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12 Lug 2012

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Caltari

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Due prospettive per una Capitale. Roma dagli occhi di Claudia Pajewski e Cedric Lefebvre
Caltari 1 commento Psicogeografie Condividi

Change of View è un dialogo visuale tra un fotografo locale e uno straniero sulla stessa città. Qui, il confronto tra l’italiana Claudia Pajewski e il belga Cedric Lefebvre su Roma.
Il lavoro originale, in lingua inglese, si trova qui. E appare su Archivio Caltari per gentile concessione del sito e degli autori.

 

1. Che cosa ti rende felice in questa città?

Claudia Passeggiare nella Caffarella, un enorme polmone verde ad appena tre fermate di metro da piazza San Giovanni. È un parco non molto conosciuto rispetto ai più turistici, come ad esempio Villa Borghese o Villa Pamphili. Ritrovarsi in pochi secondi nella natura più selvaggia tra cavalli, mucche, uccelli esotici e antiche rovine romane non ha prezzo. Bello e terrificante allo stesso tempo, come solo la natura sa essere.



Cedric
Il fascino di Roma è evidente – semplicemente, trascende la monotonia che caratterizza tante altre città. Beato l’uomo che va al di là delle apparenze, poiché ogni singola strada della città eterna ha un segreto che aspetta di essere scoperto, una piccola gemma nascosta, una fonte inaspettata di gioia, di bellezza unica, di perpetua ispirazione. Tutte le volte che ho camminato lungo le strette viuzze, alla scoperta di un sontuoso palazzo, dello studio di un artigiano o di un piccolo e anonimo negozio, il mio percorso mi ha sempre portato nei luoghi più sorprendenti. Roma è famosa per i suoi colori vivaci che competono con il sole, ma è probabilmente di notte, quando gli amanti riposano, che la caccia al tesoro è più eccitante.

 

2. Che cosa t’ispira di questa città?

Claudia Le contraddizioni, soprattutto. Vecchie periferie diventate nuovi centri, come il Mandrione, Torpignattara, il Quadraro. I quartieri a Est dove l’abusivismo degli anni Sessanta, insieme all’antica architettura romana, creano una violenta poesia. Migliaia di vecchie e nuove storie in una manciata di chilometri senza logica né equilibrio. Tutto è lì solo per essere scoperto, casualmente.


 

Cedric Roma è una città che trasuda bellezza. Proporzioni equilibrate, luci e ombre, forme, curve sono dietro a ogni angolo. Nessuno ignora i templi, le chiese, le ville… ma i giardini? Lì ho trovato le Esperidi. Roma ha ispirato intere generazioni e senza dubbio continuerà a farlo per secoli. Tra i vasi e i cespugli di rose, il modo in cui è stata praticata l’arte del giardinaggio dovrebbe ispirare tutte le nostre città. Come dice il proverbio, tutte le strade portano a Roma. In questo senso, tutti noi veniamo da Roma.

 

3. Secondo te, che cosa funziona davvero bene in città?

Claudia Il centro storico continua ad essere la parte più efficiente della città, sebbene la maggior parte dei romani si sia ormai trasferita fuori. Un grande Luna Park per turisti e stranieri con migliaia di pregevoli tesori architettonici ben conservati fa ancora di Roma una delle città più suggestive al mondo.

 


Cedric
L’alchimia dei contatti umani non è mai così magica come a Roma. Chi ha visitato uno dei suoi mercati – basti pensare a Campo de’ Fiori – non può che confermarlo perché lì puoi ascoltare il sole, annusare le voci, gustare i sorrisi e vedere le misteriose sfumature degli odori. Nessun impedimento, nessuna regola, nessuna rotta da seguire. In quei luoghi di scambio, dove si condividono gli attimi, i prodotti della terra passano da una mano all’altra per perpetuare un’altra arte che Roma celebra gloriosamente: la gastronomia. Il cuore di Roma sarà per sempre nei suoi mercati.

