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06 mar 2012

Autore

Stefano Scalich

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INTRO: E-Book Confidential
Stefano Scalich 6 commenti Memorie Condividi

Immagine: via samplereality.com.

Domandona: “Che cos’è un libro”?

 

 


Un libro è Oggi Ieri
Un genere Così Colà
Un movimento Così Colà
Una mappa Così Colà
Un luogo Così Colà
Un nonluogo Così Colà
Una classifica Così Colà
Una classificazione Così Colà
Una playlist Così Colà
Una tracklist Così Colà
Un greatest hits Così Colà
Un consiglio Così Colà
Un culto Così Colà


 

 

Può darsi. Ma il libro è anche un gadget. E sappiamo tutti che è bastata una spruzzatina di hi-tech a trasformare quello stesso gadget in Elettronica di Consumo, settore dove regnano gare, tabelle e numeri, uno specialmente:

  • Il prequel del prezzo (quello che paga il produttore)
  • Il sequel del prezzo (quello che paga il consumatore)
  • Il prezzo rispetto a una categoria merceologica
  • Il prezzo rispetto a una gamma di prodotti
  • Il prezzo rispetto a ben altri prodotti di uso comune

Immagine: via psfk.com.

Dunque di cosa parliamo quando parliamo di libro elettronico? Di tutto e di niente, en passant parliamo anche di sole e un po’ (un po’ poco) di sabbia. Fin qua, a parlare, siamo solo noi. Invece proviamo a vedere che lingua parla e che faccia e che anima ha l’elettrogadget in persona:

 

 

Gadget Pubblicità Slogan Personalità
Biblet Qui Il libro che contiene tutti i libri Quantità
iPad Qui A magical and revolutionary device at an unbelievable price Bellezza & Libertà
Kindle Qui Inspiration awaits Bellezza & Libertà
Leggo Qui Leggere in libertà Libertà
Kobo Qui Read freely Libertà
Nook Qui Read forever Libertà
Sony Qui Sexier than a librarian Bellezza


Immagine: via flickr.

 

 

Peccato solo una cosa: fin qui restiamo fuori dal libro. Perché se è vero che tutto comincia con una storia e se è vero che un buon marketing sa sfruttare il senso della frase l’arte di scegliere (meno chiaro che appeal possa avere I figli del Serpente) e se è perfino vero che grazie a una valanga di optional o di fai-da-te io posso già personalizzare il guscio di questo mio e-book, il problema rimane: come faccio a sapere chi fa cosa, lì dentro? Do retta al solito oggetto effimero (quando non addirittura ingannevole) oppure devo sbirciare su un elenco di ingredienti che più classico non si può? E a proposito di classici e di forme elettroniche, possibile che non ne esista qualcuna per etichettare questi gadget in modo nuovo rispetto al passato ormai remoto? Della serie:

  • Link tra cinematografia e libro
  • Link tra storia vera e libro
  • Link tra quiz e libro

Sensazione: non basta più presentare le storie nel classico formato large e forse neanche nel classico formato medium, perché forse è già nato il formato small. Tutto questo mentre ormai impazza l’esoterico termine enhancement. Tradotto in soldoni significherebbe: il classico “di più”. Certo che se questo “di più” significa semplicemente qualche illustrazione o qualche video extra o anche diarii segreti inseriti in cornici interattive accattivanti ma dove (si dice) non posso adattarmi il testo… io all’enhancement in quella salsa dico “grazie” e però dico anche “non mi basta”. E pensare che a casa mia tutti parlano di “modelli di business” ma non so quanti abbiano scelto di crearli studiandosi la storia di business neanche troppo diversi. Nel frattempo sento parlare anche di gamification e di transmedia, sento parlare soprattutto della cosiddetta “reading experience”. Strano. Perché in tutto questo vociare mi capita di sentire anche qualche newcomer di lusso.

Immagine: via shadowness.com.

C’era una volta l’hip hop. Prese il volo proprio quando l’industria musicale si trasformò in industria sempre più digitale e quando la produzione di contenuti si stava sempre più trasformando in produzione di mix & remix: e quando dico remix intendo un’elaborazione e ricombinazione di contenuti preesistenti come questa, ma non dimentico certo questa e
quest’altra.

Morale?

C’è una colonna mancante nella tabella sulla soglia di questo pezzo. Si chiama Domani.

Io spero che in questo Domani, insieme ai lettori digitali, impazzino pure tantissimi scrittori digitali, cioè scrittori hip-hop ansiosi di rivisitare, rimescolare e reinventare tanti ma proprio tanti dei famosi contenuti preesistenti. Perché è soprattutto quel genere di musica che manca al mio superlettore.


Immagine: via Obliteracy.

 

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Tags: Amazon, biblet, Editoria digitale, Kindle, Kobo, Nook, Sony T1, Stefano Scalich
Stefano Scalich 6 commenti Memorie Condividi
4 Comments
  1. 10-3-2012

    continuano le GRANDI INCHIESTE di Stefano Scalich. Con il suo styel assolutamente retro-futurista.

    Rispondi IFIX
    • 10-3-2012

      retro futurista style.

      Rispondi IFIX
  2. 10-3-2012

    bravo stefano e bravo ctonio. stavo pensando che un vostro pezzo si può leggere nell’arco di una settimana, ed è una cosa che non pesa per niente. siete abilissimi nel creare questo effetto matrioska – unendo ricerca, letteratura ed elementi di marketing – che personalmente trovo incantevole.

    Rispondi venus
    • 10-3-2012

      Bravo Stefano, io per ora ho solo offerto una spalla sulla quale pensare.

      Rispondi Ctonio

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