’affascinante storia di Sidonia de Barcsy non finisce qui. A differenza di molti artisti circensi che millantavano titoli nobiliari per puro sensazionalismo, la de Barcsy apparteneva davvero all’aristocrazia ungherese. In effetti, fatta eccezione per suoi nobili natali, la donna ebbe una vita perfettamente normale, finché qualcosa successe a Budapest, intorno alla metà del 1880. La bella e formosa Sidonia era corteggiata da un giovane ufficiale di cavalleria, il barone Anton de Barcsy. I due si sposarono e Sidonia rimase incinta poco dopo. Naturalmente, la coppia accolse con grande gioia la notizia dell’arrivo di un erede. Il Piccolo Nicu nacque il 28 febbraio 1885, ed era davvero minuto. Nonostante fosse perfettamente proporzionato e apparentemente sano, alla nascita Nicu pesava a malapena nove etti. Oltre che per le condizioni del bimbo, Sidonia dovette ben presto preoccuparsi per le sue. Dodici giorni dopo la nascita di Nicu, la donna si accorse della peluria lanuginosa che le era cresciuta sul mento e sulle guance. La rapidità con la quale questa peluria si trasformava in una folta barba castana era in netto contrasto con lo sviluppo di Nicu, che sembrava quasi non crescere affatto. Il barone de Barcsy si trovò così costretto ad accettare non solo il fatto di aver concepito un nano, ma anche quello di aver sposato una donna barbuta. Il pessimo clima economico e politico ungherese dell’epoca complicò ulteriormente le cose. Il paese era in subbuglio e il barone cadde vittima del caos. Nel giro di un breve lasso di tempo, il barone de Barcsy perse un’ingente somma di denaro in speculazioni di borsa; sul fronte politico, in quanto membro dell’élite militare, egli si ritrovò ben presto in una posizione scomoda. Nicu era ancora molto piccolo quando i Barcsy dovettero abbandonare l’Ungheria per una destinazione più sicura, nell’Europa dell’Est. Partiti nobili e arrivati come rifugiati squattrinati, i coniugi dovevano trovare un espediente per sostentarsi; essendo aristocratici, tuttavia, non avevano la più pallida idea di come guadagnarsi da vivere lavorando. Fu allora che il barone comprese che gli sfortunati eventi abbattutisi sulla sua famiglia potevano diventare credenziali perfette per lavorare in un circo, e che ciò che era stato per lui motivo d’imbarazzo poteva rivelarsi un’ottima soluzione per sbarcare il lunario. La famiglia de Barcsy riuscì a far fruttare rapidamente le proprie sfortune, diventando una delle attrazioni più sensazionali della scena europea. Non poteva essere altrimenti, considerato che il trio rappresentava tutto ciò che un promotore circense potesse mai desiderare: un’avvenente e fascinosa donna barbuta, un figlio nano, alto poco più di 71 centimetri, presentato come “l’uomo sviluppato più piccolo della Terra” e un nerboruto patriarca, 1 metro e 90 per 180 kg, perfetto per la parte di uomo forzuto. La famiglia si esibì in Europa per 15 anni, fino a quando non decise di salpare verso l’America e le sue allettanti promesse. Nel 1903 Nicu, ormai diciottenne, portava con orgoglio la Croce d’argento ungherese, che, come lui sosteneva, gli spettava per diritto di nascita, esigendo inoltre di essere chiamato “Capitano”. Nel decennio successivo, i de Barcsy lavorarono per molti dei circhi più noti, fra cui quelli diretti dai fratelli Ringling, da Barnum e Bailey, da Hagenbeck e Wallace e dai fratelli Campbell. Probabilmente affascinato dalle loro origini nobili, il pubblico americano accolse i de Barcsy con un entusiasmo ancora più grande di quello riscosso in Europa. Durante l’inverno, la famiglia si ritirava a New York, nella tranquillità del suo elegante appartamento. Il barone de Barcsy morì nel 1912; Nicu e Sidonia continuarono coraggiosamente senza di lui. La donna sorprese tutti quando, dopo un breve periodo di lutto, si unì in seconde nozze a Frederick Valentine Tischu, tedesco di origini nativo-americane, noto come “Il pellerossa Cherokee dalla lunga chioma”, che si esibiva in numeri al lazo. “Buck” (alias “C. H. Buck”) aveva il brutto vizio di sperperare il suo denaro; nel 1914, egli vendette tutti i mobili pregiati dell’appartamento newyorkese di Sidonia, forse per saldare i suoi debiti di gioco. La donna, in condizioni economiche disperate, decise di pubblicare il seguente annuncio su Billboard:

Trio composto da sofisticata donna barbuta di stirpe regale, figlio nano che fa trucchi con le carte e numeri con o a cavallo di piccoli animali e indiano selvaggio che si esibisce al lazo cerca posizione gratificante. Si richiede modesto anticipo causa problemi finanziari temporanei. Astenersi perditempo.

