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05 mag 2011

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Ctonio

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Il compagno Astapov e il medico di corte
Ctonio 4 commenti Gli Ambi Lettore Smargiasso Letture Recensioni Condividi

Ho letto Il compagno Astapov, di Ken Kalfus (Fandango) e Il medico di corte, di Per Olov Enquist (Feltrinelli) uno dopo l’altro, per caso. Non sapevo che ci avrei trovato tanti punti in comune. Sono entrambi ristampe di romanzi storici, più o meno recenti, rispettivamente 2003 e 1999, scritti da autori che non vengono dai luoghi dei romanzi e ambientati in due momenti storici molto diversi, prima e dopo la Rivoluzione Russa e durante la Rivoluzione Danese, che non è stata proprio una rivoluzione quanto una massiccia azione riformatrice, successivamente ritirata. I due libri parlano di capovolgimenti della Storia, di intrighi, facciate, utopie, razionalità e superstizioni.

Il compagno Astapov l’ha scritto un americano, Ken Kalfus. I commenti di D.F.W., J.F. e F.P. in quarta di copertina sono entusiasti, sembra il libro del secolo. La vicenda si svolge in Russia all’inizio del ventesimo secolo. Dal 1910 al 1924, dalla morte di Tolstoj a quella di Lenin. Ci sono il cinema e l’imbalsamazione, Gribšin e Vorob’ëv, che tentano di sconfiggere la morte, c’è un momento in cui la Storia sembrava avesse subito un’accelerata improvvisa che solo pochi potevano cogliere e gestire, e c’è anche la nascita della propaganda.

Dentro di sé Astapov dubitava dell’efficacia del cinema sonoro. Il silenzio era il mezzo più potente perché impegnava l’immaginazione con quel che non veniva detto e aggiungeva una presenza spettrale, più grande del vero, alle figure ritratte sullo schermo. La parola era troppo specifica. Individualizzava gli attori rendendoli più umani, quando ciò che serviva era la loro idealizzazione, l’enfatizzarne le qualità mitiche: operaio, contadino, soldato, plutocrate; padre, madre, figlio. [...] Persino nei paesi occidentali, dove la parola scritta aveva regnato per secoli, l’occhio borghese era sempre più investito da rappresentazioni visive scardinate dal linguaggio. […] Quella trasformazione del mondo civilizzato era avvenuta nel giro di un singolo istante storico. Malgrado il suo rifiuto di Bisanzio, l’Occidente stava creando un impero governato dall’immagine, una rete scintillante ed elettrica di immagini, significati inarticolati e associazioni travolgenti fra idee irrelate. Così bisognava fare: tenere le masse a digiuno di qualsiasi significato o esporle a una tale abbondanza di significati che la loro somma sarebbe risultata incomprensibile. Il cinema senza fili era imminente. Il cervello umano sarebbe stato continuamente massaggiato, investito e manipolato in modo che non avrebbe saputo completare un pensiero senza agganciarsi a qualche immagine creata proprio allo scopo di persuaderlo. La mente, esausta, avrebbe agognato l’assenza di ogni pensiero. Potere politico e guadagno commerciale ne sarebbero seguiti. [CA pp. 352 - 356]

Il compagno Astapov è l’ipotesi della nascita di una dittatura, che trova parte del suo inizio nella morte di Tolstoj, e continua nel cinema usato come mezzo per deformare la realtà, nella distruzione delle icone, nella censura di materiale cinematografico protofemminista, nell’uomo sovietico, in Stalin che fa imbalsamare Lenin quando questi è ancora vivo (questa era troppo bella per non spoilerare). Ipotesi, poiché per stessa ammissione dell’autore è quasi tutta invenzione letteraria. Il compagno Astapov è un libro sottile, che dichiara poco (il brano di cui sopra è un’eccezione), lascia emergere le proprie idee attraverso trama e personaggi. È anche un libro interessante, forse non molto appassionante, proprio per la sua chiarezza e limpidezza.

Il medico di corte, invece è stato scritto da uno svedese, Per Olov Enquist. Copenhagen, seconda metà del XVIII secolo. Cristiano VII sale al trono a 17 anni, ma ha qualche problema, è melanconico e schizofrenico, ed essere re, con una corte che è tutta etichetta e veleni, non fa che peggiorare la situazione. Viene posto al suo fianco viene un medico tedesco, Johann Friedrich Struensee, amico degli illuministi tedeschi. Poco alla volta Struensee riesce a ritagliarsi la fiducia del re, il ruolo di riformatore progressista, l’amore della regina e l’odio della corte e dell’intera nazione.

Il medico di corte è stata una bella scoperta. È scritto benissimo, leggermente distante ma totalmente partecipe dei disgraziati destini dei personaggi. Qui le prime pagine dell’edizione Iperborea. Il potere è una posizione designata, dalla rivoluzione, dagli eventi o da Dio, si serve e si contrappone alla religione. La luce, della ragione o del proiettore che sia, ad un certo punto deve fare i conti con le superstizioni. Il funzionario Astapov fa scoperchiare la tomba del santo per dimostrarne la corruttibilità delle carni e la nonsantità e i contadini vedono l’anima del santo, santissimo, volare via verso il cielo.

Il potere rivoluzionario e utopista crede veramente di operare nel nome del popolo, ma fallisce perché è accecato dalle proprie stesse idee, aiutato da sottotrame di palazzo e da un popolo che proprio non comprende i cambiamenti.

“Lui crede di essere l’uomo del popolo,” aveva detto Brandt con amarezza “e loro lo odiano. Con tutto quello che ha fatto per loro, loro lo odiano. Il popolo divora il suo benefattore. Eppure se lo merita. Ha voluto fare tutto in un una volta.” “L’impazienza dei buoni,” aveva replicato Rantzau, “è peggio della pazienza dei malvagi.” [MdC pag. 238]

Il compagno Astapov e Il medico di corte offrono ognuno una diversa prospettiva, storica e stilistica, del potere politico e del suo mantenimento, in fondo pessimista, ma mai accusatoria e si chiudono con i corpi morti di Struensee e di Lenin esposti agli spettatori, icone da odiare e da venerare.

Il compagno Astapov

Da leggere: se capita
Se ti piacciono: i film muti, la russia e la gente fissata
Quando: la sera, ogni tanto
Dove: a letto o sui mezzi pubblici, tanto è scritto grande
Caltarini: 4su6

Il medico di corte

Da leggere: assolutamente si
Se ti piacciono: le parrucche, gli intrighi di corte e i dubbi
Quando: sempre
Dove: ovunque
Caltarini: 6su6

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Tags: Cristiano VII, Il compagno Astapov, Il medico di corte, Johann Friedrich Struensee, Ken Kalfus, Lenin, Per Olov Enquist, Propaganda, Rivoluzione russa, Stalin
Ctonio 4 commenti Gli Ambi Lettore Smargiasso Letture Recensioni Condividi
2 Comments
  1. 5-5-2011

    grazie!

    Rispondi Lily Brik
    • 5-5-2011

      prego :)

      Rispondi ctonio

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