Archive for luglio, 2010
La Giunta Caltari chiama a raccolta collaboratori vecchi e nuovi per un lavoro di emersione, appellata come call for papers. Titolo di questa chiamata “Narrazioni e ricerche in controtempo”. Aspettiamo i vostri scritti, il risultato delle vostre ricerche: l’Archivio vuole e deve essere lo spazio in cui raccogliere con attenzione e cura tutto quello che per mancanza di ambizione non viene raccontato, o documentato, sotto forma di - poesia, racconto, illustrazione, audio, video, audiovisivo, fotografia, musica. Se avete voglia di condividere le vostre minute, i vostri progetti, il risultato delle vostre ricerche in controtempo contattateci all’indirizzo archiviocaltari@gmail.com. I contributi che...
di Bizzaro Bazar L’Italia, paese dalla grande tradizione e cultura medica, ospita alcuni dei più grandi musei anatomici al mondo, che vantano preparazioni fra le più straordinarie mai eseguite. Come si sa i musei sono i figli, di scientifico rigore, delle wunderkammern, le camere (o gabinetti) delle meraviglie che dal Cinquecento fino ai nostri giorni raccolgono gli oggetti più strani, bizzarri e suggestivi che i loro possessori riescono a collezionare. In alcuni musei italiani, però, la linea di confine fra la serietà scientifica e lo stupore della wunderkammer è piuttosto labile. Il nostro paese è dopotutto anche patria dell’arte, ed...
– I gatti non hanno nome - disse. - No? - No - disse il gatto. Voi persone avete il nome. E questo perché non sapete chi siete. Noi sappiamo chi siamo, perciò il nome non ci serve. da Coraline, Neil Gaiman 1. Scrivi. 2. Metti una parola dopo l’altra. Trova la parola giusta, scrivila. 3. Finisci quello che stai scrivendo. Finiscilo a qualunque costo. 4. Mettila da parte. Leggila fingendo di non averla mai letta prima. Mostrala ad amici di cui rispetti l’opinione, amici a cui piacciano quel genere di cose. 5. Ricorda: quando le persone ti dicono...
Avevo sempre pensato che, col passare del tempo, le mie abitazioni avrebbero avuto la possibilità di diventare sempre più ordinate ed eleganti. In generale, ciò è stato vero nel periodo tra la fine dei miei studi e il 24 settembre 2004. Mi sono costruito un vero e proprio studio, fornendolo di una scrivania di quercia pregiata e comprando delle tende carine per non farmi accecare dal sole. Ero così felice nel mio studio che mi sembrava un peccato rovinare il divertimento mettendo le dita sulla tastiera....
di ((giacomo)) Porta alchemica in via Scipione Ammirato (Firenze).Il colore della porta e quello della parete sono identici, ma l’aspetto è diverso, forse per la diversa grana delle superfici, forse per il diverso colore del fondo sul quale la vernice è stata applicata. Allo stesso modo azioni umane identiche appaiono differenti quando siano compiute in situazioni che non hanno nulla in comune tra loro. Porta alchemica in via delle Mantellate, a Firenze. In questo caso la modanatura è quasi l’unico elemento mimetico; quasi, perché la porta si sviluppa su due piani che si sfalsano proprio in corrispondenza di essa, per...
di Federico Novaro Rinasce l’”Universale Einaudi”; aperta nel 1942 sotto l’egida di Carlo Muscetta ebbe tre forme grafiche, l’ultima, capolavoro suprematista, insuperato, di Oreste Molina, dove galleggiavano minuscole le indicazioni su fondi colorati, fu sostituita (diventando la “Nuova Universale Einaudi”) da quella bianca e rossa di Bruno Munari nel 1962: si ricominciò la numerazione e riformulò il programma, che condotto da Giulio Bollati si fece sempre più politico e insieme pedagogico. Compatti, quasi dei breviari, rilegati in tela azzurra ad evocare la gloriosa “Narratori Stranieri Tradotti”, i volumi furono fasciati da Munari con una sovracoperta bianca e lucida, solcata orizzontalmente...
di Floriana Grasso Esiste un posto al mondo in cui anche una meridionalista pasionaria come me si trova smarrita. Gela. La patria della rinuncia gastronomica, l’avamposto del disastro architettonico, un monumento ai fallimenti della politica italiana e di un uomo in particolare. Enrico Mattei. Un posto così di merda che penso che la gente continui a viverci per due sole ragioni: povertà o ricchezza. Altri motivi non ce ne sono. Il sentimento, l’attaccamento alle radici, alla famiglia, sono tutte cazzate. In un posto del genere non si può vivere. La pagina di wikipedia ci dice che Gela ha quasi ottantamila...
La stanza dove scrivo da un paio d’anni, e ancora per un paio di mesi, credo, è un tinello, che è una parola che a me sembra un po’ goffa, irrisolta, un finto diminutivo in concorrenza con soggiorno, e con salotto, che anche salotto, mi piacerebbe fare un libro fotografico diviso in tre parti: sale, e le foto delle sale; salotti, e le foto dei salotti; saloni, e le foto dei saloni. Ci ho pensato adesso. Ci sono due quadri, il primo è di Timofej Kostin, il secondo è di Timofej Kostin anche il secondo. Ci sono dei fogli appesi...
di ((giacomo)) Lo sguardo cade su una porta camuffata nella parete; nell’incertezza – non tanto sulla presenza quanto sul senso, sulla storia, sulle intenzioni dietro di essa, dietro il suo esserci pur non volendo esserci – si scatta una foto. Questa è già una scelta: contro il contesto. Spesso, infatti, si raccolgono fotografie di bellezze artistiche note o meno note; oppure di punti minuscoli, dall’uno all’altro dei quali si disegnano costellazioni emotive; oppure, ancora, di particelle effimere del mondo, per trattenerle. In questi casi un ordine è ripercorso, si soddisfa un’ansia di radicamento. Nel nostro caso, invece, ecco elementi che...
Avevo l’abitudine di lavorare nella Rose Reading Room della sezione della New York Public Library sulla quarantaduesima strada, qui raffigurata. La biblioteca era stata costruita su quella che era stata la principale fonte d’acqua potabile della città, una grande cisterna che si estendeva dalla Quarantesima alla Quarantaduesima strada e dalla Quinta alla Sesta Avenue. (I due leoni di pietra, che ora si trovano sull’altro lato della scalinata della biblioteca, facevano in origine la guardia al bacino). Una volta venuti a conoscenza di questo fatto è difficile non immaginarsi i libri sott’acqua o le persone che se li bevono, i libri....
