Archive for ottobre, 2010
via axismap Un progetto artistico di mappatura a cura di Axismap. Create come un atto d’amore, queste mappe eccezionali descrivono accuratamente strade e superstrade, parchi, quartieri, coste e lineamenti fisici della città usando nient’altro che caratteri tipografici. Solo tessendo accuratamente insieme migliaia e migliaia di parole, il disegno pieno della città può emergere. Ogni singolo carattere tipografico è posizionato a mano, un processo che richiede centinaia di ore per ogni mappa. Date un occhiata al nostro blog per saperne di più su come ogni mappa è stata concepita....
di Ernesto Aloia Non sono pochi, da Giorgio Bassani a David Foster Wallace, gli scrittori che sono stati attratti dal tennis, e non credo che sia un caso. Basta tenere d’occhio i due avversari quando la palla non è in gioco. C’è quello che si lega le scarpe dieci volte in un’ora, quello che evita accuratamente di calpestare le righe e quello che pretende di andare al servizio con la stessa palla con cui ha vinto il punto precedente. Un campione degli anni Ottanta, il cecoslovacco Ivan Lendl, tra un punto e l’altro non trovava di meglio che estirparsi le...
il brano è un estratto da La centoventotto rossa di Elena Marinelli Quel giorno ho iniziato le parole difficili, il quaderno blu della mamma con le parole difficili. Scrivevo la data e dove le avevo sentite. La maggior parte delle parole difficili me le ha insegnate la zia e cordoglio è stata la prima. 11 luglio 1998, ho scritto, un puntino pieno, con la biro e accanto ho chiesto di scrivermi tutte le lettere in fila. Cordoglio. La seconda è stata mamma, senza maiuscola. Lo stesso giorno. Mamma l’ho detto dieci anni fa, a diciassette anni, la prima volta, da...
Per scrivere la prima stesura del mio primo libro, nell’estate del 2007 ho subaffittato un bilocale a Helsinki. L’appartamento consisteva in un ambiente che faceva da camera da letto e da studio, in un piccolissimo bagno con il box doccia divelto dal pavimento (e che quindi andava spostato come un paravento mobile e sostenuto con un gomito mentre mi lavavo) e in una cucina bianchissima invasa dai moscerini (che sul bianco diffuso risaltavano come un esantema aereo ipercinetico). Per circa due mesi ho trascorso una media di venti ore al giorno in questi trenta metri quadri, più esattamente nella camera...
di Federico Novaro, febbraio 2010 Nel riproporre uno dei suoi vecchi articoli, approfittiamo per segnalare la recente riapertura del blog di Novaro, con recensioni e gustose segnalazioni editoriali. I Caltarians, da bravi maniaci della carta stampata, sono molto felici di ciò. Qui un articolo di Novaro sulla NUE. Fanucci, la casa editrice che forse di più in Italia abbia lavorato sull’idea di genere (per esplorarla, per scardinarla) e sul mercato degli young adult (e che ha appena concluso, con Tutti i racconti 1964-1981 la pubblicazione delle opere complete di Philip K. Dick), apre una finestra sull’editoria on-demand, rendendo disponibili titoli...
Ho scritto il mio secondo romanzo in una casa diversa da quella in cui avevo scritto il primo, e così succederà col terzo. Il nomadismo da fuorisede non è un’esperienza legata solo alla giovinezza, colpisce anche in età avanzata, e in una città come Roma pure di più. Dopo aver scritto su un tavolo bianco da giardino al centro di una singola, o su un tavolo anni Settanta ripiegato e spinto contro il muro in una stanza matrimoniale, oggi nella nuova casa ho lo «studio» a disposizione. E quasi mi spaventa. Perché l’ostinazione a scrivere anche senza uno spazio adeguato,...
di Iguana Jo (1967-1985) Casa mia, almeno per la maggior parte dei miei primi 19 anni di vita. – Da dove vieni? – Vengo da Bolzano. – Ma allora parli tedesco… Chiunque sia il mio interlocutore la sequenza è sempre la stessa: vieni da Bolzano? Allora parli tedesco. Quello che magari cambia è l’intonazione della voce: a volte interrogativa, a volte curiosa, più spesso semplicemente affermativa. Evidentemente in Italia l’idea di Bolzano è questa: terra straniera incidentalmente dentro i patri confini. Quando cresci in un posto non importa da quanto tempo o come te ne sei andato, alla fine è...
Scrivo, dipingo e vivo nello stesso spazio perché non posso fare altrimenti; per ragioni squallidamente economiche. Trattasi dunque di condizione obbligata. Se potessi mi prenderei uno studio con grandi finestre e ampie pareti bianche, che è la dimensione ottimale per la pittura. Se lo studio fosse abbastanza grande, ne adibirei una parte, probabilmente soppalcata, a scrittorio dotato di un tavolo e un letto. La libreria seguiterei però a tenerla in casa, e di giorno in giorno mi porterei in studio i volumi che voglio leggere o consultare. Questa sarebbe la mia dimensione ideale. Quella attuale e reale impone invece una...
di Giusi Palomba PRIMA PARTE Itinerario emozionale nella provincia criminale Esistono strade costruite e manutenute apposta per stimolare i flussi, velocizzare gli scambi, servire la funzione del commercio, del turismo e del governo, e strade abbandonate all’attrito, alle collisioni, agli scontri. La metropoli è responsabile anche delle sue estremità, ma non lo ammette, non dialoga con loro, la questione la lascia indifferente, così province e periferie finiscono per far parte di un sistema cardiocircolatorio di cui sono costrette a ignorare il cuore. Un cuore tachicardico, che affatica tronfio tutto l’apparato, teso in uno spasmo di cui si trova la sintesi...
