
Grazie al computer abbiamo raggiunto Tuono Pettinato, il posmoderno alfier gentile dei fumetti italiani, conosciuto autore di fumetti quali Apocalypso!, quale collaboratore di Animals, Hobby Comics e altre primizie, nonché fondatore della Donna Bavosa, e lo abbiamo interrogato più che intervistato (per darci, trallaltro, una svegliata pre estiva prima che andiate al Crack (dove saremmo presenti insieme all’Ora Panda, del quale numero terzo i Caltari detengono una decina di pagine) e poi al mare a inquinarlo col vostro sebo. E ancora, presto in questi spazi, altrettanto gentili, alcune annose vignette letterarie offerteci dal Tuono Pettinato istesso.
Tu, Tippi, che fai le storielle su Von Hoffmannsthal, era perché da piccolo non ti lasciavano leggere Topolino?
Sono stato un vorace lettore di Topolino, fin quando non ho scoperto Beetle Bailey, il Mago Wiz e Slurp. Quel pelandrone di Von Hoffmannsthal avrebbe potuto contribuire moltissimo al fumetto disneyano, se solo si fosse mosso da Vienna. Immagino che avesse un tale rispetto per la sua persona che gli scocciava dare a se stesso l’incomodo di mettersi in viaggio.
Tu, Tippi, che scrivi anche per i bambini anastatici, che differenza c’è farlo anche per i bambini asincroni come noi?
Il bambino anastatico si ottiene tramite una replica fedele di un bambino non più disponibile in circolazione. Il bambino-copia è del tutto simile a quello di partenza, però spesso capita che i parenti a distanza di anni si facciano vivi ed intentino causa, il che è sempre una seccatura. I bambini asincroni sotto questo punto di vista danno più soddisfazione, poiché essendo vittima di uno sfasamento che li rende illeggibili, di solito non viene nessuno a reclamarli. A volte la gente proprio non apprezza il valore dell’esser disturbati.

Tu, Tippi, che ti piace usare gli aggettivi? Gli aggettivi qualificativi ti vogliono bene, perché non ce ne doni in dono uno per Caltari?
È sempre bello e gratificante e simpatico ed erudito utilizzare dei calzanti ed illuminanti e pertinenti aggettivi nelle proprie contorte e sofisticate ed interminabili frasi. Vi farò squisito e pregevole e disinteressato dono dell’aggettivo: ridondante.
Tu, Tippi, che fai quando vuoi essere preso sul serio?
Il Serio è una località interessante, benché scarsamente collegata in termini di mezzi di trasporto. Fortuna che ho amici in zona, per cui se per un caso fortuito mi trovo, che ne so, allo scalo aeroportuale di Orio al Serio, una maniera per farmi venire a prendere la trovo. Alle brutte ci sono i taxi, o quei costosi autobus di collegamento tra gli aeroporti e la civiltà. A volte farsi prendere sul Serio costa un po’.







bravoooooooooo ti proporrò ai miei studenti del liceo artistico barese