
illustrazione di Emanuela Marchetti
Dalla terrazza del Pincio si vedeva tutta Roma. Adele e Federico erano appoggiati con le braccia alla balaustra di pietra, lo sguardo perso dentro al cielo.
«Allora», disse Adele, «cosa volevi dirmi?».
Federico restò a lungo in silenzio, poi fece un lungo respiro e si girò a guardarla.
«Mi vuoi sposare?», disse.
Adele abbassò gli occhi e sorrise.
«Sì», rispose.
Restarono entrambi in silenzio. Poi tornarono a guardare il cielo, rosso di tramonto.
«Cosa faremo dopo sposati?», chiese Adele all’improvviso.
«Non lo so ancora», rispose Federico.
«Non è importante», disse Adele sorridendo.
«Già», disse Federico, «non è importante» e la guardò di nuovo negli occhi. «Quando lo diremo agli altri?», le chiese.
«Domani», rispose Adele, «alla festa per il mio compleanno».
Federico non disse nulla e sorrise.
«È meglio andare adesso», disse Adele, «prima che faccia troppo tardi».
«Andiamo», disse Federico e si incamminarono verso la macchina.
***
A casa di Adele era tutto pronto per la festa. Lungo una parete del salotto c’era una tavola imbandita con al centro la torta.
La madre di Adele si avvicinò alla torta per accendere le candeline e a ogni candelina accesa Federico cominciò a lanciare baci immaginari all’indirizzo di Adele.
Una… due… tre, contava tra sé Federico.
«Grazie per averli riaccompagnati a casa», sentì dire alle sue spalle. Era la voce di sua madre che parlava con il padre di Adele.
Quattro… cinque… sei…
«Si figuri, signora…», sentì dire dal padre di Adele.
Sette… otto… nove…
«… Sono così dei bravi bambini».
Dieci.
Adele soffiò sulle candeline. Gli invitati applaudirono e urlarono, tranne Federico che aspettava con impazienza un segno da Adele per avvicinarsi e dare la notizia del loro matrimonio.
«Cosa fai, Federico?», gli disse sua madre, «non vai a dare gli auguri a Adele?».
Federico si mosse lentamente e si avvicinò al tavolo, mentre la madre di Adele toglieva le candeline dalla torta, poggiandole sul tavolo.
«Auguri», disse Federico.
«Grazie», rispose Adele prendendosi un bacio su una guancia.
Federico la guardò negli occhi, le mani lungo i fianchi.
«Ci ho ripensato, sai», disse Adele. «Forse siamo troppo piccoli, abbiamo solo dieci anni».
Federico non rispose. Prese una candelina dalla tavola e cominciò a farla girare tra le mani. Tutto il nero dello stoppino gli impiastricciò i polpastrelli.
«Adesso vado a fare le foto», disse Adele. « Ci vediamo dopo».
Federico si allontanò dal tavolo e andò a sedersi su un divano.
«Cos’hai Federico?», gli chiese poco dopo sua madre, vedendolo in disparte e silenzioso.
Federico abbassò lo sguardo sulla candelina mezza consumata. La prese tra le dita e la spezzò in due.
«Niente», rispose, «ho dieci anni».

Delizioso. (Ma che torta era quella del compleanno?)
Uhm… non ci avevo mica mai pensato.
La mamma mia pare una brava mamma, attenta. Forse ha pensato che se la faceva lei (la torta) sarebbe stata più sana. Forse una semplice Margherita farcita con crema pasticcera? Forse per la delusione del mancato annuncio di matrimonio, Federico avrebbe per sempre detestato quel tipo di torta. Forse non avrebbe mai più festeggiato un compleanno. Forse.