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07 Ott 2011

Autore

Stefano Scalich

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Jest do it - David Foster Wallace | Istruzioni per lusso #2
Stefano Scalich 4 commenti Scritture Condividi

Problema: a Infinite Jest manca “una trama lineare”, cioè, è come “un film dove si cambia velocemente inquadratura”, anzi, è “finto”. Tutto vero. Lo sanno anche i lettori: sono loro che l’hanno scritto sui siti e-commerce. E siccome parlano di film – o entertainment, per chi mastica l’inglese – in fondo non hanno tutti i torti: impresa ardua sciropparsi la filmografia completa di James Orin Incandenza. Converrà dunque selezionare. Per esempio:

    1. Blood Sister: One Tough Nun
    1. Pre-Nuptial Agreement of Heaven and Hell
    1. Baby Pictures of Famous Dictators
    1. Good-Looking Men In Small Clever Rooms That Utilize Every Centimeter Of Available Space With Mind-Boggling Efficiency
    1. The Joke
    1. Kinds of Light (pare sia un classico)
    1. Valuable Coupon Has Been Removed
    1. Möbius Strips (notare l’ironia)

Come si chiama chi ha quasi-portato Infinite Jest al cinema? Poor Yorick Entertainment, ovvio. Gli stessi delle magliette ONAN, per intenderci. Ragazzate, dirà qualcuno. Può darsi. Ma attenzione: anche la prestigiosa Columbia University dava istruzioni ad alcuni cineasti di trasformare in realtà le fantasie di Incandenza e chiaramente il Guardian non si lasciava sfuggire la notizia.

Il motivo è molto semplice. Se siete in vena di formule – si tratta pur sempre di David Foster Wallace – potreste spiegarlo con tre parole più due parentesi più un simbolo: marketing editoriale (± involontario).

Che tradotto significa: fa bene a me, fa bene a te, fa bene a tutti, “il nome gira”. Che tradotto in italiano – e sempre in chiave entertainment – significa: non lanciamo soltanto la traduzione, lanciamo proprio l’autore, cioè Lui in persona. A Roma, 15 anni fa, s’erano concessi questo lusso per tre giorni di seguito che passarono alla storia come una maratona non-stop.
Questa cosa si chiama Idea.

Un’Idea che ci porta dritti dritti in un altro campo da gioco.

D’accordo l’Italia, ma cosa significa lanciare in AmericaDavid Foster Wallace? E soprattutto: come, dove, perché?

Molte risposte a queste domande si trovano oggi sotto chiave, custodite da qualche parte nel Texas e per la precisione a 5442,26 miglia da chi detiene i diritti italiani di Infinite Jest: il proprietario della merce texana si chiama Harry Ransom Center e ha scelto di sborsare 675.000 dollari (dilazionati in 4 anni) per aggiudicarsi 35 scatole + 8 raccoglitori extralarge per totali 4,48056 metri di roba a cui bisogna sommare almeno306 libri prelevati dalla biblioteca personale di Lui in persona.

Sì, siete appena entrati negli archivi di David Foster Wallace.

E se qualcuno di voi – intuizione apparsa sull’Indice e poi sul blog l’Eugenio – volesse fare il “detective letterario”, si prepari a riscoprirlo. Perché leggeva e annotava qualsiasi cosa. Anche Le cronache di Narnia e Carrie di Stephen King.

Nota bene: i segreti dell’Archivio Foster Wallace sono aperti al pubblico, tranne quelli personali; quelli… quelli no.

Frequently Asked Question: che cosa è un libro?

Un libro è come un disco, un film, un teatro.

Ne conseguono 3 facili espressioni matematiche:

Scarti Libro = Outtake & Alternate Take

Approfondimento Libro = Extra Dvd

Officina Libro = Backstage

Applicate le formule a David Foster Wallace e vi si aprirà un mondo:

Disco Film Teatro
Infinite Jest – Versione demo Infinite Jest – Scena per scena Infinite Jest – Prove tecniche
Infinite Jest – Outtake Infinite Jest & il suo “produttore” Infinite Jest – Work in progress
Dopo Infinite Jest – Genesi di una “traccia” Infinite Jest – Memo per l’edizione “restaurata” Dopo Infinite Jest – Il backstage

Già. Dopo Infinite Jest. Ma Prima?

