via: WebUrbanist
Molti architetti hanno immaginato progetti visionari di centri urbani, ma pochi li hanno visti realizzarsi in un ambiente reale. Mentre parecchi di questi progetti inedificati sono tecnicamente attuabili, altri sono fantasiosi, strambi o assolutamente bizzarri. Queste 12 idee di progetti urbani per il futuro, dalle comunità egalitarie perfettamente simmetriche a egocentriche richieste di un dittatore squilibrato, non sono state mai realizzate – e in molti casi è stato meglio così.
Metropolis
Prima che il suo nome venisse inestricabilmente legato ai rasoi di sicurezza, King Camp Gillette ebbe un’utopica visione del futuro intorno a una città multilivello alimentata da una cascata, che lui chiamò “Metropolis”. Tutti gli abitanti di questa città immaginaria avrebbero vissuto, mangiato, lavorato e si sarebbero divertiti in edifici perfettamente circolari, accuratamente divisi nella loro multifunzionalità e avrebbero avuto accesso agli stessi servizi, giardini pensili inclusi. Come tante altre idee di Gillette, il progetto si arenò, ma è decisamente simile a molte moderne proposte per centri urbani del 21 secolo.
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Broadacre City
Come la Metropolis di Gillette, Broadacre City (lett. Città Vasto Acro) era stata pensata per essere un’utopia urbana. Quando il rinomato Frank Lloyd Wright immaginò la perfetta società del domani, non vide efficienti e compatti grattacieli, ma una schiera di fattorie autosufficienti. Concepita originariamente nel 1932, Broadacre City dava ad ogni proprietario una casa unifamiliare autocostruita posta su un intero acro di terreno ricco di giardini. Aggiungendo svariate auto per famiglia sarebbe quasi stata l’accurata predizione delle future periferie, non fosse per l’aeroplano in ogni giardino.
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Atomurbia
Se negli Stati Uniti dare ad ogni individuo e ad ogni famiglia un acro di terra sembra impossibile, immaginate come sarebbe stato se “Atomurbia” fosse stata realizzata. Questo progetto, pubblicato in un numero di Life del 1947, descriveva come difendere gli Stati Uniti dalla bomba atomica, cioè disseminare la popolazione per l’intero paese in una griglia geometrica e ricollocare tutta l’industria in strutture sotterranee in modo tale che ogni singola bomba provocasse meno danni possibile. Con la valuta attuale l’intero piano avrebbe avuto un costo di soli cinquemila miliardi di dollari, e gli autori – scienziati atomici di Chicago – pensavano si sarebbe potuta realizzare in una decina d’anni.
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Hotel Attraction
Ancora oggi l’architettura di Antoni Gaudì con le sue curve fluide, le sue superfici riflettenti e le sue forme organiche caratterizza Barcellona, ma nel compassato paesaggio urbano di Manhattan sarebbe stata un’eccentricità. Forse era quello che aveva in mente per “Hotel Attraction”, commissionato nel 1908 e conosciuto anche come Grand Hotel. La forma circolare a mo’ di navicella spaziale avrebbe dovuto ergersi nello stesso punto dove sarebbero state costruite le Torri Gemelle del World Trade Center, ma l’idea fu infine abbandonata. Recentemente l’irrealizzato progetto di Gaudì è stato preso in considerazione per il memoriale di Ground Zero dopo l’attacco dell’11 settembre.
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Welthauptstadt
Sappiamo tutti che Adolf Hitler aveva molti piani ambiziosi che (fortunatamente) non si realizzarono mai – ma pochi sono a conoscenza di “Welthauptstadt” (Capitale del Mondo, in tedesco), il progetto del Führer per una nuova Berlino da costruire dopo l’attesa vittoria nella II Guerra Mondiale. Prendendo elementi da altri imperi in giro per il mondo, Hitler immaginò un vasto “Viale della Vittoria” verso il centro così come anche un proprio “Arco di Trionfo”. Nel 1938 fu costruita una struttura di prova per stabilire se il terreno paludoso di Berlino avrebbe potuto sostenere un’architettura Romanica così pesante fino a oggi. Il verdetto fu negativo.
