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12 dic 2011

Autore

Sim Dawdler

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La Nintendo prima di Super Mario: Ultra Hand, Love Tester e Light Telephone
Sim Dawdler 8 commenti Archivio Altair Condividi

Le cose per cui il Giappone è famoso nel mondo sono fondamentalmente quattro: gli origami, i manga, la cerimonia del tè e i videogiochi Nintendo (subito dopo vengono l’ikebana, la Yakuza e le fotocamere digitali).

La Nintendo entrò di peso nel mondo dei videogiochi nel 1974, anno in cui acquisì i diritti per la commercializzazione della Magnavox Odyssey, la prima console della storia. Da allora non si è più fermata e ha inanellato un successo dietro l’altro: tutti noi conosciamo e amiamo Donkey Kong, Super Mario, le avventure di Zelda, i simpatici test di Brain Training elaborati dall’esimio Dottor Ryuta Kawashima e il bellissimo Hello Kitty Big City Dreams per Wii. Chi ha almeno trent’anni (ma anche chi ne ha venticinque e un’ottima memoria a lungo termine) ricorderà di certo con nostalgia lo slogan LA NINTENDOMANIA DILAGA che accompagnava lo spot di Super Mario per NES (Nintendo Entertainment System) del 1989. Il protagonista era un giovanissimo Jovanotti.

Ma dov’era la Nintendo prima che avesse inizio l’era dei videogiochi, prima della Magnavox Odyssey, di Super Mario e delle pubblicità con Jovanotti? Cosa faceva prima del 1974? La risposta è semplice e complessa al tempo stesso: dal 1889, anno della sua fondazione, al 1964 produsse essenzialmente carte da giuoco Hanafuda (letteralmente “carte dei fiori”). In principio realizzate a mano su corteccia di gelso, le Hanafuda ebbero un successo strepitoso: nel solo 1961 ne furono venduti oltre 600.000 mazzi e nel 1964 il mercato giunse al punto di saturazione. Fu allora che Hiroshi Yamauchi, pronipote del fondatore Fusajiro Yamauchi, decise di dare una svolta all’azienda. Ebbe inizio un decennio di grandi sperimentazioni in cui la Nintendo cercò di fare business in tutti i modi possibili e immaginabili (e spesso anche in quelli impossibili e inimmaginabili). In quegli anni videro la luce una compagnia di taxi, un’azienda alimentare che produceva riso istantaneo, un aspirapolvere radiocomandato di nome Chiritori e tante altre cose strane (persino una catena di love hotel, frequentati dallo stesso Yamauchi all’insaputa della moglie).

chiritori

La confezione del Chiritori

1. Ultra Hand (1966)

Nel 1965 la Nintendo assunse il giovane Gunpei Yokoi come ingegnere di manutenzione alla catena di montaggio delle Hanafuda, (tuttora in produzione) col compito di controllare il corretto funzionamento dei nastri trasportatori. Oggi Gunpei Yokoi è conosciuto in tutto il mondo come l’inventore del Game Boy, ma nel 1965 era solo un ingegnere di manutenzione un po’ bizzarro con il pallino dei giochi che nel tempo libero si divertiva a creare oggetti strani per il proprio diletto. Tra questi c’era una specie di braccio estensibile che piacque moltissimo a Hiroshi Yamauchi. In quel momento l’azienda non se la passava bene: dopo aver raggiunto la saturazione del mercato, la vendita delle carte era crollata e le molteplici attività collaterali si erano rivelate per lo più fallimentari, così Yamauchi (che tradiva la moglie ma era anche un visionario, o forse era solo pazzo) decise di tentare il tutto per tutto e ordinò a Yokoi di trasformare il braccio estensibile in un gioco per bambini. Fu così che vide la luce Ultra Hand, uno dei più grandi successi commerciali della Nintendo (ne furono venduti circa un milione di pezzi) prima dell’avvento dei videogiochi .

Istruzioni Ultra Hand

Le semplici istruzioni per l'utilizzo di Ultra Hand.

Confezione dell'Ultra Hand

La confezione di Ultra Hand.

