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04 feb 2014

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Caltari

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Le Teddy Girl dimenticate degli anni ’50
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Probabilmente avrete sentito parlare dei Teddy Boys, sottocultura ribelle britannica degli anni ’50 caratterizzata da uno stravagante look ispirato ai dandy edoardiani e contaminato dal rock’n’roll americano. I mass media dedicarono grande attenzione a questo movimento, che spopolò da East London a North Kensington. Ma un’importante sotto-sottocultura dei Teddy Boys, l’improbabile controparte femminile, è stata completamente ignorata dalle cronache. Stiamo parlando delle Teddy Girls.

Questa è una delle pochissime collezioni di fotografie della prima sottocultura femminile esistita in Gran Bretagna. Nel 1955, il fotografo freelance Ken Russell conobbe Josie Buchan, una Teddy Girl che gli presentò a sua volta alcune delle sue amiche. Russell fotografò loro e un altro gruppo di ragazze a Notting Hill.
Dopo essere state pubblicate su una piccola rivista nel 1955, le foto finirono nel dimenticatoio per oltre mezzo secolo; nel frattempo Russell divenne un regista di successo. Nel 2005, il suo archivio è stato riscoperto, insieme al movimento delle Teddy Girls.

Dice Russell di Jean Rayber, una quattordicenne Teddy Girl: «Aveva carattere da vendere. Prima di me nessuno ha prestato molta attenzione alle Teddy Girls, anche se i Teddy Boys erano moltissimi. Questi ragazzi erano dei duri, nati negli anni della guerra; il razionamento del cibo finì soltanto verso il 1954, un anno prima che scattassi queste foto. Erano ragazzi fieri, consapevoli del loro valore. Indossavano semplicemente quello che gli andava.»

Per capire lo stile delle Teddy Girls, dobbiamo prima tornare alla loro controparte maschile. I Teddy Boys si affermarono in Inghilterra quando l’austerità del dopoguerra stava volgendo al termine; i ragazzi della classe operaia, ormai in grado di permettersi bei vestiti, cavalcarono l’onda del revival dello stile dandy edoardiano, pensato per l’aristocrazia dai sarti di Savile Row. A metà degli anni ’50 era facile reperire completi edoardiani nei mercatini dell’usato; ormai diventati un tratto distintivo dei Teddy Boys, erano diventati inutilizzabili per l’upper class britannica.

I Teds – così si chiamavano fra loro – indossavano giacche lunghe, colletti di velluto e cravatte sottili, che iniziarono ad abbinare a scarpe con spesse suole di gomma e alle pettinature “impomatate” dei loro idoli del rock’n’roll americano.

Nonostante l’abbigliamento da gentiluomini (lo era senz’altro rispetto alle mode giovanili di oggi), i Teddy rappresentavano una cultura adolescenziale in grado di scioccare la generazione dei propri genitori e furono ben presto etichettati dai media come generazione problematica.

Anche le Teddy Girls erano adolescenti appartenenti alla classe operaia, ma furono ignorate dai media, più interessati alla sensazionalizzazione del lato violento della giovane classe operaia. I Teddy Boys erano noti per bighellonare agli angoli delle strade in cerca di risse, mentre il ruolo della tipica giovane donna della classe operaia dell’epoca gravitava ancora intorno al focolare domestico.

Nonostante il loro stipendio fosse inferiore a quello dei ragazzi, anche le Teddy Girls indossavano giacche lunghe, jeans con gli orli ripiegati, scarpe basse e giacche sartoriali con colletti di velluto, reinterpretando lo stile Teddy al femminile con accessori come cappelli di paglia, spille, espadrillas ed eleganti pochette. Le Teddy Girls andavano al cinema in gruppo, partecipavano a balli e concerti insieme ai ragazzi e collezionavano dischi e riviste rock’n’roll. Questo movimento giovanile è stato il primo ad attirare l’attenzione, del mercato e non solo, sui teenager britannici.

È stata la cattiva reputazione dei Teddy Boys a offuscare questa sottocultura giovanile. Anche se molti degli episodi di violenza e vandalismo dei Teddy sono stati ingigantiti dai media, alcune bande erano effettivamente passate al “lato oscuro”.

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La maggior parte di loro si dedicava perlopiù a reati minori come il contrabbando; tuttavia, alcuni gruppi di Teddy fascisti si macchiarono di rivolte e attacchi razzisti, armati di rasoi e coltelli. Alla fine il movimento dei Teddy Boys, con le sue tendenze razziste, è stato soppiantato dall’inarrestabile avanzata degli idoli del rock’n’roll. Con il boom del pop britannico degli anni ’60 è cambiata la musica, e con lei le culture giovanili.

In questo video degli anni ’50 un gruppo di Teddy Boys viene intervistato da un giornalista sull’aggressione a un parroco. Uno dei ragazzi ammette: «Ero lì solo perché non mi andava di tornare a casa per il tè.»

È senz’altro un vero peccato che uno stile giovanile così interessante ed elegante si sia conquistato una fama così negativa. I Teddy Boys sono stati il ​​primo gruppo in Gran Bretagna ad aver inventato da sé il proprio stile; a quanto pare, il passo da trendsetter a fashion victim è stato davvero breve.

Fonti: Approfondimento sulla cultura dei Teddy Boys su Edwardian Teddy Boy.
Fotografie delle Teddy Girls di Ken Russell (1927-2011).


traduzione di Letiza Merello
articolo originale: The Forgotten 1980s Girl Gang

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