
Il miracolo non è Gesù che risorge.
Il miracolo siamo noi, noi che siamo ancora vivi.
Joyce Carol Oates
1 Non cercate di prevedere un “lettore ideale” – può darsi che ne esista uno, ma starà leggendo qualcun altro.
2 Non cercate di prevedere un “lettore ideale” – a meno che non si tratti di voi stessi, prima o poi, nel futuro.
3 Siate i vostri editor/critici. Empatici ma senza pietà!
4 A meno che non stiate scrivendo qualcosa molto di avanguardia – nodoso, insidioso e “oscuro” – siate consapevoli delle possibilità dei paragrafi.
5 A meno che non stiate scrivendo qualcosa di molto postmoderno – autoconsapevole, autoriflessivo e “provocatorio” – siate consapevoli della possibilità di utilizzare semplici parole d’uso comune al posto di “grandi” parole polisillabiche.
6 Ricordatevi di Oscar Wilde: “Un po’ di sincerità è pericolosa, e troppa è assolutamente mortale”.
7 Mantenetevi leggeri e speranzosi. Ma aspettatevi il peggio.
Vedi anche
le 10 regole di: Neil Galman
le 10 regole di: A.L. Kennedy
le 10 regole di: Zadie Smith
le 10 regole di: Jonathan Franzen
le 10 regole di: Jeanette Winterson
le 10 regole di: Margaret Atwood
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ehm, perché le dieci regole della oates sono solo sette?
pignolo! si vede che non aveva voglia
piuttosto, a quando le dieci regole di musso?
tutti pigri ‘sti scrittori.
quanto a musso: è una richiesta ufficiale?
non che gli editor…
è una richiesta ufficiale, sì, con tanto di testimoni.
editor? quali editor?
ti ringrazio per la richiesta ufficiale, che mi lunsinga. musso però non ha molto da insegnare. comunque ci penso.
testimoni? quali testimoni?
pensaci, e facci sapere. noi ci speriamo, intanto.
(i testimoni, tutti quelli che stanno leggendo, no?)
Se il contorno è serioso, diffido dei consigli e dei manuali di scrittura. Si sta pur parlando di arte (continuo romanticamente a vedere la scrittura come impulso creativo e artistico, non come opportunità commerciale) e l’arte, se vuol essere Arte, dev’essere originale e personale.
Detto questo, è chiaro che i consigli della Oates (un po’ palliduccia, a dir la verità, sarà il bianco e nero) sopra citati sono superficiali e divertenti, e quindi ben accetti. Inoltre gli occhiali hanno una bella linea, mi piacciono, anche se il tappetino è sporco.