
Un mio amico ha una lunga e malcelata cicatrice sul volto; è vistosa e imponente. È un segno distinto e nobile. Egli sostiene che è il risultato di una infelice vacanza balneare, ovvero che un ombrellone si sia aperto davanti a lui, ferendolo. Tuttavia sono più incline a credere che quella lacerazione sia figlia di qualcosa di più nobile. Sì, sono portato a credere che sia una Schmiss. La Schmiss è il risultato di una Mensur. La Mensur è una lotta rituale con le spade che raggiunse l’apice di diffusione all’inizio del ‘900. Era praticata per lo più all’interno di circoli (Korps o Shaft) studenteschi delle università tedesche (viene chiamata anche duello studentesco). La specificità del combattimento consiste nel non voler ferire l’avversario quanto piuttosto di voler dimostrare il proprio coraggio nell’affrontare il pericolo e le ferite senza retrocedere né mostrare timore. La cicatrice risultante da un colpo in questi scontri si chiama appunto, in tedesco, Schmiss, ed è stato visto come un distintivo d’onore. Dunque perché il mio amico, che ha chiaramente combattuto in una Mensur, nasconde il suo coraggio dietro un incidente in spiaggia? Cosa nasconde?


*** Dunque perché il mio amico, che ha chiaramente combattuto in una Mensur, nasconde il suo coraggio dietro un incidente in spiaggia? Cosa nasconde? ***
Nasconde la vergogna che prova, immagino, con ciò testimoniando di una resipiscenza tardiva ma sana.
È probabile inoltre che conosca la descrizione truculenta e il commento inaspettatamente serio che di una Mensur fa Jerome K. Jerome nel suo capolavoro “Three Men on the Bummel”.
(Ma davvero, Thomas B. Bugno, per te quello è coraggio? Davvero, al posto suo, tu ne andresti orgoglioso? Per me siamo al livello, anche estetico, di chi mena le mani allo stadio, e taccio del sottotesto nazistoide; ma io sono persona di una rozzezza inaudita, nonché pieno di pregiudizi).
Ipofrigio
Anche io piena di pregiudizi, ti capisco.
Ma ti voglio informare che qui si tratta di un giochetto tra i due compari, uno è Thomas e l’altro è Antonio… due tipetti che quando li prendi troppo sul serio, quasi si dispiacciono!
Appena li becco, li obbligherò a recuperare e recensire il libro che segnali! 😛 grazie…
Giusi
Non sono mai così stupido come quando credo di fare il furbo (diceva Linus)…
Il libro di Jerome (tr. ital. “Tre uomini a zonzo”) è bellissimo dall’inizio alla fine, comunque ne ho trovato quel capitolo in rete, in inglese:
http://www.classicbookshelf.com/library/jerome_k_jerome/three_men_on_the_bummel/12/
Chiedo perdono a Thomas B. Bugno per i toni tromboneschi e ritorno dove merito.
Ipofrigio
Mannò, figurati, non scusarti! primo perché fa piacere avere lettori attenti e secondo perché se lo meritano, ahahah!
A presto.
G.
p.s. grazie per il link. a proposito stiamo ragionando sull’avvento dei fantomatici lettori per e-book, che ormai è come dire la fine del mondo! se hai qualche idea a riguardo…
Jerome! Fondamentale lettura preadolescenziale (edizioni newton&compton:)
*** se hai qualche idea a riguardo… ***
Ne ho provato uno qualche tempo fa e mi sono sentito come soffocare, perché ho trovato che vi manca la dimensione spaziale della lettura: intendo proprio il divagare dell’occhio su e giù per la pagina e da quella alla pagina precedente, così come il gesto istintivo di tornare indietro, o, più raramente, di correre avanti. Certo, lo si può fare agevolmente a costo di pigiare un tasto, ma non è come avere compresente tutto il libro, tutto il tempo. Il libro c’è e non c’è allo stesso tempo, insomma; e il lettore ne risulta schiacciato, bidimensionale. Forse ne viene favorito un tipo di lettura intensivo, ben confacente alla manualistica, per esempio, o a certa saggistica che non richieda troppo al lettore; mi sembra meno o poco o per nulla adatto alla narrativa. Di sicuro è solo questione di tempo prima che arrivi la narrativa adatta al mezzo.
Le condizioni fisiche della lettura non sono secondarie, insomma, e l’e-book (così pare a me) finisce con l’imporre un tipo di lettura lineare, tutta protesa in avanti. Parlo a vanvera, si capisce, ma era tanto per non lasciare inevasa la tua domanda.
Ipofrigio
@Ipofrigio
Prprio per questo motivo non vuole ammetterlo, perchè gira gente come tè che queste robe non le capisce. Non capisco di come ti possa venire in mente di paragonarla a una rissa da stadio. Ma vergognati. I due contendenti si preparano un anno intero per poter fare la loro prima mensur. Credimi lo sò ne ho fatta una e devo fare ancora la seconda. Adesso prova ad immaginarti il giorno prima, non mangi niente, ti verrebbe da piangere e da scappare via perchè sai che se non riesci a dare il meglio finisce male e con finire male non intendo che perdi ma intendo che finisce con una cicatrice. Comunque è una tua scelta e non credo che sia paragonabile con una rissa da stadio, perciò prima di parlare pensa perchè ci sono molte persone che queste robe le prendono molto seriamente, infatti come forse hai letto non è un gioco ne una rissarella da stadio.
Saluti,
Nicolò