
Che Tristezza! Gli scrittori non si insultano più l’un l’altro come facevano un tempo. Certo, Martin Amis inarcava il sopracciglio nel sostenere che gli ci sarebbe voluto un danno al cervello per scrivere libri per bambini, e la recente vincitrice del premio Pulitzer, Jennifer Egan, creò un certo scompiglio nel denigrare un lavoro di una plagiarista, d’altra parte questo tipo di critiche, accidentali e tiepidine, non sono niente in confronto ai caustici commenti dei tempi andati.
Tutto ciò ha la sua ragion d’essere, naturalmente, dal momento che gli scrittori sarebbero capaci di inventarsi i migliori insulti che esistano, data la loro propensione naturale per certi giri di parole e tutto il resto. Fra l’altro, è ragionevole che scelgano di scatenare la loro battaglia verbale brandendo le asce l’uno contro l’altro, perché osservare qualcuno che fa la tua stessa cosa – ma male – è una delle sensazioni più frustranti che si conoscano. Così perdoniamo i nostri cari scrittori per le loro malignità. Fra l’altro, i loro insulti sono veramente divertenti da leggere. Scorrete le pagine per il nostro conto alla rovescia delle trenta ingiurie più corrosive della storia da scrittore a scrittore…
30. Gustave Flaubert su George Sands
Una muccona piena di inchiostro.
29. Robert Louis Stevenson su Walt Whitman
È come un grosso cane a pelo lungo, che appena sciolto il guinzaglio, dissotterra tutte le spiagge del mondo e ulula alla luna.
28. Friedrich Nietzsche su Dante Alighieri
Una iena che scriveva poesie sulle tombe.
27. Harold Bloom su J.K. Rowling (2000)
Come leggere Harry Potter e la pietra filosofale? Be’, intanto molto velocemente, e forse anche per arrivare alla fine. Perché leggerlo? M’immagino che se uno non si convince a leggere qualcosa di meglio, la Rowling dovrà bastare.
26. Vladimir Nabokov su Fëdor Dostoevskij
La mancanza di gusto di Dostoevskij, il suo monotono trattare di personaggi sofferenti di complessi pre-freudiani, il suo modo di sguazzare nelle tragiche sventure dell’umana dignità – tutto ciò è difficile da ammirare.
25. Gertrude Stein su Ezra Pound
Lui descrive villaggi. Sarebbe eccellente se tu fossi un villaggio, ma nel caso non lo fossi, allora non lo sarebbe.
24. Virginia Woolf su Aldous Huxley
Completamente rozzo, immaturo e oppositivo.
23. H.G. Wells su George Bernard Shaw
Un bambino idiota che strilla in ospedale.
22. Joseph Conrad su D.H. Lawrence
Sozzura. Nient’altro che oscenità.

21. Lord Byron su John Keats
Ecco qui la poesia di Keats piscia-a-letto, e tre romanzi da iddio sa chi… Non più Keats, vi supplico: scorticatelo vivo; se qualcuno fra voi non è disposto a farlo, lo dovrò fare io in persona: non c’è posto per quelle schifezze idiote nel genere umano.
20. Vladimir Nabokov su Joseph Conrad
Non riesco a sopportare lo stile negozio di souvenir di Conrad, le navi in bottiglia e le collane di cliché romanticizzati.
19. Dylan Thomas su Rudyard Kipling
Il Signor Kipling… rappresenta tutto ciò che in questo mondo canceroso vorrei fosse diverso.
18. Ralph Waldo Emerson su Jane Austen
I romanzi della Signorina Austen… mi appaiono volgari nel tono, sterili nell’invenzione artistica, imprigionati nelle noiose convenzioni della società inglese, senza genio, intelligenza, o conoscenza del mondo. Mai la vita è stata così costretta e angusta. Il problema principale è la mente dello scrittore è… la sua propensione al matrimonio.
17. Martin Amis su Miguel Cervantes
Leggere il Don Chisciotte può essere paragonato a una visita per un periodo di tempo indeterminato da un tuo vecchio parente, il più insopportabile, con i suoi acidi scherzetti, le sozze abitudini, le reminescenze inarrestabili, e vecchi amici tremendi. Quando l’esperienza è finita e i vecchi ragazzi si accomiatano alla fine, (a pagina 846 – la prosa si assottiglia molto senza interruzioni per i dialoghi) verserai lacrime davvero, non lacrime di sollievo o di rimpianto, ma d’orgoglio. Ce l’hai fatta, a dispetto di quello che il Don Chisciotte poteva farti.
16. Charles Baudelaire su Voltaire
Mi sono annoiato in Francia – e la ragione principale è che tutti assomigliano a Voltaire… il re degli imbecilli, il principe dei superficiali, l’anti-artista, il portavoce delle portinaie, il padre Gigogne dei redattori del “Siècle”.
15. William Faulkner su Ernest Hemingway
Non risulta aver adoperato mai parola che costringesse il lettore a consultare il dizionario.

[leggi la seconda parte]
via Flavorwire
Traduzione di Anna Laura Morello






Vogliamo la seconda parte!
Arriverà presto! Stiamo ancora buttando benzina sul fuoco.
A me Hemingway talvolta piace, e molto, ma Faulkner è statao geniale
ottimi , aspetto la II parte
Più che lucide osservazioni sembrano maldicenze da cortile o sussurrate in stato d’ebbrezza e con rutto finale. Qualcosa, comunque, condivido e qualcosa no. Cervantes è intoccabile. Quello che dice Faulkner di Hemingway è vero, ma questa era proprio la forza di Hemingway: leggibile tanto da un ragazzo delle medie quanto da un docente universitario. Lawrence l’ho trovato noioso, e Whitman come lui. Dostoevskij è un altro intoccabile.Nietzsche su Dante Alighieri avrebbe dovuto tacere, o al massimo pregare.
Mi sembra che quello di Faulkner sia un complimento più che un insulto….
Spero non manchi nella seconda a parte l’opinione del Foscolo sul Monti.
Sono tutti insulti tranne l’ultimo … non sempre si vuole risultare poco comprensibili quando si scrive, anzi …
Il giudizio di Faulkner non ci illumina su Hemingway, ma sullo stesso Faulkner. Penso che papà Ernie lo avrebbe trovato lusinghiero, dal canto suo.
“Mi chiedo come si possa scrivere un così grande romanzo e essere un così cattivo scrittore” (Hem su Dostoevskij e Tolstoj)