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14 Feb 2011

Autore

Caltari

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Gli scarabocchi degli scrittori
Caltari 6 commenti Scritture Condividi

via flavorwire

 

Tutti scarabocchiano. C’è qualcosa tra un momento di inattività e lo spazio vuoto di una pagina che incoraggia un disegnino o due. In più, ci sono prove che gli “scarabocchiatori” siano anche pensatori attivi e immaginativi. Su tutti, John Keats scarabocchiava fiori ai margini dei suoi manoscritti e Leonardo da Vinci è famoso per la passione dello scarabocchio. C’è addirittura un libro dedicato agli scarabocchi dei presidenti, che speriamo non siano stati prodotti mentre avrebbero dovuto prestare attenzione a qualcosa di importante. Gli scarabocchi di ognuno sono differenti, come i sogni, essi provengono direttamente dalle libere associazioni del nostro cervello e la loro espressione è inibita soltanto dalle abilità fisiche dello scarabocchiatore e/o dalla coordinazione occhio/mano. Gli autori – specie coloro che scrivono con la penna invece che con oggetti tecnologici senz’anima – sono ottimi scarabocchiatori. Hanno per la testa un milione di idee alla volta, dunque è normale che qualcosa ogni tanto fuoriesca sotto forma di un piccolo disegno a margine. Ecco una galleria di scarabocchi di autori famosi:

Sylvia Plath

A Sylvia Plath piaceva scarabocchiare nei suoi diari, creare illustrazioni della sua vita, dei suoi sogni e in questo caso i suoi incubi come essere inseguita da un hot dog o un marshmellow.

David Foster Wallace

David Foster Wallace disegna sulla faccia di Cormac McCarthy. Dubitiamo che occhiali e denti aguzzi possano avere qualcosa di irrispettoso.

Vladimir Nabokov

Le annotazioni di Nabokov sulla prima pagina delle Metamorfosi di Kafka. Aveva sicuramente delle opinioni riguardo il linguaggio o, forse, la traduzione.

Ancora, scarabocchi di Nabokov di farfalle su un foglietto.

 

Franz Kafka

E certamente, gli scarabocchi di Kafka, molti dei quali si saranno fatti strada nei suoi libri, in particolare l’uomo alla scrivania. Povero Franz.

 

Samuel Beckett

Gli scarabocchi di Beckett sul taccuino di Watt sono tanto strani e vari quanto la sua scrittura.

Allen Ginsberg

Quando i destinatari erano disponibili, Ginsberg spesso faceva delle dediche con qualcosa in più. Non siamo sicuri di cosa fossero tutti gli “AH”, la nostra miglior proposta è: la seminale sillaba “Ah” in “Om Ah Hum”.

Mark Twain

Okay, questi sono più di oziosi scarabocchi. Sono istruzioni per lo stampatore di Twain riguardo i segni meterologici che disegnò all’inizio di ogni capitolo, “per salvare lo spazio generalmente usato per descrivere lo stato meteorologico in libri di questo tipo”. Sempre a pensare, quel Mark Twain.

Henry Miller

Dal periodo insonne di Miller. Di sicuro la creazione di una mente sovreccitata.

Kurt Vonnegut

Gli scarabocchi di Vonnegut sono famosi, poiché sono stati inclusi in molte edizioni dei suoi lavori e sono serviti come elementi per le copertine di edizioni recenti. In ogni caso, ciò non toglie nulla alla loro grandezza. Sapete cos’è l’asterisco.

Charles Bukowski

Questo scarabocchio è allegato alla lettera che scrisse al Sycamore Review, pubblicata nel numero 3.2. Non abbiamo idea di cosa dovrebbe essere. Un “bel cagnone”? Un tizio con un grosso naso e una bottiglia di whisky? Non lo sappiamo.

Jorge Luis Borges

L’autoritratto di Borges, disegnato dopo essere diventato cieco.

____________________________

Approfondisci:

Libro: Doubly Gifted: The Author As Visual Artist

Scarabocchi sui taccuini di Percy Shelley

Caltari 6 commenti Scritture Condividi
3 Comments
  1. 14-2-2011

    “La penna ha un’anima, mentre gli oggetti tecnologici no”.
    Forse fai un torto alla penna che magari non ne vuole di anima, una consumata atea.
    Per quanto tempo lasciare fuori dal paradiso quei diabolici oggetti tecnologici?
    Davvero un bel post.

    Rispondi Neuromancer
  2. 14-2-2011

    Henry Miller che sembra Cezanne. che sorpresa!

    Rispondi giadep
  3. 14-2-2011

    volevo dire, ehhe: Matisse (per i disegni, il tratto!)

    - ciao!

    Rispondi giadep

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