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Palazzo dei Soviet
Se solo i nazisti non avessero invaso la Russia nel 1941, ponendo fine alla sua edificazione, il palazzo dei Soviet avrebbe dovuto essere l’edificio più alto del mondo, 100 metri d’altezza e una radiosa falce e martello come monumento a Lenin al posto della demolita Cattedrale di Cristo Salvatore. La sua struttura d’acciaio è stata smembrata e usata per fortificazioni e ponti, e nelle sue fondamenta costruirono la più grande piscina aperta del mondo prima che nel 1995 fu riempita per ricostruirvi sopra la Cattedrale.
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Ville Contemporaine
L’architetto noto come Le Corbusier fu una figura essenziale per lo sviluppo di quella che conosciamo come architettura moderna, molti suoi progetti urbani teorici avevano come obiettivo il miglioramento della vita degli abitanti delle città affollate. Non contento del caos delle grandi città, Le Corbusier disegnò “Ville Contemporaine” come una casa ordinata per tre milioni di persone dove l’abitare, l’industria e lo svago avrebbero dovuto occupare aree distinte, connesse da strade che incentivavano l’uso di veicoli personali per il trasporto.
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Triton City
Se non fosse per l’estetica anni 60, la Triton City di Buckmister Fuller potrebbe facilmente figurare nei contemporanei progetti di ecocittà galleggianti. Quando immaginò questa metropoli tetragonale per la baia di Tokyo, una seasted per più di 6000 residenti, il futurologo, architetto e inventore era come sempre un passo avanti rispetto al suo tempo. Fuller scrisse della possibilità di desalinizzare e rimettere in circolo l’acqua marina “in molti modi utili e non inquinanti” e di usare materiali da edifici in disuso sulla terraferma, idee non molto diffuse all’epoca.
New York, la città dei grattacieli
Nel 1925 molti dei grattacieli di New York erano già presenti, ma i futurologi dell’epoca non solo ne immaginarono molti di più ma anche una sorta di civiltà aerea completa di piattaforme ferroviarie sopraelevate e forse un certo numero di aeromobili che volano tutti insieme.
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L’aeroporto dei sogni di New York
Per gestire tutti gli aeroplani di questa cartolina del 1925 a New York sarebbe servito un monumentale aeroporto, e quale posto migliore del centro di Manhattan? Quest’idea per “L’aeroporto dei sogni di New York” includeva una pista di decollo spaventosamente grande (alcuni pensano orribile). Visti tutti gli ottimi immobili che questo orrore avrebbe divorato, sembra però che sarebbe stato in grado solo di gestire una manciata di aeroplani alla volta senza margine d’errore, spedendo gli altri dritti dentro Central Park o nell’East River.
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Slumless, Smokeless Cities
Come costruireste una città talmente egalitaria dove gli slum sono stati eliminati del tutto e dove nessuno respirara aria inquinata? Sir Ebenezer Howard, il padre del movimento delle città giardino, credeva che un piano urbanistico con sei città giardino satelliti connesse con dei canali a una città centrale densamente popolata avrebbe funzionato. Premurosamente, il progetto includeva spazi appositamente disegnati per Fattorie epilettiche, Case per i trovatelli, Case per gli inebriati e manicomi.
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Boozetown
“Immaginate un resort totalmente incentrato sulla cultura dell’alcol. Un paradiso dei beoni costruito espressamente per bere facilmente e per il benessere che ne consegue. Dove bar, locali e negozi di liquori non chiudono mai”. La Boozetown (lett. Città della sbronza) di Mel Johnson era un proposta del tutto sincera, con strade chiamate Gin Lane e Bourbon Boulevard. Sarebbe partita come un resort nel centro degli Stati Uniti e si sarebbe eventualmente espansa in una vera e propria città riservata agli adulti con quartieri e abitazioni permanenti. Dopo anni d’ossessione per trovare i finanziamenti, Johnson rinunciò al suo sognò e morì in un manicomio nel 1962.


















