via WebUrbanist
Non sempre i segni sono un’aggiunta, a volte sono parte integrante del design dell’edificio stesso, intagliati in lettere imponenti sulla facciata o addirittura come supporto strutturale. Il matrimonio tra tipografia e architettura cattura particolarmente l’attenzione in questi 13 esempi, dove la bellezza grafica del carattere di stampa e, a volte, di commoventi versi poetici aggiungono un altro livello di identità e un legame emotivo nel costruire ambienti.
Wales Millennium Center, Cardiff, Galles

“In Queste Pietre, gli Orizzonti Cantano”. Scritta sia in gallese che in inglese, questa frase è un’ardita dichiarazione sulla facciata del Wales Millennium Center a Cardiff, un centro d’arti nel quale si tengono rappresentazioni di opera, balletto, danza, commedia e musical. L’iscrizione è stata creata dalla poetessa gallese Gwyneth Lewis, la quale voleva che le parole riflettessero l’architettura dell’edificio. «Gli strati in ardesia della facciata del Wales Millennium Center mi hanno ricordato gli orizzonti appena al di là del Penarth Head… Le pietre all’interno del teatro cantano letteralmente assieme all’opera, ai musical e alla musica d’orchestra, e volevo dare il senso di uno spazio internazionale creato dall’arte della musica».
Minnaert Building, Università di Utrecht, Utrecht, Paesi Bassi

Il Minnaert Building, disegnato da Neutelings Riedijk e accluso all’Università di Utrecht nel 1997, usa le lettere di “Minnaert” per formare colonne, facendole diventare essenziali supporti strutturali per la parte di edificio che aggetta su un’area adibita a parcheggio per le biciclette.
Fukutake House, Megijima Island, Japan

La Fukutake House, un progetto avviato da sette eminenti gallerie d’arte giapponesi, porta l’arte alle comunità rurali che tendono ad essere isolate da essa. Occupando una nuova location ogni anno, la Fukutake House si reinventa annualmente, ma la sua incarnazione del 2010 è stata più stupefacente che mai con una installazione tipografica che copriva la facciata della scuola elementare che il festival stava momentaneamente occupando.
University of Toronto Graduate Housing, Toronto, Canada

Il testo è incorporato nel design dell’edificio degli alloggi dei laureati dell’Università di Toronto, con lettere massicce protette da uno schermo di vetro e acciaio, la “O” che sembra sospesa in modo precario su una sporgenza. La struttura è una delle più importanti opere disegnate dal vincitore del premio Pritzker, l’architetto Thom Mayne.
Lentos Museum of Modern Art, Linz, Austria

Con un rivestimento di vetro trasparente coperto di parole, per non citare l’enorme scritta “Lentos” costruita proprio sulla facciata, gli elementi tipografici del Lentos Museum of Modern Art ne sono parte integrante, ma in modo delicato: finché non ci si avvicina le lettere attorno alla parte esterna non si notano. È un elemento estetico adatto a un museo che espone, tra le molte altre opere d’arte, il design tipografico.
House of Terror, Budapest, Ungheria

Sebbene possa sembrare un po’ sensazionalistica, la parola ‘TERROR’, che ha un posto di rilevo sul tetto a strapiombo dell’edificio, è un nome adatto per un edificio con una storia raccapricciante che, sfortunatamente, è fin troppo vera. La House of Terror di Budapest occupa il numero 60 di Andrassy Street, un edificio che un tempo fu affittato dai nazisti ungheresi e che ospitò due organizzazioni comuniste. Tutti e tre usarono lo scantinato come camera delle torture e molte persone vi morirono. Quando il sole lo colpisce nel modo giusto, il ritaglio nella sporgenza di metallo lancia sulla sua facciata un promemoria che fa riflettere sulla storia dell’edificio.
New Jersey Performing Arts Center, Newark, New Jersey

La designer Paula Scher del Pentagram di New York ha cominciato a creare copertine di album usando il grassetto tipografico negli anni ’70. Non c’è da meravigliarsi che, con il compito di ridisegnare una facciata architettonica, si sia focalizzata sull’architettura come design grafico. Scher ha immaginato la trasformazione di questo edificio degli anni ’40 per il New Jersey Performing Arts Center, dipingendo parole come “musica”, “teatro”, “danza” e “poesia” su tutto, dal mattone stesso ai condotti dell’aria condizionata.
Caltrans District 7 Headquarters, Los Angeles, California

L’impresa Morphosis dell’architetto Thom Mayne, che ha disegnato l’University of Toronto Graduate Housing sopra citato, ha anche messo mano all’edificio Caltrans District 7 Headquarters a Los Angeles. L’impresa dice: «La larga barra luminosa a sbalzo connette la struttura alla First Street e il ‘100’ lungo 40 piedi e inclinato in avanti segna l’ingresso dalla South Main Street. Questo segno stratificato, con il suo forte richiamo alla scritta Hollywood di L.A., rende l’edificio un punto di riferimento urbano».
Museum of Modern Art, Queens, New York

Si potrebbe quasi dire che chiunque saprebbe riconoscere da un miglio di distanza questo edificio come il Museum of Modern Art. Gli architetti Cooper, Robertson & Partners hanno vinto un American Architecture Award nel 2003 dopo aver ampliato una ex-fabbrica nella città di Long Island in una infrastruttura satellite per il MoMA. L’impresa non solo ha celebrato il logo del museo sulla facciata, ma l’ha messo in luce sul tetto.
The Cooper Union, New York


L’edificio accademico Cooper Union disegnato da Morphosis a New York nell’East Village è così visivamente coinvolgente che è facile trascurare i dettagli – ma i dettagli, in questo caso, sono tanto interessanti quanto l’edificio stesso (specialmente per i patiti di tipografia). Il designer Abbott Miller ha preso ispirazione dal font usato per l’insegna dell’edificio originale Cooper Union del 1859 per creare un’insegna moderna adatta al nuovo edificio. Il font è stato anche portato all’interno, scendendo verso il basso lungo la parte inferiore di una scala e anche punteggiando la spalletta d’angolo verticale delle porte dell’aula.
Fairmont Pacific Rim Hotel, Vancouver, Canada

Non bisogna sorprendersi se si vedono turisti rimanere a bocca aperta il Fairmont Pacific Rim Hotel a Vancouver. Stanno solo cercando di leggere il minuscolo testo che avvolge ogni livello dell’edificio. Disegnato dall’artista inglese Liam Gillick, l’installazione recita “disteso sulla sommità di un edificio, le nuvole non sembrano più vicine di quando ero sdraiato in strada”.
Seattle Art Museum, Seattle, Washington

Speriamo che il Seattle Art Museum non lasci mai la sua attuale infrastruttura progettata da Robert Venturi nella First Avenue. Il suo nome è intagliato proprio nella facciata.
Edificio sconosciuto, San Francisco, California

Un passante amante della tipografia ha catturato queste immagini di un condominio senza nome a San Francisco, dove un testo accattivante si aggrappa alla superficie, affondando apparentemente in qualche punto. Tra i brani che vi si leggono: “i sogni che abbiamo nel nostro cuore” e “come la pioggia penetra nella terra”.
Traduzione di Laura Gini


A marzo sono stata a Cardiff e cercando in rete la frase del Wales Millennium Center, ho trovato il tuo interessantissimo archivio.
Volevo allora segnalare un’opera pisana che si può vedere a questo link. Purtroppo la foto non è bellissima, ma potrebbe essere un documento inetressante per l’archivio?
http://www.stamptoscana.it/articolo/societa/dopo-la-rinascita-inaugurata-la-domus-mazziniana
Silvia