Ultra Hand era un braccio meccanico composto da elementi di plastica disposti a incrocio, due maniglie a un’estremità e due ventose con cui afferrare gli oggetti all’estremità opposta. Il braccio si estendeva avvicinando le maniglie e si accorciava allontanandole. Era molto divertente. Per capirlo non è necessario averlo provato, ma basta guardare la confezione: si vedono due bambini usare Ultra Hand per sottrarre a un adulto in giacca e cravatta (forse il loro papà, forse uno zio, forse uno sconosciuto di passaggio) una borsa in pelle contenente con ogni probabilità importanti documenti di lavoro. I bambini ridono di gusto, mentre l’adulto è stupito e sconvolto. Nessuno di loro è giapponese. Ultra Hand costava 600 yen (circa 10 euro di oggi), poteva raggiungere il metro di lunghezza ed era venduto con tre palle colorate che potevano essere utilizzate per far pratica.

Due bambini usano le palle colorate

Due bambini giapponesi usano le palle colorate per far pratica.

Tipica famiglia giapponese degli anni '60

Una tipica famiglia giapponese degli anni ‘60 vive momenti di gioia e spensieratezza grazie a Ultra Hand. La figlia lo usa per porgere un mandarino al padre e il figlio per raccogliere un oggetto dalla libreria. La madre ride entusiasta.

Confezione australiana di Ultra Hand

La versione australiana di Ultra Hand. Una mamma canguro disperata sostituisce l’uomo in giacca e cravatta, un cucciolo di canguro sostituisce la borsa in pelle. I bambini sono sempre gli stessi e si divertono un mondo.

2. Love Tester (1969)

Per il nostro pianeta il 1969 fu un anno incredibile: Woodstock, il primo uomo sulla Luna, la rivolta di Stonewall, la nascita di Arpanet (precursore di Internet), i primi numeri del Whole Earth Catalog. Quello stesso anno in Giappone venne mandato in onda il primo episodio dell’Uomo Tigre e fu prodotto il Love Tester. Gunpei Yokoy, dismessi definitivamente i panni dell’ingegnere di manutenzione e indossati quelli di inventore ufficiale di giochi Nintendo, decise di cambiare target: non più bambini spensierati, ma giovani donne e giovani uomini alla disperata ricerca di relazioni affettive. Ovviamente il Love Tester fu un grande successo.

Love Tester

Il Love Tester

Era un piccolo apparecchio elettronico con cui era possibile misurare il livello di amore reciproco. Costava 1800 yen, circa 30 euro, e per funzionare aveva bisogno di una sola batteria di tipo AA (inclusa nella confezione). L’apparecchio era dotato di una levetta per lo spegnimento e l’accensione, di un indicatore analogico numerato da 0 (indifferenza) a 100 (amore assoluto) e di due cavi, nero e rosso, i quali terminavano con una sferetta metallica. Per un corretto utilizzo i due giovani dovevano guardarsi negli occhi, stringersi una mano (la sinistra se destri, la destra se mancini) e impugnare le sferette con l’altra mano. Il livello di amore reciproco era calcolato istantaneamente, con un margine d’errore dello 0,001%. Lo spot originale mostra una donna che trova l’uomo della sua vita grazie al Love Tester.

Pubblicità del Love Tester

In questa foto possiamo vedere una giovane coppia di sposi che decise di sottoporsi al test per curiosità. Purtroppo il risultato fu 0 e i due dovettero separarsi

3. Light Telephone (1971)

Gunpei Yokoi superò se stesso nel 1971, anno in cui la Nintendo mise in commercio il Light Telephone, una specie di walkie-talkie a forma di cinepresa Super 8. Era grossissimo, pesava un chilo e mezzo ed era molto costoso (9800 yen, circa 150 euro). Ovviamente ne furono venduti pochissimi esemplari. Sulla confezione erano raffigurati un ragazzo e una ragazza con un Light Telephone in mano, probabilmente intenti a comunicare. Il ragazzo indossa un dolcevita bianco, sembra entusiasta e dice qualcosa; la ragazza indossa una camicetta rosa coi risvolti bianchi, è soddisfatta e sorride di rimando con le labbra serrate.

