
In un piccolo e lontano paese della Repubblica autonoma di Udmurtia, la fotografa Lucia Ganieva ha scoperto una meravigliosa anomalia nella decorazione casalinga – negli interni di quasi ogni casa nel villaggio sono presenti murales fotografici di scene “esotiche”, che simbolizzano i luoghi distanti che gli abitanti non potranno mai visitare se non nei loro sogni.
Il risultato, dal punto di vista di un esterno, è un’accozzaglia visiva. I murales fotografici sono spesso accostati agli altrettanto discordanti colori, pattern e trame delle coperte da divano e delle altre decorazioni casalinghe.
Gli udmurti sono legati intensamente alla natura, che gioca un ruolo importante nelle loro vite di tutti i giorni. I murales fotografici spesso ritraggono panorami spettacolari di terre straniere. Fanno tesoro dei rotoli di carta da parati che sono troppo grandi per essere incollati ai muri, e sono molto orgogliosi di mostrare le loro collezioni ai visitatori.

Ganieva ci suggerisce il contesto:
Il villaggio nel quale ho portato avanti il mio progetto è situato in un area con molte colline e boschi, vicino a un fiume. Questi villaggi sono piccoli, solitamente composti di una singola strada principale lungo la quale vengono costruite le case. Accanto a queste case si trovano piccoli giardini con frutta e verdura e, spesso, anche del bestiame.
Le persone che vivono in quelle case sono famiglie nella media. Genitori con i loro figli e, come spesso accade in Russia, anche con i nonni. Molti dei giovani abitanti del villaggio lo abbandonano per andare a studiare in città, e la maggior parte di loro non fa mai ritorno. Ma alcuni di loro restano nei villaggi. Ho visto questi murales fotografici in quasi ogni casa del villaggio.
L’approccio di Lucia alla fotografia documentaristica è elevato dalla sua sensibilità alla belle arti. Su Lens Culture è già apparsa una serie di fotografie da lei scattate nell’ultima fabbrica di tessuti in funzione della città di Ivanovo, a circa 275 chilometri a nord-est di Mosca.
Fotografie di Lucia Ganieva
Testo di Jim Casper
Via Lens Culture



























Anche nelle nostre case, a volte, i sogni trovano spazio:-)