
Mary McCarthy
20. Mary McCarthy su Lillian Hellman (1979)
Ogni parola che scrive è una bugia, comprese “e” e “il”.
19. H.G. Wells su Henry James
Un ippopotamo che tenta di raccogliere un pisello.
18. H.L. Mencken su Gertrude Stein
È l’enorme successo di miss Stein che ha reso l’inglese facile da scrivere e difficile da leggere.
17. William Gass su Jay McInerney
Il vantaggio di una scrittura che sembra una corda allentata sta nel fatto che lo scrittore non ci si può impiccare.
16. Mark Twain su Jane Austen (1896)
Anche i libri di Jane Austen sono assenti da questa biblioteca. Già solo questa mancanza renderebbe una biblioteca abbastanza buona rispetto a una che non avesse nemmeno un libro.
15. Gore Vidal su Il prigioniero del sesso di Norman Mailer
Come tre giorni di mestruazioni.

Tom Wolfe
14. Tom Wolfe su John Irving, John Updike e Norman Mailer (2000)
Credo che a tre di loro – perché sono tre, come Larry, Curly e Moe, i Tre Marmittoni… bruci un po’, visto che tutti – compresi loro – non fanno che parlare di me.
13. William Hazlitt su Samuel Taylor Coleridge (1816)
Tutto ciò che fa o pensa è involontario; anche la sua perversione e la sua ostinazione. Non sono altro che il bisogno di cedere alla ragione più insignificante. Un’eterna illogicità segna tutto ciò che fa.
12. David Foster Wallace su American Psycho di Bret Easton Ellis (1993)
1. American Psycho lo si può considerare una specie di compendio performativo riguardo ai problemi sociali di fine anni Ottanta, ma non è nulla di più.
2. Per un po’ blandisce spudoratamente il sadismo del pubblico, ma alla fine è chiaro che il vero oggetto del sadismo è il lettore stesso.
11. Bret Easton Ellis su David Foster Wallace (2010)
È troppo presto? E troppo presto, vero? Be’, io non lo stimo. Il giornalismo è pedestre, le storie confuse e piene di quel finto sentimentalismo del Midwest, e Infinite Jest è illeggibile.

Dorothy Parker
10. Dorothy Parker su La rivolta di Atlante di Ayn Rand (1962)
Non è un romanzo da riporre gentilmente. Dovrebbe essere buttato via con forza.
traduzione di Giuseppe D’Antonio
via Flavorwire
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