Prima di Infinite Jest c’era un signore chiamato Gerald (o Gerry) Howard. No, Mister Howard non è l’Uomo Che Ha Scoperto David Foster Wallace – probabilmente è a Bonnie Nadell che spetta la palma – però certamente è uno di quelli che ci hanno creduto fin dall’inizio; nell’editoria americana secondo lui i tempi erano maturi per la rivoluzione e chi aveva scritto La scopa del sistema (siamo o non siamo Prima di Infinite Jest?) “era meta”: non soltanto uno scrittore.

Lo sapevate che Infinite Jest è addirittura design? Se non ci credete fatevi un giro sui siti e-commerce e scorretevi le recensioni dei lettori; questa è una rassegna random:

[…] “romanzo-galassia” […] “frammentazione di storie” […] “si intrecciano le storie di decine e decine di personaggi, ognuno con una caratterizzazione che non ritroverete in nessun altro autore” […] “i personaggi sono resi in modo ossessivamente iperrealista” […] “una galleria di personaggi indimenticabili” […] “L’affresco narrativo è davvero ciclopico, è di per sè una sfida riordinare le esistenze incrociate delle decine di attori della vicenda” […] “disegna un imponente affresco” […]

Variazione sul tema: che cosa fa un libro? Ma lo sanno tutti: fa arredamento.

Se quindi è vero che riordinare la frammentazione di storie è un’autentica sfida (che tradotto significa: un casino) è pur vero che Il Libro somiglia a una galassia, a un affresco. Qualcuno ha tenuto presenti tutte e due le cose e le conseguenze sono state quelle che in gergo si chiamano “idee per la tua casa”. Nel senso che Infinite Jest, tranquillissimamente, potrebbe trasformarsi in… tanti poster:

    • La prima scena del libro Schematizzata con parole e tabellini per tennis
    • Diagramma #1 Tutti ~ i personaggi di Infinite Jest
    • Diagramma #2 Tutta ~ la trama di Infinite Jest
    • Diagramma #3 Tutte ~ le simmetrie nella trama di Infinite Jest
    • Tag cloud Il vocabolario di David Foster Wallace
    • Albero genealogico Famiglia Incandenza: chi è chi, chi ha fatto chi, chi prima e chi dopo
    • Enfield Tennis Academy: il motto… [… e c’è chi dice che non serve, il latino]
    • Tempo Sponsorizzato - Versione #1 Una guida pratica
    • Tempo Sponsorizzato - Versione #2 Qui siamo più sul fotografico
    • Quando finirai Infinite Jest? Per fanatici dei buoni propositi

Ma ci sono anche le mappe. È infatti noto che molte ambientazioni di Infinite Jest rimandano ad altrettanti luoghi di Boston: c’è chi li ha annotati con cura e chi li propone per un tour commemorativo.

Se poi siete dei fosterwallaciani doc, non potrà mancare nel vostro fanta-atlante una bella cartina della Grande Concavità/Convessità più o meno dettagliata.

Ora un pizzico di mistero. Indizio: la Enfield Tennis Academy ha a che fare con Boston, Massachusetts. Indizio: fino al 1938 è veramente esistita, nel Massachusetts, una città con questo nome; si trovava nell’estremo Sudest della contea di Hampshire. Indizio: oggi ne esiste comunque una poco lontano, nel Connecticut.

Tre indizi fanno sempre una prova.

E allora torniamo alla Enfield Tennis Academy. Ebbene, anche quella val bene una mappa: in fondo è eccitante la sua forma strana, una specie di curva a cuore.

Finito? Ma se stiamo parlando di Infinite Jest!

[Parte #1 | Parte #3 ]

[di Stefano Scalich su Archivio Caltari leggi anche: Ulisse di Joyce e le 3 dimensioni del marketing editoriale 1 | 2 | 3 ]

Stefano Scalich 4 commenti Scritture Condividi
2 Comments
  1. 7-10-2011

    ACCATTIVANTE.

    Rispondi IFIX
  2. 7-10-2011

    VIENE VOGLIA DI VEDERLO STAMPATO
    per quanto si ha la continua curiosità
    di andare avanti e indietro a scoprire tutti i segreti
    di questa mappa

    Rispondi IFIX

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