27
mag
2011
via The Retronaut
Queste fotografie di Dubai le ha fatte Martin Becka. Ha usato una macchina fotografica del 1857 e le ha stampate con la tecnica della carta cerata inventata da Gustave Le Gray.
“Nelle mie fotografie, le città vengono trasformate in qualcosa di immaginario, quasi archeologico. Ho rimosso tutti i disturbi contemporanei – la furia dell’inquinamento acustico. Ho instillato calma negli scenari e lasciato spazio alla poesia – la poesia dei viali, così com’erano. La costruzione delle foto assume la bellezza e l’aspetto dei monumenti antichi. Per me è stato un allontanarsi dagli incubi apocalittici di Metropolis.”
3 Comments
























Grazie. http://calogeromiraviaggi.wordpress.com
Le foto sono bellissime.
Le sensazioni che evocano sono però opposte a quel che scrive l’autore: “Per me è stato un allontanarsi dagli incubi apocalittici di Metropolis“.
Anche perché, nonostante l’abbondanza di poesia, l’unico “disturbo contemporaneo” che pare davvero assente in queste foto è l’umanità.
e come se mettesse a nudo il vuoto, sebbene creativo, evidenziando ed isolando gli elementi strutturali moderni della grande metropoli, all’interno del quale l’elemento umano non può che rimanerne completamente avulso