Archive for aprile, 2010
1. Non mettere sulla scrivania la fotografia del tuo autore preferito, soprattutto se è uno di quegli autori famosi che si sono suicidati. 2. Sii gentile con te stesso. Riempi le pagine il più velocemente possibile; spazi doppi, o scrivi sempre ogni due righe. Tratta ogni pagina come un piccolo trionfo 3. Fino ad arrivare a Pagina 50. Dopodiché calmati, e comincia a preoccuparti della qualità. Percepisci l’ansia, fa parte del lavoro. 4. Dai un nome al tuo lavoro il prima possibile. Possiedilo e visualizzalo. Dickens sapeva che “Casa Desolata” (Bleak House) si sarebbe chiamato “Casa Desolata” prima di iniziare...
Le donne nella Resistenza sono ovunque. Ricoprono tutti i ruoli. Sono staffette, portaordini, infermiere, medichesse, vivandiere, sarte. Diffondono la stampa clandestina. Trasportano cartucce ed esplosivi nella borsa della spesa. Sono le animatrici degli scioperi nelle fabbriche. Hanno cura dei morti. Compongono i loro poveri corpi e li preparano alla sepoltura. Un certo numero di donne imbraccia le armi. […] Tuttavia le donne non hanno ottenuto quei riconoscimenti che meritavano. Angelo del Boca, partigiano, scrittore e storico Senza le donne non ci sarebbe stata la Resistenza. Arrigo Boldrini (Bulow), medaglia d’oro della Resistenza Estratti dal volume* PARTIGIANE - DONNE DELLA RESISTENZA...
di Thomas B. Bugno Un mio amico ha una lunga e malcelata cicatrice sul volto; è vistosa e imponente. È un segno distinto e nobile. Egli sostiene che è il risultato di una infelice vacanza balneare, ovvero che un ombrellone si sia aperto davanti a lui, ferendolo. Tuttavia sono più incline a credere che quella lacerazione sia figlia di qualcosa di più nobile. Sì, sono portato a credere che sia una Schmiss....
Non andavo nel capanno molto spesso, finché era Roald a occuparlo quel posto era privato, un santuario dove poteva lavorare senza che nessuno lo interrompesse. Tutto al suo interno era organizzato come un luogo per scrivere: la vecchia poltrona dallo schienale alto aveva parte del retro scavato per essere più comoda; aveva un sacco a pelo dove metteva le gambe quando faceva freddo e un poggiapiedi per farle riposare; aveva disposto nel caratteristico modo alla Roald il piano su cui scriveva, con una tavola poggiata sui braccioli della poltrona e un tubo di cartone che ne modificava l’angolo. Dato...
Come primo obiettivo, in senso balistico, per una sezione dedicata all’analisi bagorda della comunicazione pubblicitaria, non potevamo che iniziare con una campagna in favore della lettura. Api, Bambini, Montagne, Gazebi, Deliziosi Individui vestiti di bianco: un obiettivo un po’ inerme in verità. Con questo post Caltari inizia un’analisi, volendo semiotica e curiosa, volendo spartana e goliardica, della comunicazione pubblicitaria, cercando di svelarne l’ideologia intrinseca, di cui la comunicazione è imbevuta, come un babà lo è del rhum. La campagna in questione, che sicuramente avrete visto, anzi esperito, in giro l’estate scorsa in tv e giornali, è stata promossa dal Dipartimento...
Via: The Silver Lining Dal razionale allo sperimentale, al giocoso - la top 5 redatta da The Silver Lining delle riviste di design rappresenta un punto di vista specifico per quanto riguarda il design grafico, la tipografia e oltre, di metà secolo. Attraverso articoli e opinioni ragionate (qualche volta anche critiche), recensioni di libri, design visivamente stimolante e l’introduzione di importanti e poco conosciuti designer, queste riviste hanno documentato con successo il design passato e contemporaneo di Germania, Italia, Giappone e Svizzera a un nuovo pubblico internazionale. 1. Typographische Monatsblätter >> n. 12, Dicembre 1955, Cover Design – Emil...
di Ehsan Mehrbakhsh «Ma in Iran le donne possono andare al ristorante?», questa domanda me l’ha fatta un professore di nazionalità inglese dell’università Lumsa a San Pietro. Non ho potuto rispondere subito. Mi è venuta in mente la mia migliore amica in Iran, Elham Dusthaghighi, regista di cartoni animati 2d, vincitrice del primo premio del festival della tv iraniana. Poi mi è venuto in mente un flash, l’immagine di mia cugina che nel suo gruppo di amici, era l’unica ad avere la patente e una vecchia jeep mostruosa che poteva guidare solo lei. Ci passava a prendere ogni venerdì mattina prestissimo...
di Conrad Comincio raccogliendo sparse tutte le mie sensazioni. Così mi è stato insegnato da piccolo. «Quando non sai da dove cominciare fai così!», mi ha detto. Io «fatto!» dico, mostro il foglio, alzo la testa ma intorno a me non c’è nessuno… Quello che mi chiede di fare Alessandro da un po’ di giorni a questa parte ha un lato violento. Parlare del perché faccio quello che faccio scricchiola. È come parlare di uno di quei sogni che ti rimangono vivi anche fino a mezzogiorno, a patto però che tu non li racconti.
Altrimenti diventano pane secco. E poi...
Lavoro al quarto piano della nostra casa, affacciata a ovest oltre Londra e lavoro con la finestra spalancata sia d’inverno che d’estate. È un bellissimo panorama urbano, spesso migliorato dai tramonti, che non sono visibili da nessun altro luogo della casa; così posso pensare che siano stati creati solo per me (nella foto si vedono soltanto le case vicine, che cerco di ignorare quando mi siedo alla scrivania). Vivo in questa casa dal 1959 e questa è stata la cameretta dei miei sei figli. Quando il più piccolo è uscito di casa, ho chiamato i muratori e fatto montare varie...