 L’annuncio fu notato da W.H. “Bill” Campbell, nipote dei fratelli Campbell, per i quali la de Barcsy aveva lavorato in tempi migliori. Egli decise di andare incontro a Sidonia e i tre salirono così sulla sua carovana, che ogni inverno faceva tappa nella periferia di Drummond, in Oklahoma, su un terreno agricolo di proprietà di Campbell. Quel primo, freddo inverno in Oklahoma fu difficile: Madame de Barcsy era al verde, come del resto Buck e Nicu. Un commerciante d’auto che possedeva una pensione li ospitò a credito, accettando di farsi pagare alla fine della stagione successiva. Madame de Barcsy si innamorò di quella cittadina immersa nella prateria, oltre a essere grata ai suoi abitanti per la fiducia e il sostegno che le dimostrarono. Annunciò quindi di voler ritornare a Drummond per stabilirvisi. Quella primavera, Sidonia, Nicu e Buck si esibirono a Coney Island per l’intera stagione, facendo ritorno a Drummond con diverse migliaia di dollari. Sidonia acquistò così un terreno e costruì una casa di mattoni sulla via principale di Drummond. Fu accolta bene dagli abitanti del luogo, abituati a vederla camminare per la città con un cappello coperto da una grossa sciarpa annodata sotto il mento, che indossava per nascondere la barba ed evitare di causare stupore. Anche quando si ritirò dalle scene, Sidonia si rifiutò di sbarazzarsi della sua barba brizzolata. A chiunque le chiedesse perché, diceva: “Dio mi ha dato questa barba e non ho alcuna intenzione di radermi”. Sidonia, Nicu e Buck continuarono a esibirsi in grandi e piccoli circhi per altre otto stagioni. Tuttavia, Sidonia iniziò a manifestare i primi sintomi di diabete e, con l’aggravarsi del suo stato di salute, le sue apparizioni si diradarono progressivamente fino al 1923, quando si ritirò ufficialmente. Sempre più malata e incapace di guadagnarsi da vivere, fu lasciata da Buck, che le preferì l’ancora attiva e più benestante Dolletta Boykin, la “madre più piccola del mondo”, recentemente rimasta vedova. Sidonia sentì dire che Buck e Dolletta sarebbero andati in Texas quell’inverno, ma non chiese mai il divorzio (probabilmente perché non fu mai sposata legalmente con Buck). Sidonia de Barcsy si spense a 59 anni, il 19 ottobre 1925. La sua morte fu dovuta al diabete e alle complicazioni di un’influenza. Dopo il funerale, tenutosi a Drummond, il Piccolo Nicu (allora quarantenne) portò la salma della madre in treno a Kansas City, nel Missouri, la città più vicina dotata di forno crematorio. I resti di Sidonia furono inviati a New York, in una cripta che accoglieva anche quelli del Barone de Barcsy. Il Piccolo Nicu continuò a esibirsi per diversi anni dopo la morte di Sidonia e la partenza di Buck. Nel 1937, egli decise di ritirarsi dalle scene e di fare ritorno alla casa di Drummond: come egli stesso spiegò, temeva di essere rapito ed era ossessionato dall’idea che la polvere delle strade l’avrebbe ucciso. In città, Nicu divenne presto noto come lo scroccone che si faceva offrire il pranzo dai vicini e faceva fumare la pipa al suo cane addestrato davanti a turisti creduloni per quindici centesimi. La sua situazione economica si fece man mano insostenibile e fu costretto a chiedere l’assistenza sociale. La cosa era piuttosto assurda, alla luce di ciò che sua madre aveva confidato ad alcuni abitanti di Drummond: Nicu era un barone e, come tale, gli spettava di diritto una parte del considerevole patrimonio di uno zio ungherese. Purtroppo, però, i documenti che provavano il suo diritto di nascita erano andati persi nell’incendio di un circo in Illinois. Nei suoi ultimi anni di vita, Nicu fu vittima di problemi renali sempre più gravi; dopo diversi ricoveri, alcuni amici lo convinsero a entrare in una casa di cura di Enid. Il suo stato di salute peggiorò fino a costringerlo a muoversi su una sedia a rotelle. Lo Stato impose la confisca della sua abitazione, da tempo vuota e bersaglio di atti vandalici. La casa fu battuta all’asta per una cifra di gran lunga inferiore a quella pagata da Sidonia cinquant’anni prima per l’acquisto della proprietà. Nicu non venne mai a conoscenza dell’accaduto e continuò a chiedere a chiunque andasse a fargli visita di essere riportato a casa. Non seppe mai che la casa di Sidonia era stata rasa al suolo. Nicu morì in un ospedale di Enid il 31 luglio 1976, all’età di 91 anni. Gli avventori di un bar locale da lui abitualmente frequentato fecero una colletta per pagare le sue esequie. Fu sepolto nel cimitero di Del Norte, in una tomba sovrastata da un monumento recante la scritta “Barone Capitano Nicu de Barcsy, l’uomo sviluppato più piccolo della Terra”.

Fonte: Missioncreep

Traduzione: Letizia Merello

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Tags: Donne barbute, freaks, James G. Mundie
Caltari Un commento Generi e relazioni Condividi
1 Comments
  1. 31-10-2012

    Che storia interessante, una si ritrova con un figlio e poi con una barba.

    Rispondi eef

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