

“Realizzare mappe accurate del mondo è difficile”, sottolinea il New Scientist, “poiché è mateticamente impossibile appiattire la superficie di una sfera senza distorcerla o schiacciarla. La nuova tecnica sviluppata da Jack van Wijk, matematico alla University of Technology di Eindhoven (Paesi Bassi), usa algoritmi per ‘dispiegare’ e tagliare la superficie della Terra in modo da ridurre le distorsioni e mantenere al minimo l’effetto dispersivo del taglio nella mappa.”

Nell’abstract di van Wijk, pubblicato da The Cartographic Journal, leggiamo che queste “proiezioni miriaedriche”, come vengono chiamate, “sono una nuova categoria di metodo per mappare la terra”:
Il globo è proiettato su un miriaedro, un poliedro con un gran numero di facce. Successivamente, questo poliedro viene tagliato e aperto. Le mappe che risultano hanno molte interruzioni, ma sono (abbastanza) conformi al territorio e conservano le aree. È stato presentato un approccio generale per decidere dove tagliare il globo, seguito da tre diversi tipi di soluzione: l’uso di maglie basate sul reticolato standard, l’uso di poliedri suddivisi ricorsivamente e maglie derivate dalla geografia della terra.
Sarebbe fantastico vedere l’effetto di questa tecnica su scala molto più piccola – se per esempio fai uno di questi tagli su una zona popolata come Londra – e vedere come le parti del frattale della città finiscono su lati opposti del pianeta e le strade della città si aprono in fenditure algoritmiche.
Fonte: BLDGBLOG
Trad: ctonio
Rev: Sim

