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08 Apr 2010

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I segreti nascosti sotto l’asfalto di Teheran
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di Ehsan Mehrbakhsh

«Ma in Iran le donne possono andare al ristorante?», questa domanda me l’ha fatta un professore di nazionalità inglese dell’università Lumsa a San Pietro. Non ho potuto rispondere subito. Mi è venuta in mente la mia migliore amica in Iran, Elham Dusthaghighi, regista di cartoni animati 2d, vincitrice del primo premio del festival della tv iraniana. Poi mi è venuto in mente un flash, l’immagine di mia cugina che nel suo gruppo di amici, era l’unica ad avere la patente e una vecchia jeep mostruosa che poteva guidare solo lei. Ci passava a prendere ogni venerdì mattina prestissimo (venerdì in Iran è giorno festivo) per andare sulle montagne a nord di Teheran… dunque, sono rimasto per un po’ in silenzio, e poi gli ho detto: «Sì. Ci possono andare!».

A Teheran per quattro anni ho frequentato un atelier underground di arte moderna, tenuto da un professore che insegnava anche all’università. Era un posto meraviglioso, praticamente sotto terra! Eravamo una ventina di ragazzi (di cui la maggior parte donne), studiavamo disegno accademico e diverse tecniche di pittura, vedevamo dei film (senza censura!). A volte facevamo delle performance teatrali create da noi che duravano pochi minuti. Si discuteva liberamente di filosofia e politica e… e tutto questo di nascosto, altrimenti era un rischio, almeno per il professore. Noi ragazzi disegnavamo segretamente donne nude, che non possono essere esposte in Iran per via della censura. Erano tanti i garage, magazzini e cantieri sotterranei in cui ragazzi heavy metal, punk rock, e indie suonavano e registravano dei dischi sapendo che non avrebbero mai potuto pubblicarli legalmente.

Dico subito una cosa prima che la dimentico! Nel trailer Italiano del film I gatti persiani di Bahman Ghobadi che esce fra poco nelle sale italiane si dice che in Iran la musica è proibita. In Iran non sono proibiti né la musica, né i concerti, purché rispettino il codice del regime islamico, che è una cosa assurda!

Da tanto tempo avevo in mente un progetto per una mostra multimediale sull’arte underground iraniana per mostrare un lato completamente sconosciuto dell’Iran, ovvero le produzioni artistiche dei giovani nati dopo rivoluzione del ’79. Queste opere sono spesso un po’ nere, ribelli o ironiche, sono frutto della vita particolare che abbiamo passato nella Teheran moderna. Cosi è nato il progetto dell’evento multimediale: “Iran sguardi sotterranei”, realizzato insieme al circuito Biblioteche di Roma (grazie a Gabriella Sanna e Leila Djalali) in due serate alla biblioteca Vaccheria Nardi e alla Biblioteca Rispoli, a Roma il 24 e 27 marzo. Ho cercato di far vedere una piccola parte di quel mondo. Tre opere sono arrivate attraverso internet da Teheran. Hanno partecipato anche alcuni giovani artisti che stanno in un gruppo di studenti iraniani residenti a Roma. Video, animazione, pittura, letteratura e presentazione di alcuni gruppi musicali underground.

La Persia che si conosce qui, a parte il gatto è: tappeto, moschea, e il the. Ora voglio farvi vedere l’altro lato: l’asfalto, i grattacieli, e le lattine di black vodka acquistate nel mercato nero.

Avevo invitato anche quel professore della Lumsa! Ma purtroppo l’evento non gli interessava.

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Quadri di Ehsan Mehrbakhsh





Ehsan Mehrbakhsh vive a Roma dal 2006, ha partecipato come pittore e videomaker a diversi eventi culturali.

La serata “Iran sguardi sotterranei” ha visto i contributi di:

Pittura: Ehsan Mehrbakhsh

Scultura: Arash Sharifnejad, Solmaz Vilkiji

Video: Armin Milani, Ehsan Mehrbakhsh, Morteza Rokhsat Panah, Hamed Zabihi, Elham Doust Haghighi

Presentazione video musicali: Valerio Del Vasto, Ehsan Mehrbakhsh

Sottotitoli: Roberto Laghi, Ehsan Mehrbakhsh

Tecnici audio/video: Yuri Giordano, Moein Maddah

Testi: Roberto Laghi, Giulia Oliva

Special thanks to embrio.net www.embrio.net

I libri in lingua farsi sono stati donati dall’Associazione Alefba www.alefba.it


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