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15 nov 2010

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madame psychosis

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Un anno di Archivio Caltari - Editoriale #1
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di Chiara Reali

Dovevo andare a trovare Caltari. Ho preso il treno lento, mi sono seduta nel posto prenotato sul sito, accanto al finestrino. Ho passato parte del viaggio a guardare fuori e a immaginare la vita in certi luoghi, i treni visti dai balconi stendendo le lenzuola o intuiti da lontano, da paesi arroccati e irraggiungibili. Eravamo in sei, nello scompartimento, e ognuno di noi parlava una lingua diversa. La donna di fronte a me la infilava velocissima nel microfono del telefono, quella accanto a me se ne nutriva sfogliando un libro. Dovevo andare a trovare Caltari e mi chiedevo se, una volta scesa dal treno, lo avrei riconosciuto. Ho passato parte del viaggio a cercare di immaginarlo in base all’idea che mi ero fatta di lui. Un signore distinto con i baffi impomatati. Un ragazzo come me, zaino sulle spalle. Una donna, forse, con i capelli raccolti e lo sguardo privo di briglie.

Non si va a trovare Caltari, è Caltari che ti trova. Abita le città grandi nelle quali i condomini spuntano come funghi in mezzo alle rovine di altre civiltà, abita le città piccole, abita qualsiasi luogo in cui ci sia una strada, che sia d’asfalto o di metallo, che sia di terra o di mattoni. Caltari era nel mio scompartimento, parlava al telefono, leggeva un libro, mi osservava con gli occhi scurissimi nelle sclere gialle, mangiava uova sode parlando la mia seconda lingua, lavorava al mattino in fabbrica, al pomeriggio con le nonne e la sera nello studio di un dentista.

Ho preso il quaderno e ho scritto tutto quello che vedevo e che sentivo, per poterlo raccontare a lei che mi aspettava al mio arrivo senza scordarne nemmeno un dettaglio. Dovevo andare a trovare Caltari e non mi ero accorta di averlo sempre avuto accanto, di averlo sempre avuto nella borsa, di starlo indossando sul naso come un paio di occhiali – lo chiamavo con nomi diversi, inquietudine, irrequietezza, lo cercavo prima ancora di venire a sapere della sua esistenza. Era nei libri della biblioteca o appoggiato alle macchine obliteratrici delle stazioni.

– Parti o torni?

– Tutte e due.

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Tags: archivio caltari, chiara reali, editoriale
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