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26 Mar 2012

Autore

alessandro

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[FuoriFuoco] Intervista a Chin-Pao Chen
alessandro 2 commenti FuoriFuoco Condividi

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Chin-Pao Chen - Circumgyration ©

Chin-Pao Chen è un fotografo di quarantaquattro anni che vive e lavora a Taipei, Taiwan. Lavora a tempo pieno come insegnante di arti e mestieri in una scuola elementare. Ha frequentato la facoltà di fine-art presso la Taipei National University of the Arts e inoltre si è diplomato in fine-art alla School of Visual Arts di New York nel 1999.
Ha lavorato a diversi progetti negli ultimi quindici anni, tra gli altri Moment of Beauty, Cirumgyration, Heaven on Earth e il più recente Ordinary Household. Il suo lavoro è focalizzato sulle persone, la loro vita e l’ambiente circostante.

 

Lavori come insegnante d’arte con i bambini. Penso che questa sia una bella opportunità per essere in contatto con persone che si relazionano con un mezzo espressivo senza sovrastrutture culturali. Cosa hai imparato da questa esperienza?

Gli artisti devono affrontare continuamente l’eterna domanda, che lascia di fronte a sé risposte libere e aperte: che cos’è l’arte?
Il lavoro dei miei alunni mi porta continuamente a ridefinire una mia possibile risposta.
Come insegnante cerco di mettere in relazione i bambini con il processo creativo: l’articolazione delle idee, la conoscenza di linguaggi diversi e alla fine la realizzazione di un lavoro.
I miei alunni hanno per lo più undici anni e insieme costruiamo macchine fotografiche con foro stenopeico, poi utilizzate in fase di scatto. Insieme arriviamo alla finalizzazione dell’immagine fotografica.

lavoro degli studenti

Che tipo di foto realizzano? A volte le foto stenopeiche sono abbastanza distanti dalla rappresentazione della realtà, qualcosa che chi inizia a relazionarsi con la fotografia forse potrebbe aspettarsi…

In qualche modo è vero che le foto stenopeiche sono meno “realistiche”. Bisogna comunque dire che la realtà sarebbe comunque alterata anche dall’utilizzo di pellicole a colori o in bianco e nero, lunghezze di focale diverse o macchine fotografiche differenti. Non bisogna mai dimenticare che la fotografia è rappresentazione della realtà, non la realtà stessa!

© Chin-Pao Chen

Il lavoro Lao Song Project segue il percorso di quello che tu definisci “falso ricordo”. Cosa intendi con questo concetto?

Ultimamente ho pensato che il significante “pseudo” possa essere più adatto rispetto a “falso”. In ogni modo il ricordo è per me qualcosa di illusorio, nel senso che è impossibile catturare e imprigionare nel ricordo qualcosa di tangibile.
Le foto che fanno parte di Circumgyration sono le incarnazioni di qualcosa di impalpabile. Quello che in realtà mi interessa fare è trasformare quello che la mente umana cela in qualcosa di visibile e concreto, sebbene sia consapevole che la fotografia non potrà mai essere qualcosa di paragonabile al ricordo.

© Chin-Pao Chen

Possiamo trovare una sorta di senso di nostalgia della tua infanzia attraverso l’azione di ricreare dei set con i bambini? È una sorta di diario intimo d’infanzia scritto oggi attraverso i tuoi ricordi?

Sicuramente ha senso associare Cirumgyration a qualcosa di nostalgico. Ma la mia idea parte da questo per poi allargarsi: cerco di relazionarmi al ricordo come soggetto vero e proprio e anche con la sua rappresentazione, tanto è vero che i ricordi possono essere falsati a livello inconscio. Inoltre voglio capire cosa è cambiato nella vita scolastica negli ultimi trent’anni qui a Taiwan. Ci tengo comunque a precisare che ogni foto non nasce da un mio ricordo personale, ma da quello dello studente o dei suoi genitori. Attraverso questo tipo di lavoro e collezionando questo tipo di materiale è possibile arrivare a una sorta di memoria collettiva.

© Chin-Pao Chen
© Chin-Pao Chen

Heaven on Earth è un progetto che porti avanti dal 2001. Come sono cambiate le città e il paesaggio negli ultimi dieci anni a Taiwan?

Le persone che abitano un territorio, per un lasso di tempo più o meno lungo, creano per forza di cose un’alterazione del paesaggio. L’ambiente naturale qui a Taiwan però è stato abusato in quanto subordinato agli interessi economici, anche se ci sono ancora differenze tra le città e le aree rurali. Negli ultimi dieci anni il paesaggio rurale non è cambiato così tanto come le città e le periferie. In ogni modo la mia indagine ha un tratto più sociale e archeologico. Attraverso le mie foto e il mio punto di vista, la relazione fra case, tombe e santuari, vorrei rappresentare il posto nel quale vivo e condividerlo con persone, dei e fantasmi! È un modo per esplorare la relazione tra vita e morte attraverso la metafora della dimora.

© Chin-Pao Chen

© Chin-Pao Chen

© Chin-Pao Chen

Betel Nuts Girl sembra evidenziare da diversi lati alcuni aspetti della tua ricerca: le categorie passato e presente, qui declinate in tradizione e modernità, e la loro interazione. Puoi dirmi qualcosa in più di questo progetto?

Questo lavoro ha un significato particolare per me. Ci ho lavorato sette anni e man mano ho esplorato stili differenti. Mi sembra sia il mio punto di arrivo sul modo di intendere e pensare la fotografia.
In poche parole è un progetto documentario realizzato attraverso dei ritratti. L’oggetto sono le ragazze stesse piuttosto che il loro lavoro o la loro condizione di vita. Possiamo dire che questo lavoro descrive un gruppo specifico di lavoratrici a Taiwan in un mio modo soggettivo di rappresentarlo.

Mi suggerisci un fotografo nuovo, non famoso, che hai scoperto di recente e che ti ha colpito?

Umm, è difficile definire “non famoso”… Ho passato la mia luna di miele a Kyoto nel 2000. Un giorno in una libreria sono rimasto davvero colpito dal libro America/Promised Land del fotografo giapponese Aramasa Taku. Adoro l’atmosfera storica e le sue acute capacità descrittive.

© Chin-Pao Chen

© Chin-Pao Chen

alessandro 2 commenti FuoriFuoco Condividi
2 Comments
  1. 24-4-2012

    ma è morto ‘sto sito?

    Rispondi G. Patrucco
    • 24-4-2012

      è in pausa pranzo!

      Rispondi alessandro

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