Archive for febbraio, 2011
A soli 10 mesi da Leggere è il cibo dei tarli, che analizzava la biancheggiante campagna di stimolo alla lettura del governo, pubblichiamo una nuova analisi di un prodotto pubblicitario. Questa volta ci siamo distaccati dal solipsismo editoriale e abbiamo puntato diretti sul mostro, stimolati da uno spot alquanto fastidioso, un SUV per snob DOP, la nuova Mercedes GLK. Da qualche anno le campagne pubblicitarie delle automobili sono variazioni sul tema dell’identità. Il consumismo punta molto sul bisogno di formazione identitaria, lo si può sintetizzare in un facilefacile Sei ciò che compri. L’identità del consumatore si delinea e si differenzia rispetto a...
Scritto da Angelo Formiggini, editore di una casa editrice «piccina, piccina, picciò», e pubblicato nel 1928 nell’Almanacco Letterario Mondadori, questo gustoso dizionarietto di tutti gli editori italiani divisi per città viene rieditato in digitale da CastelloVolante e noi ve lo proponiamo come secondo ebook gratuito....
di Sarah Spinazzola Quando Chiara Reali mi ha chiesto di scrivere del posto in cui scrivo, circa tre mesi fa, le avevo risposto che stavo per traslocare e che le avrei spedito qualcosa dopo essermi installata in questa camera. Adesso è un mese che sono qui, e non ho scritto ancora niente. Era successo che a un certo punto qualcosa dentro di me aveva detto: come si fa a scrivere di questo posto se uno ci è dentro da così poco? Se uno si fosse messo a pensare, le uniche cose che gli venivano in mente erano il fatto...
Come ci aveva gioiosamente promesso nel post dedicato al suo libro, Guia Risari, scrittrice e traduttrice, ci invia una versione plurilista surrealista plurilingue delle sue regole di scrittura. Una versione alla quale abbiamo dovuto sottrarre soltanto lo sfondo salmonato (wordpress è molto poco surrealista), un arancio salmonato più che un salmone arancionato (foto a richiesta) e che subitaneamente pubblichiamo. Attendiamo tempestiva replica da parte di Joyce Carol Oates. Surrealismo ma non troppo… Surréalisme mais pas trop… Surrealism but not that much… Surrealismo pero no demasiado… (Montreuil 2010, Oulipo, ill. Laurent Corvaisier, photo/texts Guia Risari) 3 regole di scrittura [per non...
via flavorwire Tutti scarabocchiano. C’è qualcosa tra un momento di inattività e lo spazio vuoto di una pagina che incoraggia un disegnino o due. In più, ci sono prove che gli “scarabocchiatori” siano anche pensatori attivi e immaginativi. Su tutti, John Keats scarabocchiava fiori ai margini dei suoi manoscritti e Leonardo da Vinci è famoso per la passione dello scarabocchio. C’è addirittura un libro dedicato agli scarabocchi dei presidenti, che speriamo non siano stati prodotti mentre avrebbero dovuto prestare attenzione a qualcosa di importante. Gli scarabocchi di ognuno sono differenti, come i sogni, essi provengono direttamente dalle libere associazioni...
di Antonio Caruso > Non sono un pittore. Né uno scultore. Né uno scrittore. Sono Tarzan in pensione. Miroslav Tichy Un uomo anziano - gli abiti ridotti a stracci, la barba lunga - si aggira per la sua cittadina mitteleuropea puntando sulle donne un meccanismo fatiscente che tiene nascosto sotto il maglione. Un colpo d’occhio questo, un ritratto del fotografo ceco Miroslav Tichy, visto da fuori. Tre rullini al giorno, stampa unica per ogni scatto. «Io non scelgo niente», dice Tichy, «metto i negativi nell’ingranditore e stampo ciò che è più simile al mondo. Tutto ciò che è, è il...
Non c’è niente di più surreale di un luogo abbandonato che un tempo era vivo e vivace, è una sensazione che molti scrittori hanno tentato di mettere in parole - spesso con accenti apocalittici - anche se pochi vi sono riusciti. Dal Ghost Town Western Yellow Sky interpretato da Gregory Peck del 1948, alle strade deserte di Londra di Danny Boyle con 28 giorni dopo, dalla tensione spaventosa in popolari giochi degli anni novanta come Silent Hill al nulla post-apocalittico del romanzo The Road del vincitore del Pulitzer Cormac McCarthy, il tema è molto frequentato. Ma che cosa può provocare...