La confezione del Light Telephone

La confezione del Light Telephone

Il ragazzo

Il ragazzo

La ragazza

La ragazza

Ogni confezione conteneva due Light Telephone (ognuno dei quali era composto da una cuffia, una trasmittente di luce luminosa, un rilevatore di luce e un microfono), due filtri di plastica per la luce emessa, due cappe che fungevano da schermo della luce solare in fase di ricezione, una cinghia per garantire una presa migliore e un piccolo telescopio per osservare e inquadrare con maggior precisione il proprio interlocutore. Ah, c’era anche il manuale di istruzioni. Comunicare era semplicissimo: bastava mettere assieme tutti i pezzi e puntare il proprio Light Telephone in direzione di un altro Light Telephone. Il suono captato dal microfono era codificato in un fascio luminoso proiettato in avanti, decodificato da una cella solare posta all’interno dell’apparecchio ricevente e trasmesso alla cuffia. Al contrario dei normali walkie-talkie a onde radio, attraverso il Light Telephone era possibile parlare simultaneamente. Quando c’erano le giuste condizioni, ovvero luce solare non eccessiva e apparecchi perfettamente allineati, si poteva comunicare con persone poste a 30 metri di distanza. Last but not least, il Light Telephone poteva essere utilizzato anche come semplice torcia.

Il contenuto della confezione del Light Telephone

Il contenuto della confezione del Light Telephone

Il Light Telephone funzionava anche come semplice torcia per spaventare i conigli

Il Light Telephone funzionava anche come semplice torcia per spaventare i conigli di notte e poteva essere usato attraverso finestre e specchi

I difetti del Light Telephone erano pochi ma abbastanza evidenti: non poteva essere usato di notte o con una luce solare troppo intensa e i due interlocutori erano costretti a guardarsi in faccia o attraverso uno specchio (impossibile usarlo come un normale walkie-talkie per rendere più divertente Nascondino e Guardie e Ladri). Inoltre per funzionare aveva bisogno di 12 batterie (incluse nella confezione).

Il comodo vano per le batterie.

Il comodo vano per le batterie

E questo è tutto. Per la cronaca, Gunpei Yokoi è morto nel 1997 all’età di 56 anni in un incidente stradale lungo la Hokuriku Expressway. Hiroshi Yamauchi invece è ancora vivo. Nel 1992 ha comprato i Seattle Mariners (la squadra di baseball di Seattle) e nel 2002 è andato in pensione. Ora ha 74 anni, è il centoquarantanovesimo uomo più ricco del mondo e trascorre le sue giornate partecipando a serate di beneficenza e giocando a mahjong.

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Tags: carte hanafuda, gunpei yokoi, hiroshi yamauchi, jovanotti, light telephone, love tester, nintendo, ultra hand
Sim Dawdler 8 commenti Archivio Altair Condividi
8 Comments
  1. 12-12-2011

    Sono ancora in contemplazione davanti allo spot che credevo di aver dimenticato…

    Rispondi Davide
  2. 12-12-2011

    Bellissimo articolo, grazie!
    Non mi stupisce che braccio telescopico abbia avuto tanto successo… ha un che di robotico che ai giapponesi è sempre piaciuto.

    Rispondi ELMANCO / Stefano Ricci
  3. 13-12-2011

    L’Archivio Caltari al meglio delle proprie potenzialità. Bellissimo.

    Rispondi Gianluca Didino
  4. 13-12-2011

    Massimo rispetto.

    Rispondi Stefano Scalich
  5. 15-12-2011

    Light Telephone, l’upgrade del fotofono. Lo strumento ideale per le interviste Caltari!
    (Macchinoso, disagevole, anticommerciale: lo bramo ardentemente.)

    Rispondi Giusiana
  6. 3-5-2012

    ciao a tutti… ho fatto la pubblicita con jovanotti nel 1989, ma quella prima dello spot presentato. come faccio a trovarla? grazie… andrea

    Rispondi andrea
  7. 5-10-2012

    Spesso mi incanto ad osservare questi prodotti di “modernariato”, così ingegnosi ma così semplici, comprensibili. Ora non siamo in grado di “comprendere” ciò che utilizziamo. Non voglio fare il romantico, sono entusiasta dell’era in cui viviamo, ma a volte ho la nostalgia di quello stupore che si aveva smontando e rimontando le cose…

    Rispondi emmanuele pilia
  8. 15-12-2012

    Anche io ammiro in contemplazione stupefatta lo spot che non credevo di ricordarmi.

    Rispondi achille__

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