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02 set 2011

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Caltari

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Le (quasi) dieci regole di Antonio Moresco
Caltari 3 commenti Per Scrittori Anemici Regole di scrittura Rubriche Condividi

 

 

Metodo (per arrivare agli “Esordi”)

Conquistare un diverso rapporto con il tempo.
Continuare a farsi assalire dal romanzo. Girare sempre con pezzi di carta nelle tasche.
Tesserlo pensando ad altre cose, come in sogno.
Non farsi prendere dall’ansia. Se hai paura di non avere tempo sufficiente, rallenta ancora di più. Meno ci pensi e più il lavoro progredisce. Meno ti immergi e più vedi nel profondo. Solo una mente riposata può portare grandi pesi, in leggerezza. Non fare caso ai damerini, ai fogli di giornale. Non farti bloccare. Per andare avanti bisogna rompere per forza, tradire i fratelli e i maestri.
Le tue forze mentali sono scarse, ti prendono amnesie, tic e fissazioni. Ti è impossibile concentrarti, per questo devi lavorare su reticoli di appunti, riscrivendoli all’infinito e connettendoli. Devi avanzare cancellando. La tua testa è piena di fischi e di rumori, la gola è sempre serrata per l’angoscia. Eppure quando hai imparato a lavorarci assieme, la decima parte del più labile dei cervelli è sufficiente alla più grande delle imprese.
E se l’arte non ha più nessun futuro in questo mondo… ecco il momento ideale per dedicarsi a essa!
Lavorare in silenzio, nel silenzio.

Antonio Moresco, da Lettere a nessuno, Einaudi 2008, pagine 55-56

[Le altre regole di scrittura]

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Tags: 10 regole, antonio moresco, lettere a nessuno, regole di scrittura
Caltari 3 commenti Per Scrittori Anemici Regole di scrittura Rubriche Condividi
3 Comments
  1. 3-9-2011

    Fantastico

    Rispondi eletta senso
  2. 20-9-2011

    s

    Rispondi Anna Laura Morello
    • 20-9-2011

      Mi trovo più d’accordo con i consigli di Moresco piuttosto che con i consigli degli altri “consiglieri” della scrittura (in buona parte scrittori anch’essi se non tutti). A mio modesto parere non esiste una regola Aurea della scrittura e men che mai dei dogmi, obblighi quasi, che ci indichino la via dello scrivere. Io credo che ognuno debba trovarla da solo, con il bagaglio di esperienze che si ritrova, e perchè no, anche con le sue idiosincrasie e nevrosi, perchè la scrittura è verità, è principalmente essere onesti con sè stessi: quando si comincia a mentire la scrittura precipita e diventa falsa, rigida, innaturale. I personaggi sono tagliati con l’accetta non per una ragione stilisticae concettuale ma per paura di andare a fondo e di rimettersi in discussione. Dissertazione/fustigazione a parte, sappiate che questi errori li ho fatti in passato e li faccio ancora, la differenza è che ora ne sono più consapevole. Sono d’accordo con Antonio Moresco quando parla dei foglietti vari ed eventuali che devono essere a portata di mano nel caso sgorghi un’idea come da una sorgente sotterranea. Più importante ancora, i foglietti sono un reticolo, una rete, una struttura che si riesce a definire anche nei momenti più difficili, quando la mente svapora e non si trova l’ispirazione. “Solo una mente riposata può portare grandi pesi”. Vero. “Avanzare cancellando”. Bellissimo.

      Rispondi Anna Laura Morello

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