• Cos’è l’Archivio?
  • Chi è Caltari?
  • Collabora!
Archivio Caltari











  • Scritture
  • Psicogeografie
  • Memorie
  • Segni
  • Generi e relazioni
  • Tipografie
  • Letture
    • E-Book
    • Recensioni
    • Web-comic
  • Rubriche
    • Fotobiografie
    • FuoriFuoco
    • Regole di scrittura
    • Stanze degli scrittori
  • Indice
  • Gli ambi a sorpresa di Caltari
  • cookie privacy
27 Gen 2010

Autore

Abbonàti

Condividi

Articoli correlati

  • Fiordì
  • Interno b4 | Un reportage multimediale e multisensoriale
  • Due prospettive per una Capitale. Roma dagli occhi di Claudia Pajewski e Cedric Lefebvre
  • Musei anatomici 4: Roma, e oltre
  • L’annosa questione delle cingomme: alcune proposte
  • Cartoline a rilievo - seconda parte
  • Cartoline a rilievo - prima parte
  • Musei anatomici italiani 3 - Bologna
  • Un tour geopsichico di New Orleans
  • Dodici utopie urbane mai realizzate
  • Mappe #1
  • Dubai, rivisitata
  • Muri sognanti
  • Gabriele Basilico - Appunti di viaggio fra storie e città
  • Erbario Urbano e Tristissimi Giardini
  • [E-book] Massimo Birindelli - Roma italiana. Come fare una capitale e disfare una città
  • Tutto in ordine - La tassonomia urbana di Armelle Caron
  • Le città fantasma - prima parte
  • Cartoline da un’altra dimensione
  • The Lost Tribe of New York City
Rompere il pianeta
Abbonàti 1 commento Psicogeografie Condividi

Mettendo insieme l’impiego di nuovi algoritmi e un interesse alla Buckmister Fuller per il modo più efficiente di mappare una sfera in due dimensioni, le mappe mostrano modi alternativi di rappresentare la superficie della terra.


“Realizzare mappe accurate del mondo è difficile”, sottolinea il New Scientist, “poiché è mateticamente impossibile appiattire la superficie di una sfera senza distorcerla o schiacciarla. La nuova tecnica sviluppata da Jack van Wijk, matematico alla University of Technology di Eindhoven (Paesi Bassi), usa algoritmi per ‘dispiegare’ e tagliare la superficie della Terra in modo da ridurre le distorsioni e mantenere al minimo l’effetto dispersivo del taglio nella mappa.”

Nell’abstract di van Wijk, pubblicato da The Cartographic Journal, leggiamo che queste “proiezioni miriaedriche”, come vengono chiamate, “sono una nuova categoria di metodo per mappare la terra”:

Il globo è proiettato su un miriaedro, un poliedro con un gran numero di facce. Successivamente, questo poliedro viene tagliato e aperto. Le mappe che risultano hanno molte interruzioni, ma sono (abbastanza) conformi al territorio e conservano le aree. È stato presentato un approccio generale per decidere dove tagliare il globo, seguito da tre diversi tipi di soluzione: l’uso di maglie basate sul reticolato standard, l’uso di poliedri suddivisi ricorsivamente e maglie derivate dalla geografia della terra.

Sarebbe fantastico vedere l’effetto di questa tecnica su scala molto più piccola – se per esempio fai uno di questi tagli su una zona popolata come Londra – e vedere come le parti del frattale della città finiscono su lati opposti del pianeta e le strade della città si aprono in fenditure algoritmiche.

Fonte: BLDGBLOG

Trad: ctonio

Rev: Sim

Abbonàti Un commento Psicogeografie Condividi
0 Comments

Cancella risposta
Che ne pensi?

Archivio Caltari – 09-14 | Alcuni diritti timidi e riservati, altri no | Testata probabilistica aggiornata con frequenza randomica | Frailespatique modificato da Sim Dawdler a.k.a. Simone Petralia

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.Accept Read More