 

 

4. Che cosa miglioreresti?

Claudia La Tangenziale est è un grande mostro di cemento costruito negli anni Sessanta per regolarizzare il traffico. Ancora in funzione, potrebbe essere riconvertita in modo ecologico. La gente vorrebbe farlo, ma da anni le istituzioni non rispondono alle richieste dei cittadini. Potrebbe essere una grande occasione per creare aree verdi per biciclette e passeggiate, un esperimento di riciclaggio architettonico simile a quello che altre città europee hanno già fatto per strutture del genere.

 

Cedric Roma ha tutte le ragioni per essere orgogliosa. Tuttavia mentre ogni singola strada è una testimonianza vivente di come artisti dotati possano essere maestri nella scultura e negli affreschi, i cittadini di oggi tendono a dimenticare che un tale patrimonio culturale richieda protezione. Riconosco che la creatività derivi anche dalla fusione di stili contrastanti, ma penso che investire di più nel passato preserverebbe meglio il futuro di Roma, e anche il nostro.


 

5. Come la miglioreresti?

Claudia Cedric ha scattato questa foto all’interno di Villa Borghese. Proteggere il patrimonio culturale può voler dire anche stimolare il nuovo, e talvolta la soluzione non è quella di ristrutturare tutto com’era in origine. Ho messo sul muro di sfondo un’illustrazione di MP5, tra le migliori illustratrici italiane. L’ho fatto perché sì, Roma è bella, ma spesso troppo polverosa per essere definita una capitale europea contemporanea.

 

 

Cedric È facile entrare in risonanza con un ambiente puramente minerale ma quando, in un approccio olistico, l’armonia e l’integrazione nello spazio attuale non hanno fatto parte della modernizzazione della città, la risposta deve essere biologica. Piante rampicanti, erba verde… ma già liberare le facciate degli edifici dai tentacolari cavi elettrici sarebbe una risposta veloce ed efficace alla monotonia del cemento. Il passo successivo sarà la naturale riappropriazione, da parte degli uomini, delle aree verdi, nel tentativo di rendere la città viva in tutti i significati del termine.

 

 

Claudia Pajewski (L’Aquila, 1979), residente. Fotografa freelance, giornalista pubblicista. Laureata in Psicologia, nel 2007 realizza un photo-film sulla nascita delle controculture queer nella capitale, con cui entra nella selezione di diversi festival internazionali tra cui il Gender Bender di Bologna e il Tekfestival di Roma. Dal 2008 collabora con il mensile «la Repubblica XL» (Gruppo Editoriale L’Espresso), e «Drome Magazine», periodico di arte contemporanea. Ha pubblicato su varie altre testate nazionali ed estere tra cui «Carta», «D la Repubblica», «Blow Up», «Ling Mag», «Drum», «Repubblica.it», «New Musical Express». Nel 2011 riceve dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo il primo premio “Polidoro”. Nel 2012 realizza un progetto sulla compagnia di teatro Ricci/Forte, con cui ottiene il primo premio “Hystrio” per la fotografia di scena. Vive a Roma e lavora nell’ambito del fotogiornalismo e per agenzie di comunicazione.

Cedric Lefebvre, turista. Attraverso la fotografia, Cedric Lefebvre cerca di stabilire un legame tra la psicologia e le idee contemporanee. I suoi lavori vivono di forti contrasti, annullano le divergenze, cancellano i confini e flirtano con la realtà nello sforzo di ricordare al pubblico che le differenze spesso sono soltanto illusioni. Per quanto alla base del suo lavoro vi sia l’architettura, la sua attuale ricerca si concentra su un personale dialogo con una serie di ritratti. Utilizzando una macchina fotografica all’interno di ambientazioni molto particolari, riesce a catturare quelle sfuggenti emozioni che alla fine formano la tela della sua riflessione. Cedric Lefebvre è nato a Bruxelles, dove vive e lavora.

[trad. Giuseppe]

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1 Comments
  1. 6-4-2013

    è roma sorniona magica discola avvolgente

    Rispondi genny

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