Come si potrebbe definire un “Interno”, se ce ne fosse bisogno?
Forse è un progetto psicogeografico che prova a re-immaginare uno spazio in un qui e ora denso di istanze, senza per questo disperdere la storia che contiene.
Forse è anche un tentativo di decostruire il concetto di proprietà privata, concedendosi il lusso di una intimità domestica allargata, scelta e condivisa.
Forse è anche strappare l’espressione creativa alle grinfie dei piccoli e grandi sistemi di potere, delle logiche commerciali, smettendo di credere che sia impossibile.
Il principio è semplice: occupare temporaneamente case. Case da riabitare, case in via di ristrutturazione, case rimaste vuote, ma in fondo piene, eccetera.
E portarvi dentro – in tempi e modi non determinati – fotografie, installazioni, musiche, scritture, disegni, cibo, vino, pensieri, desideri e tutto ciò che viene in mente a chiunque abbia voglia di interpretare lo spazio. Si tratta anche di riportare alla luce ciò che si nasconde all’interno, rovistare nelle soffitte, riscoprire oggetti, utensili, scorci, testimonianze della vita passata del luogo.
Dal momento in cui inizia c’è chi semplicemente “entra” e si abbandona al flusso. (Le possibilità sono infinite.)
E ogni volta questo flusso si aggiunge o si sottrae a una definizione.
______________________________
Alessandro Ciccarelli | Sito
…questa cosa crea una sinergia forte, ce ne siamo accorti subito a conclusione della prima volta, ed eravamo solo io, francesco e giusi nella casa temporaneamente inabitata di francesca e dario. Dicembre 2011, era “due stanze”. Il meccanismo funziona, te ne accorgi quando parlare non serve, diventa superfluo, dunque ridotto al minimo. L’intesa poggia su altri presupposti.
Ovvio provare a rifarlo… Accade questa volta sotto la neve insolita e un interno 17, l’intesa si allarga, marco, daniele, andres. Consapevolezza, c’è e ce ne accorgiamo domenica sera, seduti per terra stanchi e omaggiati di gigli.

Con il caldo s’approda a casa di alessandra, interno 15 tra vicini sospettosi. È domenica e michele osserva le cose, parla di riduzionismo, non vede… Nuovi arrivi all’interno e nell’intesa c’è anche lili: chiusi gli occhi – miei – per incontrarci nel magma sonoro primordiale di chitarre, voci e tromba. Alla fine con ubriachezze di vino e poesia lasciamo la casa: pareti vuote e le parole di pavese sul muro.
Adesso è stato interno b4, molti incontri, insoliti e sorprendenti…
______________________________
Paolo Cardinali | Sito
Prima che arrivasse la gente, con il caldo, e quell’atmosfera rilassata, l’ingresso nella stanza di “Album di Famiglia” sembrava portarti dentro un hamman. Con le mattonelle verdi che esplodevano la luce dappertutto. O forse era un’allucinazione.
______________________________
Francesco Viscuso | Blog – Flickr
______________________________
Sara Martini | Blog
Interno b4, come gli altri interni che ho vissuto, ti rimangono dentro per un po’, anche dopo che ne sei “uscita”. Per certi versi è come se non ne uscissi mai davvero, credo dipenda dalla natura degli interni stessi, che si sostanzia di un dentro e un fuori: di chi ci entra e li fa suoi per un momento in cui lo spazio diventa liberato dalle costrizioni del suo uso comune e di chi ci transita, amando o meno quello che esiste in un tempo e uno spazio specifici.
Rotolo di frittata::Ingredienti per 8 persone::8 uova (free range if possible!)Pomodori rossi (7 grandi da sugo)Provola affumicata 70grBurro (una noce)Sale q.b.Latte a piacereOrigano::Scaldate il forno a 170 gradi e metteteci una teglia quadrata o rettangolare dai bordi alti 3,4 cm con dentro una noce di burro. (Fate attenzione che il burro si sciolga ma non si bruci, ci mette pochissimo a diventare marrone!)Nel frattempo avrete già grattugiato la provola, provate il taglio julienne della grattugia, fate prima!Sbattete le uova in una ciotola con il sale e un goccio di latte.Versate le uova nella teglia e lasciate cuocere per 10-12 minuti, aprite ogni tanto il forno per capire come va la cottura.Intanto tagliate i pomodori a pezzetti e conditeli con olio sale e origano.Una volta cotta la frittata, tiratela fuori dalla teglia (usate un mestolo piatto di legno per staccare i bordi della frittata!) e appoggiatela su una superficie piana per poterla lavorare.Metteteci sopra i pomodorini e le scaglie di provola e poi arrotolate il tutto comprimendo delicatamente il rotolo in modo che il composto al suo interno non fuoriesca dai bordi.Mettete il rotolo in forno, io lo decorerei con ulteriori pomodorini a pezzi e scaglie di provola adagiati sul dorso del rotolo, e lasciate che si sciolga la provola.Tirate fuori dal forno e una volta che si è freddato, tagliate e servite!
______________________________
Daniele Pinti | Sito
caldo.
notte.
stanze senza porte, senza muri.
voci amiche ma sconosciute, musiche strambe per la danza di uno sciamano sul tetto.
interno.
intenso.
interiore.
______________________________
Vanessa Cicchinelli | Blog – Flickr
Ci sono Luoghi che non sai proprio dimenticare. Luoghi dove ci si affolla. Luoghi dove tutto quello che poteva accadere è accaduto e non restava altra cosa da fare che scriverne.
______________________________
Marco Soellner | Sito – Flickr
______________________________
Francesca de Cesare | Blog

______________________________
[Info]
In principio fu DueStanze
Seguono a ruota Interno 17 | Interno 15 | Interno b4
Per segnalare case vuote (a Roma o?) e ospitare un “Interno” – a vostro rischio e pericolo – scrivete a info@archiviocaltari.it, rigireremo la proposta.
La serie degli Interni è, tra le altre cose, anche una gemmazione del Festival OcchiRossi








