Il nostro Archivio si è imbattuto per caso in un’autentica chicca, una vera rarità. I disegni di Gianni Rodari fantasiosi, divertenti, dal tratto agile, sicuro, sorprendente. Senza nulla togliere ai suoi grandiosi illustratori da Raul Verdini a Francesco Altan, passando per gli insuperabili Bruno Munari e Lele Luzzati, il favoloso Gianni avrebbe potuto illustrarsi i suoi libri anche da solo.
L’Archivio Caltari è quindi lieto di presentarvi le prove grafiche introvabili di uno scrittore che è stato grande scrivendo per bambini, e che, anche se pochi lo sanno, scriveva anche per gli adulti e faceva disegni bellissimi.
"Arcivescovo pascoliano che gioca all'aquilone con la SS Trinità (con sole)" 1973 | "Dolcezza della vita diversa" 1972 Gianni Rodari
"La stella cometa" 1973 | "Tre fanciulli giocano all'altalena con le nuvole, amorosamente sorvegliati da una suora. Con sole piccolo." Roma, 73 Gianni Rodari
Una cometa con la coda tanto lunga da attorcigliare tutto il cielo in un desiderio «più dolce della luna, più profondo della notte».








Folgorato, sono rimasto. Cielo e trama, aria e tessuti, il calore della lana grezza è capace di innalzare dalla gretta vita terrestre. Poiché l’inconscio freudiano è complesso di contraddizioni liriche e diaboliche (la stella cometa), poiché la legge morale ha piedi di cemento (l’arcivescovo e la suora). Controllo terrestre ad aspirazioni metafisiche…
L’Archivio deve sentirsi orgoglioso di sé.
R.
Bello che il primo disegno rechi Sambughetto come luogo: paesino della Valstrona che sembra uscito dalla fantasia di Rodari – così scosceso che si dice gli abitanti attacchino un sacchetto al sedere delle galline, per evitare che le uova rotolino a valle.
Ipofrigio
R., le tue parole aiutano a tenere insieme la trama di lana grezza…
Ipofrigio, come ringraziarti per averci tolto dall’imbarazzo di non aver saputo decifrare “Sambughetto”?!
io amo Gianni Rodari.
consiglio la grammatica della fantasia.
“l’impeto della dialettica si estende anche sui territori, olre i confini dell’immaginazione” di Rodari. misi questa frase come presentazione al mio blog.
il lavoro che fece a Reggio Emiglia sulle funzioni delle carte di propp con due pittori fu molto interessante.