20
giu
2011

Storie e poesie aiutano a pensare e a sognare. I libri fanno venir voglia di fare domande.
da “Io credo agli unicorni”
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1. Il prerequisito per me è mantenere pieno il pozzo delle mie idee. Ciò significa vivere una vita quanto più possibile piena e varia e tenere fuori le antenne tutto il tempo.
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2. Ted Hughes mi diede questo consiglio che funziona meravigliosamente: registrare momenti, impressioni fugaci, dialoghi sentiti per caso, le mie tristezze, i miei stupori e le mie gioie.
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3. L’idea per una storia è per me una confluenza di eventi reali, per esempio storici, o miei ricordi, per creare un’eccitante fusione.
4. Ciò che conta è il tempo di gestazione.
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5. Una volta che lo scheletro della storia è pronto inizio a parlarne, soprattutto a Clare, mia moglie, per sentire il suo parere.
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6. Quando mi siedo, di fronte alla pagina bianca, non vedo l’ora di iniziare. Racconto la storia come se stessi parlando al mio migliore amico o a uno dei miei nipoti.
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7. Una volta che un capitolo è appuntato in brutta - scrivo molto piccolo così non devo girare la pagina e affrontarne una nuova e vuota - Claire lo riscrive al computer, lo stampa, a volte aggiungendo i suoi commenti.
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8. Quando sono sprofondato in una storia, vivendola mentre la scrivo, non so sinceramente cosa accadrà. Cerco di non determinarla, di non fare Dio.
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9. Quando il libro è finito nella sua prima stesura, lo leggo ad alta voce a me stesso. Il modo in cui suona è molto importante.
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10. Anche con un editing sensibile - e sono stato molto fortunato in questo - all’inizio reagisco imbronciandomi, poi mi calmo, ci faccio pace, e un anno più tardi ho il libro tra le mie mani.
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[Le altre regole]
3 Comments

(oggi la Compagnia Caltari merita un tributo: http://youtu.be/Md7IhGYKncs)
Bellissimo post.
Il tempo della gestazione per me arriva prima del sonno: le antenne riversano all’interno immagini e sensazioni che maturano poi nei sogni.
“Il modo in cui suona è molto importante”
condivido