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22 Giu 2011

Autore

Stefano Scalich

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Ulisse di Joyce e le 3 dimensioni del marketing editoriale - #2 Design
Stefano Scalich 2 commenti Abbonàti Tipografie Condividi

di Stefano Scalich

[segue da qui]

Il giorno stesso in cui Random House lo pubblica negli USA, Ulisse entra in un altro regno. Non è più un semplice fenomeno di marketing, inizia a fare scuola anche per la sua immagine. Infatti l’annuncio pubblicato da Random House il 10 febbraio 1934 per pubblicizzare Ulisse di Joyce comprende un riassunto minuzioso della storia, capitolo-per-capitolo, ma soprattutto un paragrafetto dove si alternano recensioni selezionate: dalla New Republic al New York Times, passando per The Nation. Proprio l’ultima di queste, firmata Philadelphia Record, aprirà un nuovo capitolo nella fortuna di Leopold Bloom. Sentite cosa dice:

Grazie a Random House, e con una mossa in gran parte dovuta al genio, ora l’Ulisse è diventato davvero accattivante anche nella forma.

La forma che piace al Philadelphia Record è quella descritta proprio nelle ultime righe della pubblicità uscita il 10 febbraio 1934:

Un volume dalla confezione gradevole e compatta, firmata da Ernst Riechl: 768 pagine rilegate con una finitura in tela naturale e bordi sfrangiati.
Prezzo: 3.50 dollari, pagabili in tutte le librerie o direttamente presso l’editore. Qualora la libreria non risultasse accessibile, potete utilizzare la cedola sottostante.

È la prima uscita “legale” del libro negli Stati Uniti. Da qui in poi nascerà un campionario visivo autorevole, più per la composizione tipografica che non per la scelta di illustrazioni o immagini vere e proprie. Se ne accorgerà il MoMA di New York, che esporrà la prima edizione americana di Ulisse collocandola nell’albero genealogico di Mondrian. Ogni novità tipografica di quell’esemplare è esplorata nei minimi particolari in un articolo scritto da Martha Scotford – Ulysses: Fast Track to 1934 Best Seller – che svela anche l’identità del loro ingegnoso artefice:

Ernst Reichl arrivò negli Stati Uniti nel 1926. Aveva un dottorato in Storia dell’Arte e in Germania aveva lavorato nel campo dell’editoria e del design. Si definiva un “progettista integrale” di libri: credeva cioè nell’armoniosa totalità della confezione, nel valore di un’idea come sintesi di tutte le singole parti dell’oggetto-libro.

L’intuizione di Ernst Reichl è semplice quanto dirompente. Sa che Ulisse è un libro costellato di parole, spesso difficili da comprendere, tuttavia sceglie di partire proprio da questa apparente debolezza per trasformarla in un marchio di fabbrica: così impagina il titolo come una gigantografia di semplici lettere maiuscole che sembrano suggerire al lettore (in inglese, capitalsignifica maiuscolo) di avere tra le mani un testo capitale, appunto un classico. Oggi questa “totalità della confezione” si chiamerebbe “immagine coordinata”…



Tutte le innovazioni di Reichl: Lettering | Frontespizio | Sezione | Apertura capitolo|

… ma oggi è sempre il 10 febbraio 1934 e la fortuna grafica di Ulisse è appena esplosa. Reichl e la sua linea stanno lasciando un segno così forte da influenzare mezzo secolo di grafica editoriale, giù giù fino al Kindle. Lo dimostrano altre due copertine joyciane dal vivaio Random House: quella del 1949 a opera di Edward Mc Knight Kauffer e quella del 1986 firmata da Carin Goldberg, entrambe rigorosamente nel solco del puro lettering gradito al maestro.

Altre informazioni su: Ernst Riechl | Edward Mc Knight Kauffer | Carin Goldberg

Ormai l’opera di Joyce sta per varcare la soglia più difficile, quella del culto.

continua…

Stefano Scalich 2 commenti Abbonàti Tipografie Condividi
1 Comments
  1. 9-12-2011

    Prima edizione dell’Ulisse http://book-aesthete.tumblr.com/post/13935997555/ulysses-james-joyce-paris-shakespeare-and

    Rispondi Ctonio

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